«Era da tempo che sognavo di fare questo viaggio, sentivo che era qualcosa da fare per completare un pezzo che mancava: incontrare quella parte di famiglia che non ho mai conosciuto». È per questo che Christian Sanfratello, di Figino Serenza, ha intrapreso, all’alba dei suoi trent’anni, un viaggio in moto alla scoperta delle proprie origini che lo ha portato fino al lontano entroterra siciliano, a Vallelunga Pratameno, in provincia di Caltanissetta.
Alla scoperta delle origini della famiglia
L’idea di partenza era andare alla scoperta dei luoghi d’origine. D’altronde, le possibilità di incontrare davvero un pezzo della propria famiglia erano remote. Eppure, è bastato scambiare due chiacchiere con alcuni residenti in piazza per ricostruire i legami familiari e arrivare fino alla soglia di casa dei parenti mai conosciuti. A Vallelunga affondano le radici della famiglia da parte paterna e qui sono sempre stati ambientati i racconti e gli aneddoti con cui Sanfratello è cresciuto durante l’infanzia.
«È proprio per questo che la Sicilia mi ha sempre affascinato. Ora che ne ho avuto l’occasione ho deciso di andare a conoscerla con i miei occhi».
Il viaggio
La preparazione del viaggio è stata studiata nei minimi dettagli, pianificando i tragitti con una moto capace di muoversi tra la strada e i paesaggi selvaggi siciliani dell’entroterra. Dopo aver raggiunto Palermo in volo, da lì è iniziata l’avventura. Arrivato nel paesino d’origine, Sanfratello si è fermato nella piazza principale: vestiti sgargianti, una moto sporca e ingombrante. Non poteva immaginare che di lì a poco un signore del posto, particolarmente curioso, gli avrebbe permesso di rispondere a quel punto interrogativo che si portava dietro da anni.
L’incontro con i parenti
Ha proseguito il ragazzo:
«Quando quel signore ha scoperto come mi chiamavo, gli sono brillati gli occhi. Chiacchierando, abbiamo capito che era coetaneo di mia nonna, nata in paese, e che c’era una zia, conosciutissima a Vallelunga perché è l’unica consulente del lavoro in paese. Così con una serie di telefonate sono arrivato a casa sua».
L’incontro è stato emozionante:
«Mi ha accolto a braccia aperte: io vedevo in lei gli occhi, la cadenza e il modo di muoversi di mia nonna, mentre lei – mi ha detto – vedeva i tratti di mia madre e mio padre».
Un viaggio nell’entroterra siciliano
Attraversare in moto la Sicilia orientale, passando altresì dal borgo che porta il suo cognome, è stata un’esperienza «unica»:
«È stato quasi un riscatto trovare un posto in cui il mio nome di famiglia fosse usato e diffusissimo».
L’aspetto però più significativo è stato riuscire a ripercorrere i luoghi della memoria dei propri nonni, Loreto Sanfratello ed Enza Gullo:
«Sono riuscito a vedere la famosa curva in cui mio nonno, anche lui appassionato di motori, cadde in moto. Mi è sembrato di connettermi finalmente con la loro storia».
Superati i confini della Sicilia da cartolina, il figinese ha toccato con mano la realtà delle sue origini, una terra nascosta, di cui nessuno parla:
«È un territorio sofferente, spopolato, con pochi giovani e attività chiuse. La differenza con le zone costiere è troppa, direi, e viaggiando in moto me ne sono potuto rendere conto. Il paesaggio naturale è vasto e cambia in maniera radicale ad ogni chilometro, sono numerosi i tesori archeologici nell’entroterra. Di questa ricchezza mi sono accorto solo quando ho deciso di scavare più a fondo».