Ha iniziato a correre per mantenersi in forma e oggi ha portato la sua passione fino alla maratona di Chicago, dove si è classificato 11° tra gli italiani iscritti. È la storia di Dario Ciardelli, volontario del santuario «Nello Porcello», rifugio per animali nella frazione di Fecchio a Cantù.
La sua storia
Dario ha 46 anni e corre dal 2018. Racconta:
«Ho deciso di iniziare per tenermi in forma e anche perché mio fratello correva, e mi ha tirato dentro in questo mondo».
Dal 2018 Dario ha partecipato a diverse competizioni, affrontando distanze più o meno lunghe. Domenica 11 ottobre ha percorso la maratona di Chicago, ma non è stata la sua prima volta con una distanza così lunga:
«Il mio obiettivo è partecipare a tutte le World Marathon Majors. Sono sei: io ho corso già a New York, Boston, Berlino e ora Chicago. Mi mancano Tokyo e Londra».
Il suo messaggio
Oltre a essere volontario in un rifugio antispecista, Dario è anche vegan e corre per il Vegan power Team, un’asd nata nel 2019 per unire l’attivismo per i diritti animali e la pratica sportiva. Come si legge nella presentazione sul sito ufficiale, è una «squadra di atlete e atleti che attraverso la passione per la corsa promuovono il rispetto per ogni forma di vita sulla terra».
Spiega il maratoneta:
«Con le nostre attività portiamo un messaggio preciso: seguire un’alimentazione vegana, che non provoca sofferenza a nessun essere vivente, e fare sport, anche ad alti livelli, è possibile. E’ un concetto che ormai dovrebbe essere passato, ma tante persone hanno ancora dei preconcetti su questo».
La maratona di Chicago
La sua esperienza si inserisce nel percorso di tanti sportivi che scelgono un’alimentazione vegetale senza rinunciare agli obiettivi agonistici. Per Ciardelli, la corsa diventa così anche un modo per testimoniare la compatibilità tra sport, scelte alimentari e attenzione ai diritti degli animali. Con le sue 2 ore e 43 minuti, Ciardelli si è infatti classificato anche 890° su 55mila partecipanti: «Un bel risultato direi», commenta.
A dargli la carica, a Chicago, la sua famiglia:
«Avevo con me mamma, fratello e nipoti. Oltre al tifo da casa, tantissima gente era scesa in strada per supportare i runners con concerti, cori, trombe, pentole: si sono inventati di tutto per fare rumore e tifare per noi. Ci hanno decisamente dato la carica».
Il volontariato
Operatore ecologico di professione, Ciardelli si allena quasi ogni giorno, conciliando la corsa con i turni di lavoro e adattando le uscite agli impegni, anche al mattino presto o nelle ore più calde. Dedica inoltre parte del suo tempo al Santuario «Nello Porcello», dove è presente quasi tutte le settimane:
«Quando hanno bisogno, sanno che possono contare su di me», conclude.