La cerimonia

Inaugurato il 28esimo anno accademico dell’Università dell’Insubria

Il legame con il territorio, il richiamo alla pace e i valori olimpici.

Inaugurato il 28esimo anno accademico dell’Università dell’Insubria

Teatro Sociale di Como gremito per la cerimonia di inaugurazione del ventottesimo anno accademico 2025/2026 dell’Università degli Studi dell’Insubria.

Nuovo anno accademico inaugurato

La mattinata si è aperta in un clima di partecipazione e solennità, con il tradizionale corteo togato: circa sessanta professoresse e professori ordinari hanno sfilato raggiungendo i cinquanta docenti già in platea con il manto accademico, in uno dei momenti più identitari e simbolici della vita universitaria. In sala c’erano le autorità civili e militari nazionali e del territorio, senatori e consiglieri degli organi di Ateneo, il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario e una rappresentanza degli studenti e delle studentesse. Particolarmente significativa la presenza del sistema universitario nazionale: hanno partecipato undici Rettori e quattro Prorettori di università italiane, a testimonianza del ruolo dell’Insubria nel panorama accademico.

 

Gli interventi

La prima a intervenire è stata la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, che ha richiamato l’attenzione sul benessere di studenti e studentesse: ha ricordato che «la fragilità non è mai un limite: la resilienza non è non cadere ma sapersi rialzare», ha citato Federica Brignone, Ilia Malinin e Lindsay Vonn, e ha concluso: «Vale sempre la pena di costruirsi un futuro». Il ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha sottolineato che «la spesa pubblica per l’università è un investimento. E si investe quando si crede nel futuro», aggiungendo che «soltanto se il nostro territorio riesce a fare squadra può crescere». Ha ringraziato il Pnrr per gli investimenti e ricordato la nascita dell’Insubria: «Ero un giovane parlamentare quando si è cominciato a parlare dell’Ateneo… come allora, fare squadra consentirà a questa università di continuare a crescere».

Alessio Butti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica e alla Transizione digitale, ha detto che «L’Insubria è un’eccellenza italiana, capace di trasformare la curiosità in conoscenza e la conoscenza in capacità di innovare: per questo la politica deve agire su capitale ed ecosistemi, sostenendo venture capital, startup, scale-up e trasferimento tecnologico e rafforzando reti come il Centro Nazionale Alessandro Volta, Q-Alliance e il collegamento con Cern Ai, così da trattenere talenti, costruire filiere sovrane e mettere alla prova tecnologie di frontiera al servizio del Paese». Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha sottolineato la necessità di una forte coesione territoriale, ricordando che «la Lombardia e le province di Varese e Como sono territori in grado di resistere a tutto e capaci di guardare al futuro» e che «non esiste innovazione che non nasca da una solida rete territoriale», in un patto rinnovato tra università e territorio. Per Regione è intervenuto anche l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi: «Il mio personale grazie va a chi quasi 30 anni fa ha dato vita a questa università: oggi sosteniamo la “Lombardia dei territori” con bandi e investimenti mirati, lavoriamo per il corso di laurea in Farmacia e per un corso di laurea in Medicina in lingua inglese, e abbiamo finanziato con tre milioni di euro un nuovo studentato, ma è necessario che tutto il territorio sostenga il progetto in modo coeso».

Per il Comune di Como, l’assessore ai Rapporti con le Università Chiara Bodero Maccabeo, in rappresentanza del sindaco Alessandro Rapinese, ha definito l’Insubria «una componente vitale, una ricchezza condivisa», confermando «piena disponibilità al dialogo e alla collaborazione».

Il sindaco di Varese Davide Galimberti ha espresso soddisfazione per i nuovi corsi, «iniziative che portano nuove occasioni di formazione in questo territorio che da Lugano arriva a Busto Arsizio», ribadendo l’impegno del Comune per «completare i lavori in corso per nuovi alloggi studenteschi a Varese e valutare ulteriori interventi» e per «implementare lo sviluppo del polo di Bizzozero» negli strumenti urbanistici cittadini. Sono intervenuti anche il presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca e il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, che ha sottolineato come la Provincia possa essere «un filo conduttore tra l’Insubria e il territorio, aiutando a risolvere eventuali difficoltà», regalando infine alla rettrice la miniatura di una rana di buon auspicio presente nel Duomo di Como, insieme a un mazzo di fiori.

