Il vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, ha diffuso il suo messaggio per l’inizio del nuovo anno pastorale.
Il messaggio ai sacerdoti e ai fedeli
Porta la data della Memoria dei Santi Angeli Custodi (2 ottobre) il messaggio inviato dal vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, ai vicari foranei e indirizzata a tutti i sacerdoti e ai fedeli della Chiesa di Como. Il vescovo, convalescente dopo un ricovero
ospedaliero per una polmonite bilaterale, ringrazia per la vicinanza che gli è stata espressa attraverso tanti messaggi e attestazioni di affetto ricevuti in questi giorni e traccia alcune indicazioni pastorali, invitando, in particolare, a partecipare alle veglie di preghiera in occasione della centesima giornata missionaria mondiale, dopo la sospensione dell’Assemblea del Popolo di Dio prevista a Morbegno (So). Nelle parole del cardinale anche il ricordo di San Francesco, che si celebra oggi, 4 ottobre, e di cui ricorrono gli 800 anni del Transito.
Il saluto per l’inizio dell’anno pastorale 2026-2027
Ecco il saluto del vescovo: “Cari fratelli e sorelle amati dal Signore, vi raggiungo nelle vostre case e nelle vostre parrocchie con l’augurio usato spesse volte in quest’anno, in cui abbiamo commemorato l’ottocentesimo anniversario del transito di San Francesco d’Assisi: “Il Signore vi dia pace!”.
La richiesta della pace
“Un saluto che riecheggia le parole del Signore risorto ai suoi discepoli e che suona come balsamo sulle ferite dell’umanità e in particolare nella vita di ciascuno di noi. È la pace di Dio, che ci permette di affrontare le situazioni più impegnative della nostra
vita, sperimentando il suo aiuto, e di compiere la sua volontà, trasmettendo poi agli altri la forza rigeneratrice del suo amore e del suo perdono. Mi soffermo ancora sull’invito di San Francesco rivolto a ciascuno di noi: “La pace che annunziate con la bocca abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori. Tutti siano attirati alla pace, alla bontà, alla concordia della vostra mitezza”. Come sapete, sto vivendo un tempo di convalescenza a seguito della malattia che mi ha fatto sperimentare tutta la fragilità umana, ma nello stesso tempo toccare con mano la cordiale vicinanza nei confronti del vostro vescovo e il profondo affetto attraverso la
preghiera che avete elevato al Signore per me, che mi ha tanto sostenuto e incoraggiato. Vi ringrazio di cuore della vostra spirituale presenza nei giorni della mia malattia. Vorrei precisare, come sottolinea il Concilio Vaticano II, che il legame tra il vescovo e i suoi fedeli affonda le sue radici nella comunione sacramentale e nella successione apostolica, andando al di là della mera dimensione umana, organizzativa o sociale. Questi giorni di malattia mi hanno permesso di constatare con commozione un vero “clima di famiglia” all’interno della nostra Chiesa, che si è confermata come una vera “casa”, in cui la comunione si è manifestata nello stile di accoglienza, di cura, di solidarietà e di vicinanza. E questo non è poco, nei confronti di una mentalità mondana, in cui vige solo il pensare a sé stessi, al disinteresse per gli altri, a una produttività tesa solo a una resa immediata, che esclude gli altri e mette da parte chi non produce o non rende”.
Il compito pastorale
Il vescovo ha poi messo l’accento sul suo compito pastorale. “In questo periodo non ho tuttavia rinunciato al particolare compito pastorale, ossia quello di garantire la mia presenza a servizio della comunione ecclesiale, e così assicurare una piena continuità con il cammino finora percorso, in attuazione alle indicazioni emerse dal nostro Sinodo diocesano, punto di stabile riferimento per tutti. Purtroppo, a causa della mia malattia, sono stati differiti alcuni appuntamenti diocesani che avevamo precedentemente stabilito e per i quali molti di voi sono stati coinvolti. Alludo, in modo speciale, alla Terza Assemblea del Popolo di Dio, già in programma per il 19 settembre scorso e alla quale si erano iscritte già numerose persone, segno chiaro di un promettente coinvolgimento sinodale, di una partecipazione attiva e responsabile di tutto il Popolo di Dio, nella varietà delle singole vocazioni. Questo desiderio di incontrarci insieme conferma una vera crescita all’interno della nostra Chiesa, in piena sintonia con i pronunciamenti di Papa Leone XIV e della Chiesa italiana, che hanno riproposto ciò che noi, con il nostro Sinodo diocesano, avevamo intuito, ossia l’urgenza di approfondire il tema della sinodalità, della ministerialità e della missionarietà. Questa nostra terza Assemblea ecclesiale avrebbe aperto il nuovo anno pastorale, completando così il cammino di questi anni, in attesa dell’arrivo di un nuovo Pastore. Vogliamo quindi dedicare questo anno pastorale alla dimensione missionaria, ossia riflettere su come trasmettere l’amore del Signore che ci è donato nel nostro ambiente, infondendo nuova vita, la vita divina, a quanti incontriamo nella semplicità dell’esperienza quotidiana, annunciando senza paura la buona notizia del vangelo, in un contesto completamente nuovo. Dopo aver consultato varie persone, fedeli laici, presbiteri e membri della vita consacrata, siamo giunti alla determinazione di sospendere la terza Assemblea del Popolo di Dio prevista a Morbegno e di organizzare nei singoli vicariati una veglia di preghiera, in occasione della centesima giornata missionaria mondiale, il prossimo sabato 17 ottobre. In quella occasione verrà consegnato il sussidio con i nuovi orientamenti pastorali dal titolo: “Discepoli missionari nella nostra Chiesa”, redatti anche con l’aiuto generoso di vari collaboratori, che ringrazio di cuore”.