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Acsm Agam punta sul teleriscaldamento con un piano da 44 milioni: addio Comocalor, arriva Varese Risorse

Il servizio del teleriscaldamento andrebbe a servire 23mila abitanti in tutta la convalle attorno al centro storico.

Acsm Agam punta sul teleriscaldamento con un piano da 44 milioni: addio Comocalor, arriva Varese Risorse
Attualità Como città, 16 Maggio 2022 ore 12:45

Acsm Agam punta sul teleriscaldamento con un piano da 44 milioni: addio Comocalor, arriva Varese Risorse.

Acsm Agam punta sul teleriscaldamento con un piano da 44 milioni

Un investimento da 44 milioni di euro (20 milioni destinati al revamping degli impianti esistenti e 24 milioni previsti per la realizzazione della nuova rete e della nuova centrale presso il depuratore) per dare nuova vita alla rete del teleriscaldamento, presente a Como da trent'anni. E' questo il progetto presentato questa mattina, lunedì 16 maggio 2022, dai vertici di Acsm Agam: il presidente Marco Canzi, la vicepresidente Nicoletta Molinari, l’amministratore delegato Paolo Soldani e il BU leader di Energia e Tecnologie Smart, Giovanni Chighine. 

L’attuale concessione, affidata da Comune di Como alla società Comocalor, è scaduta nel 2020 e il Gruppo, attraverso Varese Risorse che già gestisce il servizio a Varese, Monza e Lecco, si candida a gestire il teleriscaldamento in città con un importante programma di investimenti, all’insegna della sostenibilità ambientale. Il Gruppo ha presentato nelle scorse settimane il progetto all'amministrazione comunale di Como ma, dato che tra meno di un mese si andrà al voto per il rinnovo del sindaco nel capoluogo, l'azienda ha proposto il progetto anche ai candidati sindaco.

Il progetto prevede la realizzazione di una rete complessiva di 31 chilometri (+11,5km rispetto a oggi); il servizio di teleriscaldamento non andrebbe più a coprire solo i quartieri di Camerlata, Rebbio, Albate, Muggiò e Como Sole ma andrebbe ad abbracciare la convalle fino alle mura del centro storico. Il sistema produrrà energia pulita (dato che il termovalorizzatore di Como non è a gas come quello monzese, ma brucia rifiuti) per oltre 80 mila MWh/anno. A regime le due reti integrate potrebbero fornire riscaldamento e acqua calda sanitaria a circa
23 mila abitanti equivalenti (oggi sono circa 16mila). Il sistema completo permetterebbe di ridurre i consumi energetici del 38,7% e diminuire l’emissione di C0 2 del 32,5%, una quantità che equivale a piantare circa 9.200 alberi.

Il progetto riqualifica e amplia la rete esistente attraverso due interventi integrati: l’installazione di una nuova centrale nel depuratore di viale Innocenzo XI con realizzazione di una nuova rete al servizio delle aree del centro città; e il revamping dell’intero sistema, con estensione della rete esistente (e riconversione del sistema ad acqua surriscaldata ad acqua calda) sino al depuratore stesso. Grazie all’interconnessione fra le due reti, sarà valorizzata sull’intero circuito l’energia generata dal termovalorizzatore.

“Generare valore per il territorio è la mission del nostro Gruppo, con un ruolo propositivo nel percorso di transizione energetica. Lo sviluppo della rete e del servizio del teleriscaldamento rappresenta un’opportunità di crescita sostenibile per la comunità comasca” hanno sottolineato
Canzi e Molinari.

“La maggior parte degli investimenti del nostro Piano Industriale è riservata alle iniziative di sostenibilità – hanno rimarcato Soldani e Chighine -. Il progetto per Como è frutto di un’attenta analisi dei benefici in termini di valorizzazione delle risorse e difesa dell’ambiente”.

I tempi? "Se il project verrà accettato dal Comune di Como, dalla gara per l'aggiudicazione serviranno circa un anno di lavori - spiega Chighine - Quindi se nella migliore delle ipotesi si andasse all'aggiudicazione a metà 2023, ci sarebbero le prime emissioni di energia pulita in canvalle nel 2024".

LE PAROLE DEL PRESIDENTE CANZI

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