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la nuova struttura

La Nostra Famiglia inaugura il nuovo Centro di Riabilitazione a Como: spazi, servizi e amore per 420 bimbi fragili

La struttura è diventata realtà in via Canturina tre anni dopo la posa della prima pietra.

La Nostra Famiglia inaugura il nuovo Centro di Riabilitazione a Como: spazi, servizi e amore per 420 bimbi fragili
Attualità Como città, 25 Settembre 2021 ore 14:36

Il sorriso del piccolo Riccardo (in copertina), che ha tagliato il nastro inaugurale del nuovo Centro di Riabilitazione de La Nostra Famiglia a Como, ha reso questa giornata davvero speciale.

La Nostra Famiglia inaugura il nuovo Centro di Riabilitazione a Como

Era il 7 giugno 2018 quando in via Canturina 97 a Como è stata posata la prima pietra della nuova sede dell'associazione di Bosisio Parini e che ha aperto ufficialmente le porte il 2 marzo 2021. La storia di La Nostra Famiglia nel capoluogo comasco ha origini ben più antiche: inizia con un piccolo appartamento messo a disposizione dalla famiglia Manoukian nel 1971 in alcuni locali in via dei Mille, continua nel 1975 in via Zezio per poi proseguire dal 1994 in via del Doss. Nei locali di via dei Mille erano 25 i bimbi con disabilità seguiti: oggi in via Canturina ce ne sono 420, la maggior parte dei quali di età compresa tra 0 e 12 anni.

Il nuovo centro di via Canturina, oggi mostrato per la prima volta alla città alla presenza delle istituzioni, sorge su un’area di circa 4 mila metri quadrati ricevuta in donazione dalla Fondazione De Ponti e grazie al contributo decisivo di Fondazione Cariplo. Importante è stato il sostegno di Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Bennet e i suoi clienti con i punti del Bennet Club, aziende e associazioni del territorio e il contributo di centinaia di donatori privati, oltre all'impegno diretto dell'Associazione anche con i proventi del 5x1000.

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L'inaugurazione

Una grande festa quella che si è svolta stamattina al nuovo Centro di Riabilitazione. A fare gli onori di casa è stata Francesca Pedretti, direttrice regionale per la Lombardia de La Nostra Famiglia. "Per noi è un giorno di festa per tre motivi - ha spiegato - In primis per l'inaugurazione di questa nuova bellissima sede; in secondo luogo perché quest'anno ricorrono i 50 anni della presenza del Centro ambulatoriale a Como e perché proprio in questi giorni ricordiamo la morte del nostro fondatore, don Luigi Monza". Le ha fatto eco la presidente dell'associazione, Luisa Minoli: "Quando aprimmo il centro in città volevamo rispondere alle esigenze dei bambini di Como che altrimenti sarebbero dovuti andare a Ponte Lambro per le terapie. Oggi come allora è l'amore che accompagna l'opera, che fa grande ogni opera. Compresa questa".

Non è voluto mancare all'appuntamento il sindaco di Como Mario Landriscina. "Ancora una volta sono stato accolto con un sorriso - ha detto - Questa è una giornata piena d'amore, gioia, volontà. Lo dico con un pizzico d'invidia: loro sono riusciti a realizzare una cosa fantastica, in tempi brevissimi e con l'aggravante della pandemia. Non posso che complimentarmi". Importante la testimonianza di Monica Testori, rappresentante di Fondazione Cariplo. "E' un grandissimo piacere poter condividere questo momento inaugurale - ha commentato - Fondazione Cariplo, che quest'anno compie 30 anni, in queste tre decadi ha sostenuto 35mila progetti di cui 1800 in provincia di Como la quale ha beneficiato di 175 milioni di euro. Eppure non sono le cifre a fare la storia di questo territorio, bensì le persone, le associazioni, gli enti che lavorano e progettano per rispondere ai bisogni della comunità".

