Attualità
il racconto

Khrystyna e Massimo, da Rovello all'Ucraina per portare cibo e vestiti a chi scappa dalla guerra

Il desiderio di rendersi utile per chi scappa dalla guerra ha spinto la trentenne ucraina e il marito a promuovere una raccolta di beni di prima necessità e a impegnarsi a portarli al confine.

Khrystyna e Massimo, da Rovello all'Ucraina per portare cibo e vestiti a chi scappa dalla guerra
Attualità Bassa Comasca, 01 Marzo 2022 ore 11:36

Khrystyna e Massimo, da Rovello all'Ucraina per portare cibo e vestiti a chi scappa dalla guerra: la raccolta aperta fino a sabato alla Protezione civile.

Khrystyna, il racconto dall'Ucraina dei suoi familiari

Khrystyna Antonyak è una parrucchiera, spegnerà 30 candeline quest'anno; è ucraina, della regione di Leopoli al confine con la Polonia, ma è arrivata a Rovello Porro nel 2007 e nel 2015 si è sposata con Massimo Diano, che di professione fa il camionista. In provincia di Como ha trovato l'amore e ha costruito la sua casa, sua mamma vive qui come lei, ma il suo cuore è spezzato per quanto sta accadendo in Ucraina. Là vivono suo fratello, con la moglie e il figlio, ma anche tanti zii e cugine.

"Non potevo restare con le mani in mano, ho sempre il telefono accanto a me, fatico a dormire perché la mia testa va sempre là" ci racconta mentre ci fa ascoltare i messaggi audio che si scambia con la cugina, che è dovuta scappare da Kiev, dove abitava con il marito e il figlio piccolo. "Lei abitava nel quartiere dove hanno colpito quel palazzo che si vede in tutti i telegiornali - ci spiega Khrystyna - Suo marito è un militare, appena sono iniziati i primi bombardamenti, lo ha dovuto lasciare in città e lei e la figlia sono scappate dai suoi genitori, lontani da Kiev. Ha fatto ore in colonna in macchina, all'alba, per uscire dalla città. Piange, è molto preoccupata non solo per se stessa e la figlia ma soprattutto per suo marito. Tanti loro amici, anche loro militari, sono già morti".

Il palazzo colpito a Kiev

Poi c'è la preoccupazione per suo fratello, che ha 31 anni, presto potrebbe essere precettato. "Per ora la guerra non è arrivata a Leopoli, la città più vicina alla Polonia, ma se i combattimenti dovessero proseguire, sicuramente verrà chiamato sotto le armi - ci spiega Khrystyna - Anche se sono lontani dalle bombe, le sirene suonano anche da loro. Dormono vestiti e appena le sentono scappano nelle cantine per proteggersi. Appena cala il sole tengono tutte le luci spente per evitare di diventare un bersaglio".

LE SIRENE NELLA NOTTE

"Anche nella mia regione si stanno preparando al peggio - racconta Khrystyna - Nella scuola della figlia di mia cugina a Novoiavorivsk le maestre e i bambini si tengono occupate costruendo le reti mimetiche per i soldati ma anche delle punte in metallo per bucare le gomme dei mezzi nemici. Inoltre preparano le barricate per bloccare gli accessi".

2 foto Sfoglia la gallery

IL VIDEO

L'idea della raccolta di beni di prima necessità

Chiamate, foto, informazioni. La preoccupazione e il desiderio di essere utili anche se lontani. Così a Khrystyna e Massimo è balenata un'idea che in poche ore si è concretizzata. "Sono un volontario in Protezione civile a Rovello e ho chiesto al nostro coordinatore, Alessandro Moscatelli che ringrazio infinitamente insieme a tutti i colleghi, se fosse possibile organizzare una raccolta di vestiario, medicinali, alimenti a lunga conservazione - ci spiega Massimo - Subito si sono resi disponibili a concedere la sede all'area feste come punto di raccolta e in meno di una giornata è già arrivato tantissimo. Stiamo organizzando e dividendo tutto in scatoloni e io stesso porterò tutto al confine tra la Polonia e l'Ucraina".

Un tam tam incredibile. Alla Protezione civile di Rovello Porro è già arrivata molta roba, soprattutto vestiti. Fondamentali però sono anche generi alimentari e bibite ma soprattutto medicinali generici e salviettine umidificate perché le persone che scappano e sono nei rifugi in questo momento hanno difficoltà a lavarsi normalmente. Utili anche pannolini, assorbenti femminili e alimenti per bambini. "Inoltre stiamo cercando disperatamente un mezzo, un grosso furgone, da utilizzare per il viaggio che qualcuno ci possa prestare o noleggiare a un prezzo agevolato - spiega Massimo - La prima partenza è fissata per sabato 5 marzo perché le persone rifugiate hanno bisogno adesso".

IL PUNTO DI RACCOLTA

5 foto Sfoglia la gallery

Un viaggio di 1600 chilometri che Massimo affronterà nel fine settimana. "La cognata di Khrystyna si sta attivando con associazioni ucraine per il ritiro dei materiali donati - spiega il rovellese - In base alla loro richiesta noi ci recheremo a Przemysl, dove c'è la stazione, o a Medyka, proprio al confine".

Chi è interessato a donare può farlo da lunedì a venerdì dalle 17.30 alle 19.30 alla sede della Protezione civile di Rovello Porro in via Luini. In alternativa è possibile farlo in via Dante Alighieri 36/A, dalle 8 alle 22, dove si è attivata un'altra cittadina ucraina che vive a Rovello, Karina Shtupun. 

Stephanie Barone

 

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter
Necrologie