Dopo ben 33 anni di attività come medico di base sul territorio, il dottor Fabio Gatti si prepara a raggiungere la meritata pensione. L’ultimo giorno lavorativo del professionista, 68 anni, sarà il 30 settembre.
Ha visitato generazioni di pazienti
Arrivato come medico titolare nel 1993, il dottor Gatti, in 33 anni di carriera, ha visitato generazioni di pazienti e assistito ai tanti cambiamenti nel mondo della sanità. «Sono arrivato da medico titolare nel 1993, dopo alcuni anni di sostituzioni in tutto il territorio. Conoscevo già Tavernerio e il primo giorno ho lavorato con il dottor Luciano Redenti – ricorda – Quando poi ho avuto l’ambito alcuni pazienti che mi conoscevano si sono trasferiti con me. Ai tempi non si ereditavano tanti pazienti, ma poi, a causa di varie situazioni di carenza di medici e problemi in paese, ho ereditato cinquecento pazienti e in breve tempo mi sono ritrovato a pieno regime. Poi si aggiunse Albese e fu costituito l’ambito unico tra Tavernerio, Albese e Montorfano».
I cambiamenti nella professione hanno riguardato soprattutto le pratiche burocratiche. «Ho iniziato a lavorare che non c’erano cellulari né computer – aggiunge – Sicuramente l’arrivo dei cellulari ha portato a più facilità nei contatti. Ho sempre dato il numero con orari di reperibilità ma a fare il medico di base, alla fine, si è sempre reperibili, il telefono squilla sempre. Poi arrivarono anche i pc, utili per avere uno storico, e sempre più sviluppati negli anni con software organizzati per i collegamenti con le piattaforme regionali. Fino alla dematerializzazione delle ricette, che sembrava un provvedimento breve invece è rimasto così. Si può dire che si siano semplificate le cose, ma bisogna sempre stare al passo con i tempi. Però l’unica parte più pesante – prosegue – E’ la burocrazia: per una domanda di invalidità, una richiesta di giorni di infortunio, le piattaforme sono più complesse e quindi si è aggiunto molto carico di lavoro. Tutte le settimana, un sabato o un venerdì pomeriggio, vengo in ufficio a gestire gli arretrati. Ora vado in pensione non per il lavoro in sé ma per questo carico di lavoro».
Sono stati tanti anche i lati positivi della professione. «Il mio lavoro mi ha portato a condividere momenti belli, ma anche altri impegnativi per pazienti e famiglie – spiega – Ho pazienti con me da 33 anni, di cui ho visto quattro generazioni, magari la mamma e poi i figli e i nipoti. Ho avuto modo di conoscere tanti bisogni della gente e porto a casa una grandissima esperienza, che mi ha arricchito di ricordi ed emozioni, ma è giusto che qualcun altro prenda il mio posto. Spero di aver fatto quello che ci si aspettava. E’ giusto vadano avanti i giovani medici».
Nei prossimi giorni il dottor Gatti affiancherà l’inserimento della dottoressa Sanite Time che prenderà servizio dal 1° ottobre. Gli attuali pazienti del dottor Gatti saranno assegnati automaticamente alla dottoressa Sanite Time.