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Come sottolinea lo slogan dell'associazione "i Bambini al Centro". Di questo ha parlato, accoratamente, Massimo Molteni, direttore sanitario dell'associazione. "Questa è una giornata di bellezza ma io sono un neuropsichiatra e come tanti colleghi sono direttamente sul campo. Voglio ricordare che in Italia ci sono 1,2 milioni di bambini che vivono sotto la soglia di povertà, di cui il 15% in povertà relativa in Lombardia - ha sottolineato - Nel 2017/18 sono stati oltre 267mila i bimbi certificati come soggetti disabili ma che servizi di inclusione e sostegno hanno? Un bimbo su due non riesce ad accedere a servizi diagnostici: purtroppo non esiste un modello di presa in carico del bambino e del disabile in Italia e la Lombardia, malgrado le difficoltà, resta comunque la Regione più avanti in Italia. Chiedo quindi con forza di mobilitarsi perché venga posta attenzione a questa età della vita, sollecito un modello di accreditamento specifico per chi ha disturbi neuropsichici in età evolutiva e ovviamente risorse perché sono le stesse di vent'anni fa ma il costo della vita è molto cambiato. Bambini e ragazzi sono il banco di prova di una comunità inclusiva: la biodiversità esiste anche nell'umano e va tutelata".

Ospite d'onore l'assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Disabilità Alessandra Locatelli che ha sottolineato: "Questa è l'occasione per confrontarci e portare soluzioni. Non posso che ringraziare per il lavoro che fate nonostante le grandi difficoltà. Mi batto ogni giorno per portare al centro questi temi: non servono solo risposte in fase acuta, servono progetti di vita perché questi bambini cresceranno  e serve inserirli nella comunità affinché abbiano una vita dignitosa. Regione Lombardia è all'avanguardia ma serve fare di più, abbiamo bisogno che dal Governo arrivi denaro in più da investire ma bisogna anche riorganizzare e dare priorità a questi bimbi. Per questo mi impegno a organizzare un confronto non solo con il mio assessorato ma anche con quello al Welfare perché dare una risposta in più è doveroso e dobbiamo farlo in vista dell'approvazione del Bilancio regionale".

A benedire il nuovo Centro è arrivato il Vescovo di Como Oscar Cantoni. " A Sant'Abbondio ho detto che Como deve diventare città di fratelli. Un segno importante arriva da La Nostra Famiglia ma so che questo cambiamento nn si compie con la bacchetta magica, loro lo hanno fatto con un percorso lungo 50 anni. Non si risolvono i problemi sui programmi ma con volontà, progetti e anche danè (soldi, Ndr). Con pazienza tutti camminiamo lontano".

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Il nuovo centro

L’edificio - 1.400 metri quadri di superficie coperta - è su un unico piano, costituito da quattro corpi rettangolari, ciascuno dei quali con una destinazione d’uso in relazione alle attività mediche e riabilitative svolte, identificabili anche cromaticamente per favorire l'orientamento delle persone che accederanno ai servizi: area reception in color avorio; area clinico-sanitario color arancione-mattone con 11 studi dedicati; area riabilitazione color verde salvia con 13 locali; area dedicata alle riabilitazione dei bambini con disturbi dello spettro autistico in color azzurro (8 locali di riabilitazione). Le singole parti sono collegate tra loro e si articolano intorno a un cortile centrale, dove è collocata una sala polifunzionale. Gli spazi di collegamento tra le differenti parti sono caratterizzati da ampie superfici vetrate, così da generare una positiva continuità visiva tra gli spazi interni e quelli esterni.

La sede si occupa della diagnosi e della riabilitazione neuromotoria e neuropsichiatrica di soggetti in età evolutiva affetti da disabilità fisiche, psichiche e sensoriali, nonché del loro inserimento scolastico e sociale. Al Centro accedono infatti bambini e giovani con disturbi del neurosviluppo, in particolare disturbi dello spettro autistico e nell'ambito del linguaggio e dell’apprendimento, disturbi emozionali e relazionali, disturbi sensoriali e neurosensoriali complessi.

Fiore all’occhiello del Centro è il NOAH, un percorso rivolto a bambini autistici che prevede interventi con un’intensità decrescente dal momento della diagnosi fino all’ingresso nella scuola primaria e coinvolge un’équipe di psicologi, educatori, logopedisti e neuropsicomotricisti. Il modello prevede il coinvolgimento attivo di genitori e operatori della scuola al fine di trasferire le competenze all’interno del contesto di vita.

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