Cervelli in fuga

Architetta in Australia da ormai 20 anni: «Qui si valorizza il talento»

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Architetta in Australia da ormai 20 anni: «Qui si valorizza il talento»

L’Australia continua ad attirare giovani in cerca di migliori opportunità professionali e personali. Se oggi partire è una scelta sempre più diffusa, c’è chi questo percorso lo ha intrapreso quando era ancora poco battuto, contribuendo a tracciare una nuova rotta migratoria italiana, all’inizio degli anni 2000. Tra queste storie c’è quella di Erica Zaino, architetta 40enne originaria di Cadorago, di base a Perth dal 2006.

Il semestre di studio a Perth

La sua storia con l’Australia inizia da un semestre di studio a Perth offerto dal Politecnico di Milano, dove stava studiando architettura. A vent’anni, l’incontro con un sistema di studi coinvolgente, una cultura rilassata e un contesto più ricco di opportunità, hanno acceso la sua curiosità:

«Mi è piaciuto tutto: le possibilità che ci potevano essere, il futuro lavorativo, a livello accademico un metodo di insegnamento diverso dalle metodologie italiane. Così ho deciso di estendere il periodo e rimanere un anno intero».

Il rientro in Italia

Concluso lo scambio, Zaino è tornata in Italia per completare il percorso triennale ma si è presto resa conto di un contesto che non l’avrebbe resa felice:

«Già nel 2006 non avevo visto opportunità in Italia, e questo mi dispiaceva. La mia indole è abbastanza artistica, e vedevo che in Italia ero molto limitata, sentivo che la mia creatività non poteva sfociare in nulla: il lavoro è molto incentrato sul restauro e, se ci sono progetti architettonici nuovi, vengono affidati per lo più ad architetti internazionali».

Il ritorno in Australia

Il ritorno sull’isola ha rappresentato quindi una sorta di “salvagente” immediato. È ripartita con un visto “working holiday” e un obiettivo preciso in testa: diventare architetta. Racconta sorridendo:

«Mi ero data un mese: se non avessi trovato lavoro, sponsor e una casa, sarei tornata in Italia per iniziare la magistrale. E invece in un mese ho trovato tutto. Sono stata fortunata, perché al tempo in cui ho fatto richiesta di visto c’era molta competizione. Avevo una laurea triennale ed ero inquadrata come “draftman”, ovvero disegnatrice, ma ho trovato subito lavoro in un ufficio dove mi occupavo di design. Loro mi hanno offerto uno sponsor temporaneo di quattro anni».

L’ingresso nella “skill list”

Successivamente, accumulati gli anni di esperienza lavorativa necessari, Zaino è entrata nella «skill list», la lista di figure professionali richieste dal governo. Questo le ha permesso di richiedere la residenza permanente, prima dello scadere della sponsorship.
Negli anni, crescendo a livello professionale, l’architetta ha contribuito in prima persona allo sviluppo urbano di Perth:

«Ho progettato molti centri commerciali, spazi pubblici, luoghi di uso comune, scuole. Ci penso tutt’oggi e sono cose che, se fossi rimasta in Italia, non avrei mai avuto l’opportunità di realizzare. Avere quella soddisfazione di camminare in uno spazio che hai contribuito a creare dà molto piacere».

Non solo architettura

Negli anni la cadoraghese ha coltivato anche la sua spiccata vena artistica proponendo le sue sculture in diverse mostre internazionali. Una delle sue opere, «Temple of Times», è stata selezionata, nel 2023, alla 20esima edizione di «Sculpture by the sea»:

«Avrei voluto essere un’artista e ho sempre pensato che fare l’architetta era un po’ un compromesso pratico. Volevo fare qualcosa che parlasse d’arte con un input architettonico e quindi ho incominciato un percorso e oggi mi occupo di realizzare sculture per spazi pubblici o anche lavori più piccoli. Ho partecipato a diverse esibizioni d’arte, in una di queste opere è stato coinvolto anche il consolato italiano».

La passione per il body building

Oltre al lavoro, da quattro anni Zaino si dedica con passione anche al body building e finora ha collezionato otto medaglie e un titolo nazionale con federazioni «natural», in cui gli atleti non fanno utilizzo di farmaci dopanti. Su questo nuovo percorso ha detto:

«Sono sempre stata appassionata di sport e mi piace tenermi impegnata su molti frangenti. Continuerò anche questo percorso, c’è sempre modo di migliorare in tutto – architettura, arte, bodybuilding – cercando di raggiungere tutto quello che posso».

In Australia numerose opportunità

Il profilo di Erica Zaino racchiude molteplici storie ed esemplifica le opportunità che l’Australia offre ancora oggi a chi decide di scommettere sul proprio futuro.

«In Australia c’è una reale apertura nel dare opportunità al talento e alle persone che dimostrano di avere voglia di imparare. A differenza dell’Italia – per quel poco che ho visto – dove funzionano più a conoscenza, qui si può arrivare dove si vuole con le proprie forze». Una possibilità che per la professionista ha sempre costituito una forte motivazione a rimanere, oltrepassando tante difficoltà del processo di immigrazione, come trovare casa, lasciare la famiglia e abituarsi ad una nuova vita. Secondo la cadoraghese, inoltre, gli italiani portano con sé quella che all’estero risulta essere una “carta vincente”: «La mentalità dell’italiano medio è quella di fermarsi, in genere, oltre l’orario di lavoro. È qualcosa che spesso diamo per scontato, ma in Australia, dove i ritmi sono più rilassati, questo assume un valore particolare perché si dimostra di voler lavorare sodo».

Nonostante la fascinazione per l’Australia nelle giovani generazioni continui ad aumentare, il panorama lavorativo che gli espatriati si trovano oggi di fronte è molto diverso da quello che ha accolto Zaino al suo arrivo vent’anni fa.

«È un paese decisamente multiculturale, e credo che questo sia un aspetto che attrae parecchio le persone che decidono di venire qui per fare esperienza, accanto ad uno stile di vita rilassato e legato al clima piacevole».

I consigli di Zaino

Tuttavia, la principale sfida rimane il visto, ora reso molto più competitivo dall’aumento degli ingressi nel paese non solo dall’Europa ma anche dall’Asia. Non tutti ce la fanno, e si iniziano a sentire esperienze di giovani che purtroppo decidono di rientrare in Italia. Il consiglio che dà l’architetta alle nuove generazioni è avere un obiettivo preciso:

«Sconsiglio di venire qui “allo sbaraglio”. Ho notato la tendenza a venire in Australia con l’idea di viaggiare lavorando e vivere il momento. Se questo è il tipo di vita che si ricerca, bisogna avere la consapevolezza che l’esperienza inizia e finisce, e con molta più difficoltà si riuscirà a rimanere. Al contrario, se l’idea è quella di stabilirsi e cercare di costruire qualcosa – perché si capisce che in Italia non ci sono opportunità – purtroppo tutto il mondo è paese: con una qualifica è più facile raggiungere lo scopo. È importante avere un piano ragionato in base a quello che l’economia del posto ti offre».

Un messaggio che sintetizza il percorso di Zaino: non una fuga ma un investimento sul futuro, seguendo le vocazioni naturali. Una storia che invita a non idealizzare l’estero come risoluzione dei problemi, ma a partire con consapevolezza e strumenti.