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L'intervento

All'ospedale Sant’Anna eseguita una tecnica innovativa per la fistola dialitica

Eseguita per la prima volta una procedura innovativa per il confezionamento di una fistola artero-venosa.

All'ospedale Sant’Anna eseguita una tecnica innovativa per la fistola dialitica
Attualità Como città, 25 Ottobre 2022 ore 15:32

All’ospedale Sant’Anna, nei giorni scorsi, è stata eseguita per la prima volta una procedura innovativa per il confezionamento di una fistola artero-venosa, cioè la creazione di una comunicazione artificiale tra un’arteria e una vena necessaria per eseguire l’emodialisi.

All'ospedale Sant’Anna eseguita una tecnica innovativa per la fistola dialitica

La nuova tecnica permette di ottenere un risultato simile all’intervento chirurgico, riducendo però le possibili complicanze ed i tempi operatori. La procedura è stata eseguita dall’èquipe dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia Diagnostica e Interventistica - dal dottor Davide Fior insieme al primario, il dottor Lorenzo Moramarco - e in stretta collaborazione con i colleghi della Nefrologia e Dialisi diretta dal dottor Gianvincenzo Melfa.

“L’intervento viene effettuato con guida ecografica e permette di creare la comunicazione tra sistema arterioso e sistema venoso attraverso l’utilizzo di un catetere di circa 2 mm di diametro - spiega il dottor Fior - Il sistema utilizza l’energia termica per creare una comunicazione tra i due vasi sanguigni, in modo che già dopo circa un mese dall’intervento il paziente si possa sottoporre ad emodialisi. Siamo il primo centro in Lombardia e il terzo centro in Italia ad aver avviato questa procedura”. “Voglio ringraziare tutto il personale che ha collaborato all’intervento - aggiunge il dottor Moramarco - in particolare i colleghi anestesisti Andrea Lombardo e Stella Martorana, i nefrologi Elena Luisetto e Carlo Jovane per il supporto prestato, e la direzione che ha creduto nel progetto”. “Una possibilità nuova, frutto di una collaborazione costante e giornaliera tra tutti i professionisti” sottolinea il dottor Melfa.

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