il problema sollevato da una mamma di monguzzo

«Bus stracolmi, che lasciano a piedi i ragazzi, nonostante gli abbonamenti salati: si aggiungano corse»

La lamentela riguarda le corse di Asf Autolinee: delle tre navette, due arrivano stracolme e lasciano a piedi i ragazzi, la terza arriva troppo tardi per l'orario scolastico

«Bus stracolmi, che lasciano a piedi i ragazzi, nonostante gli abbonamenti salati: si aggiungano corse»
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«Bus stracolmi, che lasciano a piedi i ragazzi e li fanno arrivare a scuola, nonostante paghiamo abbonamenti salati: ora basta, la misura è colma». E’ lo sfogo di Silvia Pagani, monguzzese, mamma di cinque figli, tre dei quali fruiscono dei bus di linea di Asf Autolinee ogni giorno per il tragitto da casa a scuola.

“Quasi ogni giorno devo portare i miei figli a scuola in auto: eppure paghiamo”

Un servizio che, sottolinea Pagani, nonostante il costo sempre più alto degli abbonamenti, è totalmente carente e causa gravi disagi alle famiglie. «Da anni che tutti in casa si muovono con i mezzi – spiega – Ho atteso che passasse l’inizio caotico della ripresa delle scuole… Ma ora il problema è diventato insostenibile. Ogni mattina, mandare i nostri figli a scuola è diventata una lotteria crudele e stressante. Paghiamo abbonamenti salati per un servizio che definire inesistente è un eufemismo. La cronaca quotidiana parla chiaro: al mattino passano dalla fermata tre pullman, due non si fermano neanche perché stracolmi e il terzo fa salire, a volte, la metà dei ragazzi in attesa. Gli altri? E la stessa situazione si ripete con le navette che partono dalla stazione per raggiungere le scuole: o sono troppo piene per far salire chiunque o arrivano comunque in ritardo rispetto all’orario scolastico».

Disservizi che si sarebbero ulteriormente aggravati dall’anno scolastico iniziato a settembre. «Mia figlia ha finito il liceo l’anno scorso, e usa il servizio dalla prima media. Capitava, ogni tanto, qualche disagio, ma la situazione che c’è oggi non c’era – esordisce – Un paio di volte all’anno succedeva che i bus fossero pieni: ora avviene sistematicamente, da settembre è successo più di una volta a settimana. Quasi un giorno sì e uno no i miei figli restano a piedi in stazione. Mi chiedo, anzitutto, se da Erba servano tre navette, se la terza fa arrivare in ritardo e le prime due sono piene. Il bus passa, stracolmo, e non si ferma: se ne va direttamente, ignorando perfino un solo ragazzino di undici anni. Un ragazzino di undici anni lasciato a piedi perché “non ci sta”, come se un posto in più facesse la differenza sulla sicurezza di un minore. Tutti i miei figli prendono il C191, due prendono la navetta per il Beldosso/Romagnosi. La scuola indica esplicitamente di prendere le prime due navette perché la terza arriva tardi, ma questo è impossibile perché sono carichissime».

Un problema che costringe, più volte a settimana, a recuperare i figli alla fermata per portarli a scuola in auto per non fare ritardo. «Quest’anno inizio a lavorare mezz’ora dopo per poterli prendere e portare tutti a scuola, ma pago l’abbonamento, e non poco! – prosegue Pagani – Sono disservizi inaccettabili. La misura è colma. Le famiglie non possono sobbarcarsi ogni giorno il caos di un sistema inefficiente, costrette a correre ad accompagnare e recuperare figli in macchina (protagonisti di corse contro il tempo per non far tardi al lavoro) nonostante abbiano pagato fior di quattrini per un abbonamento».

La richiesta di Pagani è dunque di intervenire, con l’aggiunta di una corsa in più o rimodulando gli orari per incontrare le esigenze delle famiglie. «Parlo per me ma anche come voce di molte famiglie esasperate – aggiunge – Penso si debba mettere una corsa in più: non è ammissibile questa carenza. L’abbonamento costa 52 euro mensili per il Beldosso; 38 per la stazione di Erba: sommate tre situazioni diventa pesante. Senza contare che poi i ragazzi devono giustificarsi a scuola. Ho fatto parecchi reclami ad Asf, ma a oggi non ho avuto risposta: la mia richiesta è di aggiungere una corsa o rivalutare gli orari, coordinandosi con le scuole per rendere il servizio più efficiente per gli studenti, dato che quelle corse sono usate da loro».

Asf: “Stiamo studiando i correttivi migliori”

Tramite il suo ufficio stampa, Asf fa sapere di voler valutare miglioramenti della linea: «Come avviene abitualmente all’inizio dell’anno scolastico, tutte le corse sono sottoposte ad attento e costante monitoraggio, al fine di verificare eventuali criticità e individuare, ove necessario, gli opportuni correttivi. L’obiettivo è garantire un servizio il più possibile puntuale e regolare, intervenendo tempestivamente laddove se ne ravvisi la necessità. Asf è a conoscenza della problematica e sta studiando il correttivo migliore per assicurare un servizio adeguato alla domanda».