“Ripudio verso qualunque forma di guerra”

È stata la seconda inaugurazione presieduta dalla Rettrice Maria Pierro, che nel suo discorso ha intrecciato attualità internazionale e prospettive strategiche dell’Ateneo, sottolineando con forza il ruolo civile dell’università. In apertura la Rettrice ha posto al centro il tema della pace e della responsabilità culturale delle istituzioni accademiche, esprimendo vicinanza agli studenti provenienti da aree di guerra, in particolare dall’Iran e dalla Striscia di Gaza, accolti anche grazie ai programmi nazionali di sostegno. Ha quindi ribadito, citando Papa Leone XIV e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il «ripudio per qualunque forma di intolleranza, di chiusura, di violenza, fisica e verbale» e la necessità di «disarmare le parole da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio», richiamando il compito dell’università di promuovere, attraverso ricerca e formazione, una cultura capace di prevenire i conflitti e di tutelare la libertà accademica come presidio democratico.

La Rettrice ha ricordato l’impegno dell’Ateneo per il reclutamento e il sostegno alla ricerca, lo sforzo organizzativo e didattico per l’organizzazione del Semestre aperto di Medicina e Odontoiatria, l’attivazione di nuovi corsi di laurea – il Corso di laurea triennale professionalizzante in Tecniche digitali per l’ambiente e le costruzioni a Varese e il Corso di laurea magistrale in Farmacia tra Como e Busto Arsizio – e gli investimenti nelle tecnologie digitali e nell’intelligenza artificiale. Tra i progetti strategici più rilevanti, la valorizzazione della presenza dell’Ateneo sul territorio. A Varese la Camera di Commercio ha messo a disposizione gli spazi del Palazzo delle Corporazioni nel centro cittadino, destinati ai corsi giuridico-umanistici; a Como è stato costituito il Centro di ricerca per lo sviluppo e le applicazioni del calcolo quantistico intitolato ad Alessandro Volta.

Sul fronte dell’ecosistema della ricerca, l’Ateneo ha riorganizzato le proprie piattaforme scientifiche – dalla sostenibilità alla cybersecurity, dalle tecnologie per ambiente, energia e salute fino ai temi della fragilità – e ha potenziato le sinergie con il sistema produttivo per il trasferimento tecnologico e la transizione digitale e sostenibile delle imprese. Parallelamente è stato istituito un Centro speciale per la formazione linguistica, con un approccio interdisciplinare e apertura anche al territorio, e sono stati rafforzati i processi di internazionalizzazione attraverso nuovi accordi e reti europee. In chiusura, uno sguardo ai valori condivisi della comunità accademica, accostati a quelli dello sport e delle Olimpiadi in corso tra Milano e Cortina. Citando «la nostra straordinaria Federica Brignone», la Rettrice ha richiamato passione, dedizione e determinazione come qualità necessarie anche nel percorso universitario, rilanciando l’impegno dell’Insubria a guardare avanti con fiducia. E ha concluso: «Facciamo nostro il motto olimpico, “Citius, altius, fortius, communiter”: più veloci, più in alto, più forti, insieme».

Essere universitari oggi

Dopo l’applaudito discorso della Rettrice, la presidente del Consiglio generale degli studenti Asia Martina Di Lorenzo ha offerto una riflessione intensa sul significato dell’essere universitari oggi. Partendo dalle “storie sottotraccia” fatte di sacrifici quotidiani, ha richiamato il valore della fiducia come patto tra studenti e istituzioni, sottolineando che il diritto allo studio deve tradursi in misure concrete per garantire non solo l’accesso, ma anche la permanenza nel percorso universitario.

