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A Cantù

Giorno del ricordo cerimonia di commemorazione al Parco martiri delle Foibe

"Per 15 anni la nostra casa fu un box di tre metri per due. Eravamo alla mercé della carità pubblica", ha raccontato Luigi Perini, presidente di Anvgd.

Giorno del ricordo cerimonia di commemorazione al Parco martiri delle Foibe
Attualità Canturino, 10 Febbraio 2022 ore 11:14

Nella mattinata di oggi, giovedì 10 febbraio 2022, è andata in scena la cerimonia di commemorazione del Giorno del ricordo al Parco dei martiri delle Foibe a Cantù.

Giorno del ricordo cerimonia di commemorazione al Parco martiri delle Foibe

Dopo l'inno d'Italia, a prendere parola è stato il vicesindaco Giuseppe Molteni:

"Ci ritroviamo uniti nel ricordo di una tragedia, per conservare e rinnovare la memoria di tutte le vittime delle Foibe. Dal 1944 alla fine degli anni 50, oltre 350mila italiani e oppositori alla dittatura furono costretti ad emigrare. Uomini, donni e bambini dell'Istria da Fiume e dalla Dalamazia, abbandonarono la loro terra e la loro casa, persone di ogni estrazione furono costrette a fuggire dal regime e dalla violenza. Il dramma delle Foibe, con la sua dolorosa verità, è parte integrante della storia della nostra nazione e come tale deve essere ricordato e riconosciuto per costruire un futuro migliori. Grazie al passato si può guadagnare prospettiva critica e osservare ciò che è stato con la giusta distanza, per indagare la nostra identità e i suoi valori fondanti. Non odio, non rabbia ma sapere e conoscenza, per far sì che questi errori non si ripetano. La nascita dalla Repubblica, la rifondazione dello Stato e delle sue istituzioni sono costate enormi sacrifici. Abbiamo il dovere di continuare a trasmettere alle nuove generazioni il monito di queste vicende per rendere più salda la democrazia nel suo cammino di crescita. Questo deve essere il modo per rendere omaggio a quanti hanno perso la vita, gli affetti e i loro bene. Ricordiamo i martiri per restituire giusta memoria alla loro tragedia e onorare, educando, il cammino compiuto da allora".

L'Amministrazione era presente anche con gli assessori Isabella Girgi, Antonella Colzani e Antonio Metrangolo.

Luigi Perini, presidente di Anvgd del Comitato Como, dopo aver sottolineato la speranza che il parco venga completato dal monumento inizialmente destinato, ha raccontato la sua storia e quella della famiglia:

"Mio padre pescatore, mia madre contadina e un fratello piccolo, fuggimmo da Capo d'Istria con papà invalido e infermo, disteso su un pianale di un furgoncino. Arrivati a Triste depositammo i nostri poveri averi. Per 15 anni la nostra casa fu un box di tre metri per due. Eravamo alla mercé della carità pubblica e clienti fissi delle mense che ci fornivano da mangiare. Per me le vacanze dal collegio erano un incubo, non sapevo cosa avrei trovato. Spesso mia madre era ricoverata nel sanatorio di Trieste e mi dovevo arrangiare presso i parenti, anche loro nei campi profughi, per mangiare. Queste mie traversie, sofferenze e umiliazioni sono comuni a tanti giuliani e dalmati. Non ho mai sentito lamentarsi di questa situazione, nemmeno dalla bocca di mia madre. Per noi era normale soffrire per essere italiani. Mi vergogno di tale cosa e mi sforzo di farlo capire ai giovani".

La cerimonia si è poi conclusa con la preghiera dell'esule e la deposizione della corona.

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