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Ats: "Contagi in diminuzione ma preoccupa la zona del Medio Lario"

"Nella parte del Medio Lario (in particolare Argegno e Cavargna) la popolazione giovanile non sta rispondendo all'appello alla vaccinazione".

Ats: "Contagi in diminuzione ma preoccupa la zona del Medio Lario"
Attualità Como città, 26 Agosto 2021 ore 11:29

"Nella settimana a cavallo da luglio ad agosto ci sono stati 1.000 nuovi positivi, tra il 6 e 12 agosto siamo scesi a 817, dal 13 al 19 sono stati 322, nell'ultima settimana 508. L'andamento è positivo, i contagi si stanno riducendo. I contagi tra più giovani, sotto i 24 anni, che si sono vaccinati in buona parte, si sono ridotti rispetto a fine luglio. Si sono ridotti anche negli over 65. C'è un aumento invece tra i 50 e i 64 anni e nella fascia tra i 25 e i 49 anni - ha spiegato il direttore sanitario Giuseppe Catanoso, durante la conferenza stampa in cui si è fatto il punto della situazione epidemiologica - . Nella zona lariana c'è un po' di preoccupazione nella parte del Medio Lario che ultimamente è cresciuta".

"Ad Argegno e Cavargna i giovani non si vaccinano"

La dottoressa Esterina Poncato ha invece fatto il punto sulle vaccinazioni. "Stiamo procedendo in questi ultimi giorni, dal 23 di agosto con l'adesione di circa 2000 persone al giorno, soprattutto i giovanissimi per via anche dei rientri a scuola e per fare sport. Siamo arrivati a una copertura dell'80,9%. Abbiamo notato uno shift tra la provincia di Como, più virtuosa, con la popolazione cha ha risposto meglio alla vaccinazione, ed è in linea con la media regionale, più basso invece il dato a Varese. Nella parte del Medio Lario (in particolare Argegno e Cavargna) la popolazione giovanile che non sta rispondendo all'appello, ecco perché è aumentata la prevalenza di infezione in queste zone. Abbiamo già scritto ai medici di medicina generale per attivarsi a promuovere la vaccinazione".

Il punto sui sanitari no vax

"Stiamo lavorando da qualche mese sul Dl 44. Prima abbiamo ricevuto gli elenchi dei sanitari, tramite la Regione. Sono arrivati 6mila nominativi, erano elenchi in cui mancavano diversi dati e andavano lavorati per poter iniziare a procedere con l'invio del primo invito agli operatori che non risultavano vaccinati. Abbiamo archiviato 4.500 posizioni, perché erano residenti altrove, si erano vaccinati oppure perché gli operatori hanno portato delle documentazioni o attestazioni dove per motivi di salute c'era una controindicazione al vaccino. A questo punto sono partiti mille accertamenti. Abbiamo circa 500 posizioni aperte, sono coloro che stanno mandando documentazione oppure delle situazioni in cui stiamo verificando. Pensiamo di finire il lavoro nel giro di qualche settimana.

Abbiamo appurato che in realtà il 10% circa degli accertamenti hanno fatto seguito delle comunicazioni formali da parte degli interessati, che hanno prodotto un certificato vaccinale che nella maggior parte dei casi è fatta in altra regione oppure all'estero. Vengono così reintegrati sul posto di lavoro. Qualcuno si è anche vaccinato subito dopo aver ricevuto l'accertamento, questo vuol dire che questa misura estrema sortisce effetti.

Ha creato un grande disagio, sia a noi che gli interessati, il fatto che molti operatori non leggono le Pec. A causa di questo si sono resi conto solo dopo di aver avuto la sospensione dal proprio ordine e magari si erano già vaccinati all'estero".

Green pass

Per l'utente che ha difficoltà ad avere la certificazione vaccinali, Ats ha allestito un'area sul sito dove l'utente può segnalare le difficoltà. "Ci sono arrivate 3.402 richieste di mancato rilascio, 816 riguardano vaccini fatti all'estero, 230 quelli che non vengono rilasciati perché per avvenuta guarigione, oltre 2mila situazioni Ats non può lavorare autonomamente e serve trasferire tutto a Regione lombardia", ha spiegato il dottor Paolo Bulgheroni.

Per quanto riguarda le vaccinazioni all'estero, ha parlato la dottoressa Maria Rosa Monzoni: "Vengono presi in esame i soggetti che hanno fatto il ciclo vaccinale completo. Sono prevalentemente studenti e lavoratori, ci sono anche frontalieri che hanno avuto l'opportunità di essere vaccinati in Svizzera. Noi verifichiamo che ci sia la presenza di tutti i criteri per i vaccini riconosciuti da Ema o Aifa, la presenza di dosi e date, il lotto del vaccini e l'identificativo dell'autorità sanitaria e il paese dove è stato fatto vaccino. A questo punto siamo in grado di generare un Authcode entro 48 ore. Il cittadino ha così possibilità di scaricare il green pass".

Sui vaccini dopo l'avvenuta guarigione, spazio al dottor Andrea Fiderca: "La certificazione ha una validità di 180 giorni a partire dalla data di infezione. Noi raccogliamo i dati, verifichiamo la veridicità di quanto dichiarato e inseriamo i dati della pregressa infezione e guarigione. Così generiamo in maniera tempestiva un codice che mandiamo via mail all'interessato. Attualmente lavora una squadra di 7 operatori che si occupano di gestire le segnalazioni, riusciamo a rispondere entro 48 ore al cittadino".

 

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