L'appello

Fili di futuro, fili di speranza e inclusione: al “Marcelino” serve aiuto per la sartoria

Campagna a favore del missionario laico Mario Vidori: obiettivo, acquistare macchine da cucire.

Fili di futuro, fili di speranza e inclusione: al “Marcelino” serve aiuto per la sartoria

Alzare l’asticella e permettere un salto di qualità in grado di dare una nuova speranza alle ragazze del “Marcelino”.

Il nuovo progetto del “Marcelino”

Il “Progetto Amico” è ormai una realtà storica, con la collaborazione tra Italia e Perù che ha portato alla costruzione di una sede fisica che accoglie un istituto professionale oltre all’ampliamento dell’insegnamento, rivolto non più solo ai bambini ma anche a chi li circonda e completa la loro realtà.
Il “Marcelino Pan y Vino”, associazione fondata dal missionario laico di Lurate Caccivio Mario Vidori, è impegnata nel sostegno educativo e sociale dei bambini e degli adolescenti della zona di Huamachuco. E segue 400 bambini, che diventano 650 se si prendono in considerazione anche le famiglie che vivono nelle campagne.

Attività laboratoriali

“Intendiamo potenziare le attività laboratoriali già avviate introducendo percorsi di formazione sartoriale più specifica”, spiega la vicepresidente Consuelo Bernasconi. Insomma, creare ancora più opportunità oltre a quelle offerte dalla falegnameria e dal laboratorio di pasticceria. “Attraverso questo progetto desideriamo promuovere l’acquisizione di competenze manuali, creative e professionali che possano contribuire allo sviluppo personale e futuro inserimento lavorativo dei giovani beneficiari”.
Sono ancora molte le realtà intorno a Huamachuco, soprattutto nelle zone rurali e periferiche, in cui bambini e adolescenti vivono situazioni di vulnerabilità sociale ed economica. La mancanza di opportunità educative e formative, che il “Progetto Amico”, da anni, cerca di sanare, limita fortemente le possibilità di crescita e di costruzione di un futuro dignitoso. Vidori, insieme ai volontari, si deve scontrare con un forte abbandono scolastico. Da qui la necessità di potenziare il laboratorio di sartoria con macchine professionali.

Tra obiettivi raggiunti e speranze future

“I primi strumenti sono arrivati nel 2016 ma il laboratorio è stato avviato solo tre anni dopo e siamo partiti da zero – prosegue Bernasconi – Sono state formate le mamme e loro, adesso, possono trasmettere il saper fare alle ragazze. C’è bisogno, però, di strumentazione professionale per l’occhiellatura e la rifinitura dei vestiti”. Servono, quindi, tre strumenti specifichi con un costo complessivo di 14.280 dollari, pari a circa 13.000 euro. “Ci permetteranno di creare prodotti tessili che possano supportare attività educative e l’autofinanziamento dell’associazione. Inoltre, ci sono numerosi benefici, a partire dallo sviluppo creativo, dal sentirsi utili e creare inclusione”. Da qui l’appello a donare. “Non ci siamo dati una scadenza imminente ma vorremmo raccogliere la somma per il mese di aprile del prossimo anno”.