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Caso Colisseum, Rapinese: "Nessun disabile verrà limitato nei servizi offerti". La Cooperativa: "Chiediamo solo di partecipare a una gara ben scritta"

Presenti all'incontro anche Barbara Minghetti e Giordano Molteni: a incalzare il sindaco dipendenti e genitori.

Caso Colisseum, Rapinese: "Nessun disabile verrà limitato nei servizi offerti". La Cooperativa: "Chiediamo solo di partecipare a una gara ben scritta"
Attualità Como città, 05 Luglio 2022 ore 13:51

Clima caldissimo, e non per l'estate rovente di questo 2022, nella struttura di via del Dos 3 a Como. Questa mattina, 5 luglio 2022, infatti i vertici di Colisseum hanno convocato in palestra una conferenza stampa sulla decisione comunicata da Anac a seguito della segnalazione presentata proprio dalla Cooperativa comasca sul bando per la gestione degli impianti sportivi comunali emesso nei mesi scorsi dall'amministrazione comunale di Como.

Caso Colisseum, Rapinese: "Nessun disabile verrà limitato nei servizi offerti"

Anac infatti ha dato ragione a Colisseum, sottolineando l'inidoneità del Pef (Piano Economico Finanziario) presentato dal Comune. Resta però pendente la data del 30 luglio prossimo, alla quale il Comune ha intimato all'attuale gestore Colisseum di sgomberare. Ciò significherebbe lo stop al servizio offerto alla cittadinanza, ovvero bimbi, anziani, fragili che nelle micropiscine e nella palestra di via del Dos fanno riabilitazione, psicomotricità e altre attività fondamentali.

Al tavolo questa mattina erano presenti il presidente e il vicepresidente della Cooperativa, rispettivamente Gabriele Romanò e Franco Campanella, l'avvocato Giuseppe La Rosa che li ha seguiti nell'iter dal 2017, ma anche il sindaco di Como Alessandro Rapinese. Quest'ultimo ha voluto sottolineare che "la decisione di Anac è arrivata pochi giorni dopo il mio insediamento e il fascicolo è aperto sul tavolo, nel pomeriggio incontrerò i sindacati per la questione del personale e nei giorni scorsi ho incontrato alcune delle associazioni che utilizzano questa struttura". 

Quindi ha voluto rendere pubblica la sua posizione: "Per l'amministrazione Rapinese quello che dice l'Anac è la Bibbia e vedremo come modificare il bando per rispettare le indicazioni di Anac. Nel frattempo ringrazio Colisseum per aver fatto valere i propri diritti nelle sedi opportune. Nel frattempo nessun disabile verrà limitato nei servizi offerti e in caso di necessità gli uffici stanno già lavorando a un piano B: se fosse necessario prenderemo un elicottero per portarli a effettuare i servizi".

E ha concluso: "Dal 1995 la struttura di via del Dos è in affidamento diretto ed è una di quelle cose di cui non sono orgoglioso ma non è guardando al passato che si risolvono le cose - ha detto Rapinese - Questo non è colpa di Colisseum, se avessi avuto l'opportunità politica di analizzare il project financing presentato dalla Cooperativa negli anni passati forse non saremmo qui oggi".

Il sindaco è stato incalzato dai genitori e dalle associazioni presenti sul futuro dei servizi e ha garantito che, qualora non fosse possibile una proroga della gestione Colisseum, "ci sono 4 strutture adeguate in cui continuare ad ospitare i servizi per i disabili".

La Cooperativa: "Chiediamo solo di partecipare a una gara ben scritta"

Sul tema è infine intervenuto il presidente di Colisseum , Romanò: "Noi seguiamo circa 200 persone che non trovano soddisfazione altrove, che fanno una specifica riabilitazione in acqua e non ci sono altre strutture adeguate per accoglierli. Noi siamo stati i primi a portare a Como la psicomotricità per i bambini. Quello che noi chiediamo è poter partecipare a un bando scritto in modo corretto ma quelli a cui lei si affida - ha detto rivolgendosi al sindaco - sono gli stessi che non hanno risolto il problema finora". 

Presenti anche gli ormai ex candidati sindaco, oggi all'opposizione, Giordano Molteni e Barbara Minghetti. "Mi sembra impossibile che non ci possa essere continuità - ha detto Molteni - Non condivido l'approccio del sindaco: cosa significa prendo gli elicotteri per portare i disabili in altre strutture? Quale sarebbe il piano B? Le opzioni dovevano essere già chiare prima, la visione di ciò che si voleva fare doveva già esserci in campagna elettorale. Adesso il tempo del fumo è terminato". E' intervenuta anche Minghetti sottolineando che, dopo aver analizzato le carte, "per la nostra squadra è possibile una proroga tecnica per garantire un servizio essenziale per la comunità".

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