Dopo 25 anni la frazione di Perticato non potrà contare sul presepe creato da Silvano Cappellari, 62 anni. «Chiedo scusa a tutti gli amici che sono sempre passati a vederlo, ma quest’anno devo rinunciare», ha spiegato l’artista.
Dopo 25 anni, a Perticato non ci sarà lo storico presepe in via dell’Orto
Nel 2025 la creazione di via dell’Orto aveva ottenuto anche il patrocinio del Comune di Mariano Comense. «Il presepe che incanta», questo era il titolo dell’ultima edizione, si presentava in uno spazio di 70 metri quadrati fatti di luci, scenografia e personaggi artigianali. Il tutto prendeva vita nel giardino di casa Cappellari. Il primo presepe era composto da soli 11 pezzi, l’ultimo era arrivato ad averne ben 126. L’ultima edizione ha avuto grande riscontro anche a livello di pubblico: oltre 2mila persone hanno visitato l’opera.
Pochi giorni fa è arrivata ufficialmente la decisione che il perticatese stava ponderando da tempo. «Purtroppo quest’anno salta tutto: avrei dovuto iniziare a settembre, ma non sono riuscito. Prima mia mamma si occupava dell’orto, mentre ora sono da solo, perché ha avuto dei problemi di salute dai quali non si è ancora del tutto ripresa. Inoltre, c’è tanto da fare dietro casa: sistemare la legna, occuparmi delle galline e delle piante, oltre a tagliare alcuni alberi. Nel mese di novembre danno anche diversi giorni di pioggia, fattore che complicherebbe ancora di più la situazione».
Privare Perticato del suo presepe più noto, costa caro anche allo stesso Cappellari. «Mi dispiace già adesso all’idea di non poterlo fare, e immagino già la delusione delle persone. Il giorno di Natale accenderò il camino e offrirò il vin brulé, così se qualcuno dovesse passare troverebbe comunque ospitalità. Anche il sindaco Giovanni Alberti ha provato a convincermi a continuare, ma purtroppo non ho proprio il tempo materiale per farlo. Avevo già in mente tante cose nuove e ci tenevo davvero tanto. Sono stati 25 anni consecutivi. Avevo iniziato con poco, con una piccola capannina che qualcuno passava a vedere, mentre ancora non c’erano cartelli né pubblicità».
Si guarda al 2027
A far dire stop a Cappellari sono state soprattutto le condizioni di salute della mamma, Graziella Gottardi, pedina imprescindibile per portare a termine il lavoro e non solo. «Si occupava di tante cose: le cortecce erano una sua specialità, così come il muschio. Anche la sua presenza era importantissima. Tenevo aperto dalle 9 del mattino fino alle 19 e poter contare su di lei era essenziale. Dopo il malore che ha avuto lo scorso anno, si sta riprendendo ma non può occuparsi del presepe». Il 2026, però, non segnerà definitivamente la fine di una tradizione. La promessa arriva dallo stesso artista: «Il prossimo anno penso proprio che tornerò a fare il presepe. Sto già pensando a delle novità da inserire e a come organizzarmi a livello di tempistiche».