Il personaggio

Ex carabiniere diventa scrittore

Gianluigi Tarussio, classe 1965, è autore di diverse pubblicazioni tra cui «Antivangelio»

Ex carabiniere diventa scrittore

La ricerca della verità come ragione di vita. Gianluigi Tarussio, classe 1965,  da anni è impegnato in quella che considera una missione: svelare la verità attraverso la scrittura.
Dapprima Carabiniere ausiliario, attualmente Tarussio, che vive a Luisago con la famiglia, lavora come portiere alla Artsana e da diversi anni si dedica alla scrittura come strumento per cercare la verità.

“L’Antivangelio”

Una delle sue opere pubblicate è «L’Antivangelio» che utilizza il linguaggio degli anagrammi come strumento simbolico di interpretazione della Parola e della realtà contemporanea e che propone, secondo quanto dichiarato dall’autore, «una rilettura simbolica e letteraria dei testi sacri, della storia e dell’attualità, con finalità culturali e di riflessione sociale».

L’uso degli anagrammi

Tarussio usa quindi gli anagrammi, già a partire anche dal suo stesso nome. Spiega l’autore:

«Mi riallaccio al concetto di “nomen omen”, presente in molte tradizioni occidentali e religiose, che suggerisce che il nome di una persona non sia mero segno identificativo, ma portatore di significato intrinseco, spesso collegato al destino o alla missione di vita. Nel mio stesso nome è compresa la mia missione. Infatti sono contenute le parole ausiliario – lavoro che ho svolto in passato – Luisago, il luogo dove vivo, ma anche Espiritu Santo».

Nel libro «L’Antivangelio» si esplorano temi e figure dei testi sacri. Prosegue l’autore:

«Si rivelano significati nascosti, come descritto in Daniele 12.9: “Queste parole sono sigillate e nascoste fino al tempo della fine”. Io cerco quindi di togliere il sigillo alle parole, per far vedere agli altri la verità».

L’analisi delle parole

Per adempiere a questa missione Tarussio si dedica all’analisi delle parole costantemente. Conclude lo scrittore:

«Durante il giorno mi vengono in mente tantissimi concetti che poi la sera, una volta finito il mio lavoro, traduco in forma scritta. Prendo quindi una parola, la scompongo e la rielaboro in un contesto di verità. In questo mi riallaccio anche a Timoteo che dice che “tutta la scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” e, come già sottolineato, nel mio nome è contenuto anche Espiritu Santo, che a sua volta, in italiano, contiene la parola ispirato».

Oltre a «Antivangelio», in questi giorni è uscita l’opera «Il Carabiniere di Dio», mentre «L’eletto è più grande del Maestro» uscirà nei prossimi mesi. In entrambi Tarussio proseguirà la propria ricerca della verità.