Mercoledì prossimo, 11 marzo, si svolgerà la seduta consiliare in cui saranno presentate due mozioni, una per ogni gruppo di opposizione. Entrambe hanno come protagonista l’area ex Bognanco, posta all’ingresso di Canzo e sul cui progetto ci sono critiche
La posizione del gruppo guidato da Elia Pantaleoni
A parlare del Consiglio comunale che si terrà l’11 febbraio è il capogruppo di Canzo futura, Elia Pantaleoni:
“Grazie alla nostra mozione viene finalmente convocata la seduta consiliare che discuterà e informerà la cittadinanza circa il progetto di riqualificazione dell’area ex Bognanco. In assenza di ciò, l’Amministrazione avrebbe continuato per la propria strada senza alcun confronto pubblico, lasciando la cittadinanza all’oscuro e ignorando completamente il ruolo del Consiglio su una decisione tra le più decisive e impattanti degli ultimi quarant’anni per l’aspetto e lo sviluppo del nostro territorio. Per noi, il recupero dell’area ex Bognanco riveste un’importanza prioritaria: non siamo quelli del “no” a prescindere, ma nemmeno del “sì” a tutti i costi, soprattutto quando i costi sono sostenuti con i soldi dei canzesi e rischiano di creare nuovi problemi senza risolvere quelli esistenti”.
Il peso economico sulle spalle dei cittadini
Secondo l’opposizione la Giunta Nava intende rinunciare a circa 450mila euro dovuti alla collettività a titolo di oneri di urbanizzazione:
“Più di 305mila euro destinati alla costruzione di una rotatoria resa obbligatoria dalla Provincia per il promotore privato, e intorno ai 146mila euro per un parcheggio limitato a sessanta stalli, destinati con ogni probabilità soprattutto ai frequentatori della nuova attività anziché alla popolazione di Canzo”.
Scelte prive di una strategia complessiva
Pantaleoni spiega di come interventi urbanistici di simile rilevanza devono scaturire da un piano organico che preservi le dotazioni sportive già disponibili in paese:
“Tra queste lo Sporting Club – tuttora non venduto e figurante nel piano delle alienazioni – e il Palazzetto dello Sport, destinato a tornare integralmente in mano al Comune con la fine della convenzione trentennale nei prossimi anni; parallelamente, è imprescindibile salvaguardare l’ambiente, il tessuto sociale e commerciale locale”.