L'impresa

Antonio Cortese conquista la Milano-Sanremo in meno di 10 ore

"Ogni colpo di pedale aveva un significato preciso: ricordare che sulle strade il rispetto può salvare vite", ha affermato

Antonio Cortese conquista  la Milano-Sanremo in meno di 10 ore

Da Certosa di Pavia a Sanremo in meno di dieci ore. Il ciclista di Cantù Antonio Cortese ha affrontato la Classicissima da Milano a Sanremo in solitaria per portare sulle strade d’Italia un messaggio di sicurezza, rispetto e convivenza tra automobilisti e ciclisti.

La sfida

Quella di Cortese non è stata soltanto una sfida contro il cronometro, la fatica o i propri limiti. Ha affermato:

«Ogni colpo di pedale aveva un significato preciso: ricordare che sulle strade il rispetto può salvare vite».

Testimonial dell’Associazione «Io Rispetto il Ciclista», Cortese ha trasformato la regina delle classiche in un viaggio simbolico attraverso i luoghi che hanno scritto la storia del ciclismo, portando con sé un messaggio semplice quanto fondamentale: «condividere la strada significa proteggere chi la vive ogni giorno, soprattutto chi pedala».

L’avventura

La sua avventura è iniziata dalla Certosa di Pavia, dove sono stati recentemente installati i cartelli “salva-ciclisti”. Accompagnato da un’ammiraglia tecnica, Cortese ha attraversato la pianura verso Voghera e Ovada. Afferma Cortese:

«Chilometro dopo chilometro il paesaggio cambiava, mentre cresceva la consapevolezza di affrontare una delle prove più impegnative della mia lunga carriera. La salita del Passo del Turchino è arrivata come una porta d’ingresso verso un altro mondo. Da una parte la pianura, dall’altra il mare. Scollinare significa sempre lasciare qualcosa alle spalle e andare incontro a nuove emozioni. La discesa verso Genova mi ha poi regalato una delle immagini che ogni ciclista conserva nel cuore: il primo sguardo sul mare».

Il messaggio

Dopo 298,7 chilometri Cortese è arrivato a Sanremo e il cronometro si è fermato a 9 ore e 42 minuti, ben al di sotto del muro delle dieci ore che il ciclista si era prefissato. Ha spiegato all’arrivo:

«Un risultato importante, ma non il più importante. Perché lungo la strada decine di cicloamatori si sono uniti a me per alcuni tratti. Perché dall’ammiraglia sono stati distribuiti gli adesivi gialli Accpi che promuovono il rispetto della distanza di un metro e mezzo. Perché ogni incontro, ogni saluto e ogni chilometro condiviso hanno contribuito a diffondere un messaggio che va oltre il ciclismo. Il traguardo più grande sarà vedere finalmente le nostre strade più sicure per tutti».