Ha preso la parola il direttore generale Antonio Romeo, che ha ricordato gli stanziamenti per rinnovare gli spazi dell’ateneo e crearne di nuovi nei centri delle città, sia a Varese, dove sono in corso i lavori per lo studentato di Biumo, che a Como. Il direttore ha poi ribadito l’importanza della centralità degli studenti e della macchina amministrativa, che è stata protagonista di una recente riorganizzazione: «L’Insubria è cresciuta negli anni per dimensione, articolazione e complessità: a questa crescita deve corrispondere un’evoluzione del modello organizzativo, capace di rappresentare una visione complessiva dell’Ateneo e una semplificazione dei rapporti tra strutture per valorizzare i servizi agli studenti e le competenze professionali presenti nelle strutture didattiche e di ricerca».

Nel corso della cerimonia è stata assegnata la Rosa Commacina, massimo riconoscimento dell’Ateneo a una personalità del territorio. A presentarla è stato il Prorettore vicario Umberto Piarulli. La Rosa Commacina è stata conferita all’associazione Cometa, realtà nata a Como nel 1987 e impegnata nell’accoglienza e nell’educazione di minori e famiglie in difficoltà attraverso percorsi educativi, formativi e di inserimento lavorativo. A ritirare il riconoscimento è stato il presidente Erasmo Figini.

Laura honoris causa ad Andrea Carcano

Momento centrale della mattinata è stato il conferimento della laurea honoris causa in Global Entrepreneurship Economics and Management, curriculum Ibe (International Business & Entrepreneurship) ad Andrea Carcano, 42enne varesino trapiantato nella Silicon Valley, esperto e leader internazionale di cybersecurity. Carcano, insieme a Moreno Carullo, anche lui ex studente dell’Università dell’Insubria, ha fondato nel 2013 Nozomi Networks, azienda specializzata nella sicurezza delle infrastrutture critiche. L’impresa è cresciuta fino a ottenere lo status di “unicorn”, con una valutazione superiore al miliardo di dollari, ed è stata successivamente acquisita dalla conglomerata giapponese Mitsubishi Electric.

A introdurre il conferimento è stato il professor Alberto Onetti, che ha sottolineato come la storia imprenditoriale di Carcano e Carullo rappresenti un caso emblematico di ricerca di altissimo livello sviluppata in Italia e valorizzata su scala globale, evidenziando le difficoltà del sistema europeo nel trasformare l’innovazione accademica in impresa. È seguita la lectio magistralis di Andrea Carcano, intitolata «Da Zero a Uno: Insubria-Silicon Valley e ritorno», nella quale ha ripercorso il proprio iter accademico e imprenditoriale: la laurea triennale e magistrale in Informatica e poi il dottorato all’Insubria, dedicato allo sviluppo di malware progettati per attaccare infrastrutture critiche, e poi la crescita internazionale. Percorso analogo a quello di Moreno Carullo, laureato triennale e magistrale in Informatica all’Insubria con specializzazione in Ingegneria del software e intelligenza artificiale.

«Tornare all’Insubria dopo 15 anni e ricevere questo riconoscimento – ha detto Andrea Carcano – è un’emozione difficile da descrivere. Qui è iniziato tutto: la curiosità per la ricerca, la voglia di costruire qualcosa di nuovo e la convinzione che, anche partendo da qui, si possa avere un impatto globale. Nozomi Networks, però, non è mai stata una storia individuale. È il risultato di un percorso condiviso con Moreno Carullo, amico e cofondatore, con cui ho affrontato sfide, rischi e scelte decisive. Questo riconoscimento viene assegnato a me, ma sento profondamente che una parte importante appartiene anche a lui. Se c’è un messaggio che, insieme a Moreno, vorremmo lasciare agli studenti è di credere nelle proprie idee, costruire insieme agli altri e avere il coraggio di trasformare la ricerca in qualcosa che possa avere un impatto reale».

Durante la cerimonia sono state inoltre conferite quattordici Medaglie di Ateneo alle professoresse e ai professori diventati ordinari nell’ultimo anno. Come da tradizione, gli inni accademici e il Gaudeamus Igitur sono stati eseguiti dal Chorus Insubriae, il coro dell’università diretto dal maestro Pietro Colnago. Anche la prossima cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico si terrà al Teatro Sociale di Como: sarà il 5 marzo 2027, nell’ambito delle manifestazioni per il centenario della morte di Alessandro Volta.