Non basta parlare di intelligenza artificiale: bisogna portarla davvero nelle imprese, con metodo e concretezza. È il principio che ha guidato AI MAGISTER, il progetto europeo dell’European Digital Innovation Hub giunto lunedì 30 marzo al suo evento conclusivo nell’auditorium dell’Università IULM di Milano. Titolo scelto: “Dalla sperimentazione al valore”.
Un pomeriggio di bilanci, casi concreti e prospettive future, con istituzioni, partner tecnologici, università e aziende riuniti attorno a un obiettivo comune: capire come l’AI può trasformare il tessuto produttivo italiano, a partire dalle realtà più piccole.
Un progetto da 17 partner e oltre 300 imprese servite
I numeri li ha illustrati Simone Caporale, coordinatore del polo AI MAGISTER per conto di Profima, la società capofila:
“È stato un progetto impegnativo, con 17 partner riuniti in un’associazione temporanea di scopo. Siamo partiti a luglio 2024, con finanziamento PNRR, e in un anno e mezzo abbiamo servito più di 300 imprese, erogando oltre 5 milioni di euro in servizi — con l’aiuto riconosciuto direttamente in fattura, come sconto. Abbiamo lavorato sulla formazione, sull’analisi della maturità digitale delle aziende, ma il servizio che ha riscosso più successo è stato il Test Before Invest: perché le imprese non vogliono solo sentir parlare di AI, vogliono metterla davvero al lavoro, con l’uomo sempre al centro dell’innovazione”.

L’università come presidio di pensiero critico
Ad aprire i lavori, la rettrice della IULM Valentina Garavaglia, che ha inquadrato il ruolo dell’ateneo in questo percorso:
“Qui siamo insieme a istituzioni, imprese e studenti, uniti da un’attenzione all’AI che va al di là di ogni retorica. Di tecnologia si parla moltissimo, ma è importante mettere al centro l’intelligenza naturale. Il compito di un’università non STEM come la IULM è coltivare la capacità critica rispetto agli strumenti che usiamo ogni giorno — e l’AI non fa eccezione. Dobbiamo essere noi a tenere le briglie: la nostra capacità critica e creativa non può essere delegata a nessun algoritmo”.

La Regione Lombardia punta su una legge per l’AI
Tra le istituzioni, da remoto, Alessandro Fermi, assessore regionale a Università, Innovazione e Ricerca, ha anticipato un passaggio concreto sul piano legislativo:
“Dopo un anno e mezzo di lavoro sulla diffusione dell’AI nel tessuto economico e istituzionale lombardo, abbiamo approvato in Giunta una proposta di legge che contiamo di portare in vigore entro l’estate. Si regge su due pilastri: sostenere le imprese che faticano ad abbracciare queste tecnologie, e migliorare l’efficacia della pubblica amministrazione attraverso l’AI. Vogliamo liberare capitale umano dalla burocrazia e dalle mansioni ripetitive. Per farlo servono competenze: abbiamo lanciato un bando da 8 milioni di euro che si è esaurito in una settimana. Lo riapriremo a breve”.
Fermi ha anche sottolineato la necessità di un approccio etico e umanistico:
“L’utilizzo consapevole dell’AI deve entrare anche nella formazione dei ragazzi nelle scuole superiori”.

I diplomi e i casi studio
A metà pomeriggio spazio alla cerimonia di consegna dei diplomi agli studenti della XVII edizione dell’Executive Master in Social Media Marketing & Digital Communication della IULM, a testimonianza del legame tra formazione avanzata e innovazione tecnologica. L’evento è poi proseguito con la presentazione delle case histories sviluppate nell’ambito del progetto, a cura del professor Guido Di Fraia, coordinatore scientifico di AI MAGISTER per IULM e responsabile dello IULM AI Lab, insieme ai partner tecnologici coinvolti.
Il futuro degli EDIH: meno centri, più specializzazione
A chiudere i lavori, Luigi Laurelli del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha delineato le prospettive nazionali ed europee:
“Oltre agli EDIH, esistono altre modalità di finanziamento statale per il trasferimento tecnologico. Per il futuro, però, le risorse disponibili saranno inferiori e dovremo razionalizzare: i 48 centri attivi oggi sono un numero elevato. Abbiamo previsto di ridurre quelli cofinanziati dalla Commissione europea e di organizzarli per categorie tematiche — automotive, sanità, trasporti, agritech — con uno specifico dedicato alla pubblica amministrazione. Tutti con un focus comune: i servizi basati sull’intelligenza artificiale”.
