l'iniziativa

Al Monnet si studiano le red flags

Il Centro antiviolenza porta avanti un progetto con gli studenti delle superiori

Al Monnet si studiano le red flags
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Riconoscere le red flags, ovvero quei campanelli d’allarme che in una relazione devono suonare con comportamenti o atteggiamenti che indicano dinamiche potenzialmente tossiche, manipolatorie o pericolose. Questo è il percorso che il Centro antiviolenza Libellule di Penta di Mariano Comense sta portando avanti con circa 600 ragazzi delle quarte e quinte dell’istituto «Jean Monnet» di via Santa Caterina.

Al Monnet si studiano le red flags

«Abbiamo voluto proseguire il lavoro già avviato l’anno scorso con il progetto Fotografie d’amore, dove prima avevamo fatto emergere gli aspetti positivi chiedendo ai ragazzi di scattare foto che parlassero d’amore, poi avevamo analizzato i rischi delle relazioni tossiche», ha spiegato la presidente del Centro, Rosaria Battaglia. Negli scorsi giorni le classi quarte e quinte sono state coinvolte in momenti di confronto organizzati in piccoli gruppi all’interno dell’aula magna, trasformata per l’occasione in uno spazio di dialogo. «Mettiamo a disposizione degli studenti un elenco di 45 segnali d’allarme. Chiediamo loro di individuare i sei che considerano più gravi e, attraverso incontri di circa quindici minuti nei salotti di discussione, analizziamo insieme le motivazioni delle loro scelte. A guidare il confronto ci sono le operatrici e una psicologa, per favorire una riflessione consapevole su comportamenti come il controllo e il ricatto». Il percorso non si esaurisce negli incontri. Gli studenti potranno partecipare anche a un concorso creativo, realizzando un manifesto dedicato alla red flag scelta. Di tutti i lavori ne verranno scelti 50 che saranno esposti nella sala civica di piazza Roma dal 26 al 29 novembre e successivamente, a febbraio, nei corridoi del Monnet. Il 29 novembre intorno alle 17, sempre in sala civica, ci sarà la cerimonia di premiazione.
I quattro manifesti che otterranno un maggior numero di voti dalla giuria popolare riceveranno delle donazioni: mille euro per il primo classificato, 700 per il secondo, 500 per il terzo e 300 per il quarto.

A richiesta della scuola, il progetto sarà inoltre esteso alle classi seconde e terze, con un percorso di sensibilizzazione dedicato anche agli studenti più giovani. Accanto alle attività rivolte agli studenti, il progetto comprende anche iniziative di formazione. Il 22 novembre è in programma, all’istituto Monnet, un pomeriggio di formazione dedicato ai docenti. L’incontro, della durata prevista di circa due ore e mezza, affronterà il tema della violenza domestica e di quella che può manifestarsi in ambito lavorativo, soffermandosi anche sulle ragioni per cui molte donne vittime di violenza faticano ad allontanarsi dalla situazione in cui si trovano.

All’istituto Gandhi di Villa Raverio, a Besana Brianza, realtà scolastica che conta circa 1.900 studenti. In questo caso, il coinvolgimento ha interessato le classi quarte, alle quali è stato presentato un modulo basato su racconti e storie, con l’intento di stimolare il confronto e la riflessione su esperienze spesso difficili da affrontare apertamente. L’impegno si estende inoltre alle aziende, attraverso corsi di formazione a pagamento rivolti alle realtà interessate ad approfondire questi argomenti. Tra i temi affrontabili rientra, per esempio, la gestione delle situazioni in cui una dipendente è vittima di violenza, con particolare attenzione al ruolo che l’ambiente lavorativo può svolgere nell’intercettare segnali di difficoltà e nel favorire un approccio adeguato.

Un posto di lavoro

All’interno del Centro antiviolenza è aperta la ricerca di una figura amministrativa da inserire in ufficio, con possibilità di impiego anche a tempo pieno. La selezione unicamente a donne che possiedano una solida conoscenza della contabilità e delle principali attività amministrative, con particolare riferimento alla gestione e all’archiviazione della documentazione.
Tra i requisiti ritenuti prioritari figurano la serietà professionale, l’affidabilità, la precisione e il senso di responsabilità. È richiesta una persona organizzata, capace di gestire con ordine le pratiche d’ufficio e di svolgere le mansioni assegnate con autonomia e competenza. Costituiscono elementi preferenziali l’esperienza pregressa nel settore e la disponibilità di referenze verificabili. Per partecipare alla selezione, gli interessati sono invitati a inviare il proprio curriculum vitae, corredato dalle informazioni relative alle esperienze professionali maturate, all’indirizzo e-mail rosaria.battaglia@libelluledipenta.it.