Crevenna

Il “borgo dei Presepi” fa ripartire la sua rappresentazione meccanica a Villa Ceriani

La frazione erbese è anche la "casa" della Luce della Pace.

Il “borgo dei Presepi” fa ripartire la sua rappresentazione meccanica a Villa Ceriani

La parrocchia di Santa Maria Maddalena di Crevenna, a Erba, ha accolto la fiammella accesa dalla lampada custodita nella Basilica della Natività di Betlemme, il cui olio è alimentato a turno dai Paesi cristiani del mondo

La Luce era stata accesa il 7 novembre da Pizzaballa

Da sabato scorso, 13 dicembre, “Crevenna Borgo dei Presepi” è anche la “casa” della Luce della Pace. Luce che è stata accesa il 7 novembre scorso dal Patriarca di Terra Santa, cardinale Pierbattista Pizzaballa. Lo stesso giorno era giunta a Vienna e il 6 dicembre era stata benedetta nella Cattedrale di Linz e donata ai rappresentanti dei diversi Paesi europei: la luce destinata all’Italia era stata accesa da un bambino di nome Florian.

Chiunque potrà accendere un cero o una lampada da conservare a casa

Sabato 13 dicembre l’accoglienza a Crevenna in una suggestiva cerimonia all’inizio della messa vigiliare delle 18. A portarla all’altare e a consegnarla a don Ettore è stato Ezio Miotto, in rappresentanza degli Amici di Lilia, l’associazione promotrice dell’iniziativa. La luce è stata posta presso l’altare a sinistra della navata e sarà conservata lì fino all’1 gennaio, Giornata mondiale della Pace, “per ricordarci che non dobbiamo mai smettere di pregare per la pace“, ha sottolineato il vicario parrocchiale, don Ettore Dubini. Chiunque potrà attingervi per accendere un cero o una lampada, da conservare nella propria casa come simbolo del personale desiderio di pace.

Ha riaperto al pubblico il grande Presepe meccanico

Nello stesso pomeriggio di sabato 13 dicembre il Presepe in movimento di Villa Ceriani è stato riaperto al pubblico. Dopo gli interventi dei giorni scorsi per mettere a punto le misure di sicurezza rese necessarie dai lavori in corso nella Villa, i visitatori – subito accorsi in gran numero nel fine settimana – hanno potuto tornare ad ammirare il Presepe “brianzolo”, che rappresenta il Natale nel contesto animato di una corte dei tempi andati. La rappresentazione resterà aperta fino al prossimo 18 gennaio, con ingresso e uscita da via Monte Palanzone. Sarà possibile accedervi tutti i giorni dalle 14 alle 18, gratuitamente con offerta libera. Sono vietate, per motivi di sicurezza, le visite di scolaresche; quelle di portatori di disabilità fisica  fortemente sconsigliate per l’esiguità del passaggio. Posteggi presenti  lungo via Foscolo, davanti alla chiesa parrocchiale e nel posteggio sopra l’oratorio.

Grande sapienza degli Artigiani del Presepe nella realizzazione

La Natività è ambientata in una stalla, mentre tutt’attorno adulti e bambini sono intenti nelle rispettive attività: il lavoro nell’aia e lungo i campi, le botteghe artigiane, il ciclo di lavorazione della seta, quello del metallo e quello del legno, le lezioni nelle aule scolastiche. Ma non mancano svaghi e passatempi, dalle bocce e le partite a carte dei “grandi” al salto con la corda e i giochi da cortile dei piccoli. Una rappresentazione non statica, ma dinamica, grazie ai sapienti congegni che riproducono fedelmente i singoli movimenti assemblati e perfezionati nel corso degli anni dagli Artigiani del Presepe, guidati da Angelo Garofoli.

Il grande allestimento incuriosisce: tante le visite

Nel frattempo proseguono e si intensificano le visite a “La più grande storia mai raccontata”, il grande allestimento situato sul sagrato della chiesa di Santa Maria Maddalena, in cui gli Artigiani hanno racchiuso sei quadri raffiguranti altrettanti episodi narrati nel Vecchio e nel Nuovo Testamento. Naturalmente ad attirare la maggiore attenzione è la scena della Natività, con il tenerissimo particolare di Maria che tiene in braccio Gesù bambino. L’allestimento resterà fino al 18 gennaio prossimo, con orario di visita giornaliero dalle 9 alle 18. L’accesso è gratuito con possibilità di offerta libera. Anche in questo caso i posteggi sono presenti  lungo via Foscolo, davanti alla chiesa parrocchiale e nel posteggio sopra l’oratorio.

“Una Natività che è un’offerta di bellezza”

A raccontare l’allestimento è il vicario parrocchiale di Crevenna, don Ettore Dubini:

“Viviamo un tempo in cui si avverte una triste sensazione. La parola “Natale” è fin troppo abusata, dalla televisione ai social, a tutte le espressioni della cultura quotidiana. Così rischia di perdere il suo significato religioso più profondo. La scena raffigurata dagli Artigiani del Presepe costituisce allora una bella provocazione. In una scena semplice, quasi famigliare, nessuno dice una parola. Non parla Giuseppe, non parla Maria, non parla il piccolo Gesù. Questa Natività si presenta come un’offerta di bellezza, che già i primi visitatori hanno colto, restandone felicemente stupiti. La contemplazione della bellezza diventa così un aiuto nel cammino verso il Natale. Perché noi continuiamo a credere che, da quando Gesù è entrato nella storia, la nostra fede non verrà mai meno”.