Anche in Provincia di Como il PNRR è giunto al termine. Secondo la ricerca commissionata da ANCE Lombardia e realizzata da CRESME Servizi che prevede il monitoraggio dei cantieri finanziati dal piano, al 30 giugno 2026 il costo complessivo dei 4 cantieri ancora finanziati ammonta a 22,2 milioni di euro, coperti per il 71% dalle risorse PNRR, PNC e Fondo Opere Indifferibili (15,8 milioni, in calo di 3,3 milioni rispetto a dicembre 2024) e per il restante 29% (6,4 milioni) da altri finanziamenti pubblici, in misura prevalente a carico della Regione Lombardia e degli Enti Locali.
Al 30 giugno 2026 risultavano conclusi i lavori in 2 cantieri per un importo di 8,6 milioni di euro (gli interventi contro il rischio idrogeologico lungo la ex SS 583 “Lariana” e la scuola secondaria di viale Aldo Moro a Carimate), mentre per i 2 restanti, di importo complessivo pari a 13,6 milioni di euro, l’avanzamento lavori è dell’80% per la riqualificazione del compendio di Villa Olmo (termine posticipato a novembre 2026) e del 30% per il Campo CONI di via Canturina (ottobre 2026), entrambi a Como. Il quinto intervento inizialmente monitorato, l’impianto di co-digestione anaerobica presso il depuratore di Mariano Comense (25,8 milioni), è stato stralciato dal PNRR per difficoltà tecniche.
Gare pubbliche in calo e minori aggiudicazioni alle imprese comasche
Nel primo semestre 2026, in Provincia di Como, sono state aggiudicate 85 gare per 60 milioni di euro, in calo rispetto al primo semestre 2025 (144 gare per circa 112 milioni); nell’intero 2025 erano state aggiudicate 241 gare per 202 milioni.
Le imprese comasche si aggiudicano il 29% delle gare nel primo semestre 2026 a cui corrisponde una percentuale del 21% degli importi (contro il 36% e il 27% del primo semestre 2025).
Tempi di aggiudicazione più brevi e aumento della concorrenza
La ricerca conferma una riduzione dei tempi di aggiudicazione che, nel primo semestre 2026, si attestano a 1,6 mesi rispetto ai 3,5 mesi del periodo antecedente al 2019, mentre prosegue la forte crescita del numero medio dei partecipanti alle gare, che passa da 5 nel 2023 a 9 nel 2024, a 23 nel 2025 fino a 25 nel primo semestre 2026.
“I dati che emergono dalla ricerca del CRESME – dichiara il Presidente di ANCE Como, Eugenio Rizzuti – restituiscono l’immagine di un mercato delle opere pubbliche in profondo cambiamento. Il forte aumento della concorrenza, con una media di 25 partecipanti per gara nel primo semestre 2026, si accompagna a ribassi medi cresciuti dal 10,6% del 2024 al 15,7% e a una riduzione della quota di aggiudicazioni alle imprese comasche. Pur considerando i limiti della rilevazione sulla provenienza degli aggiudicatari, sono segnali che meritano attenzione. Le nostre imprese esprimono competenze, professionalità e una conoscenza del territorio che costituiscono un patrimonio da valorizzare, anche attraverso una programmazione degli interventi che consenta una partecipazione effettiva delle piccole e medie imprese”.
Le preoccupazioni di ANCE Como e la richiesta di investimenti stabili
“È soprattutto lo scenario dei prossimi mesi a preoccuparci. La stagione dei bonus edilizi più generosi si è sostanzialmente conclusa e la spinta straordinaria degli investimenti del PNRR è ormai in fase di esaurimento. Senza nuove prospettive di investimento, il rischio concreto è una forte contrazione della domanda di lavori, pubblici e privati, con conseguenze per le imprese, l’occupazione e l’intera filiera delle costruzioni. Occorre quindi passare da misure straordinarie e temporanee a politiche di investimento stabili e pluriennali. Le amministrazioni pubbliche devono disporre di risorse certe per programmare gli interventi; allo stesso tempo, cittadini e imprese devono poter investire nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e nell’efficientamento energetico. È altrettanto essenziale garantire continuità allo sviluppo e alla manutenzione delle infrastrutture del territorio. Senza un quadro di riferimento stabile – sia in termini economici, sia normativi -, per le imprese sarà sempre più difficile pianificare le attività, investire in innovazione, assumere e formare personale. È in gioco non solo il futuro del settore, ma anche la capacità del territorio comasco di crescere e mantenersi competitivo”.