Pur nella complessità della situazione rappresentata dall’azienda, Cgil, Cisl e Uil – insieme alle rispettive federazioni di categoria – ribadiscono la necessità di fornire rapidamente informazioni chiare e trasparenti alle lavoratrici, ai lavoratori e ai cittadini
Si rischia di impoverire l’offerta sanitaria
A seguito dell’incontro convocato lunedì, 12 ottobre, la situazione del Punto nascita dell’Ospedale di Erba appare ancora più incerta. L’obiettivo era comprendere quale fosse la reale posizione di Lifenet Health Care dopo le dichiarazioni pubbliche rilasciate nelle scorse settimane:
“L’azienda ha ricondotto la scelta al rispetto dei parametri previsti dal Decreto ministeriale 70, con particolare riferimento al numero di parametri, inferiore alla soglia minima fissata a tutela della sicurezza della madre e del bambino. Ferma restando la necessità di garantire il massimo livello di sicurezza delle cure, non può tuttavia essere sottovalutata l’assenza di altri Punti nascita facilmente raggiungibili da una parte significativa del territorio, con il conseguente impoverimento dell’offerta sanitaria in un’area che comprende anche numerosi comuni del Triangolo lariano”.
Si teme il ridimensionamento di altri servizi
Alle preoccupazioni relative alla continuità del servizio si aggiunge il timore che la chiusura rappresenti un ulteriore passo verso il ridimensionamento dell’Ospedale, con il rischio di indebolire progressivamente un presidio sanitario che svolge un ruolo fondamentale per l’intero territorio:
“Il futuro del Punto nascita non può essere affrontato esclusivamente come una questione di numeri o come conseguenza del calo demografico. I mancati investimenti della proprietà negli ultimi anni nei servizi legati alla maternità evidenziano come la prosecuzione dell’attività non sia mai stata realmente al centro della strategia aziendale”.
E’ preoccupante il silenzio sul futuro dei lavoratori
I prossimi incontri tra azienda, Regione e Ats dovranno chiarire se esistano ancora reali margini per salvaguardare il Punto nascita. Il rischio, altrimenti, è che si limitino a ratificare decisioni già maturate, concentrandosi esclusivamente sulla salvaguardia delle altre attività ospedaliere:
“Particolarmente grave e preoccupante è il silenzio sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori interessati dalla prospettata chiusura a partire dal 1° novembre. Nel corso della riunione non è stata fornita alcuna informazione sul destino del personale coinvolto: lavoratrici e lavoratori restano così in una situazione di incertezza inaccettabile, aggravata dalla ristrettezza dei tempi”.
Serve chiarezza per le prospettive future
Il confronto tra azienda e organizzazioni sindacali ha come scopo quello di produrre risposte concrete per il personale coinvolto e consentire alla cittadinanza di conoscere con chiarezza quali saranno le prospettive del Punto nascita e, più in generale, dell’Ospedale di Erba. Le scelte che verranno compiute avranno inevitabili conseguenze sull’assetto dei servizi per la maternità nel territorio e sul ruolo che il presidio sanitario sarà chiamato a svolgere negli anni futuri:
“Per questo riteniamo indispensabile che siano adottate con la massima trasparenza, avviando rapidamente percorsi di tutela per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti e continuando a garantire un’adeguata offerta sanitaria alle famiglie e all’intera comunità”.