Ad Asso un viaggio per incontrare sé stessi. L’associazione DCAmolo Odv organizza per domenica 8 e lunedì 9 marzo una speciale mostra dal titolo “Io sono mondo. In viaggio per incontrare sé stessi”.
Immagine frammento di sé
La mostra nasce da una domanda: “Chi siamo quando ci spogliamo delle definizioni e dei ruoli assegnati?”. Il progetto espositivo si muove come un viaggio identitario, dove l’immagine diventa frammento di sé. Il Centro per la cura dei Disturbi della Condotta Alimentare, parte del presidio Comunità Terapeutiche dell’ospedale Sant’Anna di Como presente ad Asso, accoglie da anni giovani e donne che hanno bisogno di un aiuto concreto per ritrovare se stesse. Per riscoprire la propria identità, il proprio ruolo nel mondo, ma anche il proprio corpo. Si tratta di una comunità terapeutica residenziale ad alta protezione.
“La comunità è nata nel 2004 a Mariano Comense, all’interno dell’ospedale – spiega il dottor Gabriele Stampa, psichiatra, presidente dell’associazione DCAmolo e responsabile del centro – Dopo due anni è stata spostata ad Asso e ha assunto un impianto più riabilitativo. Gli interventi riguardano prevalentemente i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”.
Uscite determinanti
La comunità è inserita nel presidio del Sant’Anna, i cui direttori sono la dottoressa Laura Bruni e il dottor Nicola Antonicelli, ed è inserita nel progetto “Vita nova” condiviso con la cooperativa San Giuseppe il cui responsabile è il dottor Patrizio Tambini. Il centro organizza diverse attività, ad esempio danzaterapia o arteterapia, ma anche uscite sul territorio e volontariato, oltre a serate, cene, incontri musicali. Proprio queste uscite sono state determinanti per le 14 ragazze che hanno realizzato la mostra, coinvolte in un progetto speciale sul territorio: nel bosco, in città (a Milano) e in comunità.
“Abbiamo chiesto alle ragazze di fotografare tutto ciò che le stimolasse e le foto che secondo loro fossero maggiormente rilevanti sono state scelte per far parte della mostra”, spiega la psicologa Stefania Riccardi.
Ecco perché la mostra sarà un viaggio nel mondo e un viaggio nell’io. All’interno per altro ci sarà una “mostra nella mostra”, intitolata “Il viaggio” e incentrata sull’esperienza in Amazzonia di tre mesi da parte di una ragazza che era stata ospitata nella comunità e che ora ha voluto raccontare il suo reportage.
Una rete di prossimità
L’associazione DCAmolo è nata proprio dall’esigenza di condividere, promuovere e divulgare la conoscenza dei disturbi del comportamento alimentare da parte di un gruppo di genitori accomunati dall’esperienza di questa complessa problematica delle proprie figlie, proponendosi di collaborare con gli operatori della comunità.
“Fondamentale è che ci sia una rete di prossimità per genitori e ragazze. La visione deve essere antropocentrica, con la persona al centro del progetto. Non è nella psichiatria che si trova la soluzione, ma nella vita”, le parole del dottor Stampa. L’idea della mostra è quella di creare un vuoto: “Fare in modo che la paziente si crei uno spazio identitario”.
La mostra per altro coincide con l’inizio della “Settimana lilla”, una settimana interamente dedicata all’ascolto, alla consapevolezza e alla prevenzione dei disturbi alimentari. L’evento coinvolge numerose associazioni e, a partire da lunedì, fino a venerdì, sarà attivo dalle 10 alle 12 un apposito sportello.