Al partigiano assassinato a Ebensee il 4 maggio del 1945 è stata dedicata oggi una mattonella d’ottone all’ingresso delle scuole di Ponte Lambro. Al momento celebrativo hanno partecipato i bambini e gli studenti di tutti gli ordini e gradi dell’istituto
La scuola ha accolto gli studenti e le autorità
Si è svolta nel pomeriggio di oggi, 28 gennaio, la cerimonia di posa della pietra del ricordo dedicata al partigiano Roberto Lepetit. A ospitare l’evento è stata la sede dell’Istituto comprensivo “Aldo Moro” che ha raccolto intorno a sé gli alunni di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. La dirigente Maria Beatrice Frigerio ha accolto il vicesindaco Francesca Borello e Manuel Guzzon che, oltre a essere consigliere di maggioranza, è presidente dell’Anpi provinciale. Dopo i discorsi delle autorità, i racconti e le musiche dei ragazzi, è stata scoperta la pietra della memoria posta all’ingresso dell’edificio scolastico.
Ecco chi era il partigiano Lepetit
Il pontelambrese Roberto Lepetit, nato il 29 agosto 1906, è stato un imprenditore che ereditò l’attività di famiglia dopo la morte del padre. Iniziò a collaborare con la Resistenza italiana dopo l’Armistizio, arrivando a nascondere nei propri stabilimenti un gruppo di 360 ex prigionieri jugoslavi aiutandoli a scappare in Svizzera e a sostenere anche economicamente – oltre che dal punto di vista logistico – i primi gruppi di partigiani. Collaborò anche con il Partito d’azione e con il Cnl, ma fu catturato 29 settembre 1944 e deportato a Mauthausen prima e a Melk in seguito. Morì ad Ebensee il 4 maggio 1945.
“Ricordare è l’unico antidoto all’indifferenza”
A sottolineare l’importanza del momento è stata la dirigente scolastica Frigerio:
“Oggi viviamo un’esperienza importantissima con la posa di una pietra d’inciampo. Sottolineerei due parole: ricordo e inciampo. Ricordo: perché ogni volta che noi ricordiamo portiamo qualcosa al cuore, sede delle emozioni. Inciampo: perché è qualcosa che ci fa rallentare e ci costringe a fermarci e a leggere. La pietra d’inciampo perciò trasforma la memoria in un gesto quotidiano, restituendo dignità a chi, come Lepetit, era stato ridotto a un numero nei campi di sterminio. E’ una piccola lamina d’ottone, che riluce accendendo in noi la necessità di vigilare contro l’odio. Ricordare è dunque l’unico antidoto al male della nostra epoca: l’indifferenza”.
“Custodite, amate e coltivate il piccolo fiore della libertà”
A prendere parola è stato anche Guzzon che si è rivolto agli studenti:
“E’ una giornata storica per Ponte Lambro e per la scuola. La posa della pietra della memoria per il partigiano Roberto Lepetit assume un significato e un valore simbolico: un omaggio al valore e al coraggio di un nostro concittadino che ha sacrificato la propria vita per donarci la libertà di cui tutti noi godiamo ogni giorno. Una libertà che dobbiamo coltivare come un bene prezioso: ha bisogno di un amore costante e incondizionato, perché è sempre in pericolo. Sopra a questa pietra pensate a Lepetit e a quel piccolo fiore della libertà che Roberto ha conquistato sacrificando tutto: famiglia, amici, lavoro, passioni, vita. Quel piccolo fiore della libertà ora lo avete nelle vostre mani: custoditelo, amatelo e coltivatelo sempre”.
“Siate uomini e donne capaci di ragionare e amare”
A dare anche il proprio contributo è stata anche la vicesindaco Borello:
“Vedere qui oggi voi ragazzi significa che insieme stiamo manifestando la nostra volontà a non essere indifferenti. Io vorrei che un domani facciate quello che noi stiamo facendo oggi: spero che organizziate questo tipo di eventi e che possiate, da uomini e donne quali diventerete, ragionare e amare”.
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