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STORIE SOTTO L'OMBRELLONE

L’iniziativa dei due volontari Pro loco ha scaldato i cuori di chi è impegnato nella lotta al Coronavirus

Il Giornale di Olgiate regala ai lettori di Primacomo.it le più belle storie raccontate nel corso del 2021 sulle pagine del nostro settimanale. Una piacevole lettura sotto l'ombrellone.

L’iniziativa dei due volontari Pro loco ha scaldato i cuori di chi è impegnato nella lotta al Coronavirus
Attualità Olgiate, 19 Agosto 2021 ore 09:30

Thermos in una mano, vassoio con una pila di bicchieri di plastica nell’altra e il sorriso nascosto dalle mascherine. Nell’andirivieni di cittadini in attesa per la vaccinazione contro il coronavirus, dei medici impegnati a somministrare la prima dose di AstraZeneca e dei volontari della Protezione civile, Giuliana Bianchi, 66 anni, e il marito Luigi Baietti, 70 anni, sono una presenza costante.

L’iniziativa dei due volontari Pro loco ha scaldato i cuori di chi è impegnato nella lotta al Coronavirus

Da mercoledì 31 marzo, ovvero da quando la tensostruttura è stata inaugurata, la loro gentilezza e il loro impegno scaldano i cuori, come il tè caldo preparato con tanto amore che, ogni mattina e ogni pomeriggio, offrono non soltanto agli operatori sanitari, ma anche a chi gestisce la logistica dell’hub di Lurate Caccivio. «Io e mio marito siamo volontari della Pro loco da circa cinque anni - esordisce Giuliana - Ovvero da quando nostro figlio Andrea è stato nominato presidente». Sposati da 46 anni, sono diventati una colonna portante durante le iniziative. Sempre insieme, dietro i fornelli o a dare una preziosa mano nell’allestimento delle manifestazioni organizzate dal sodalizio. Da un mese a questa parte, però, la coppia si è dedicata ad allietare le giornate di chi è in prima fila nella lotta al Covid. «E’ stato molto spontaneo: passiamo tutti i giorni e sistemiamo la sede della Pro loco, che viene usata proprio da medici e infermieri. Inoltre, ci occupiamo di preparare il tè caldo che poi serviamo agli operatori sanitari, agli Alpini, alla Croce rossa e alla Protezione civile». Quattro ore al giorno di lavoro. «Le temperature sono ancora basse ed è un buon modo per contrastare il freddo.

Quando arriverà l’estate sostituiremo il tè con della limonata fresca. I medici (dieci al giorno su cinque linee vaccinali, ndr), fanno davvero tanto: è un modo semplice per ringraziarli». Gli fa eco il marito Luigi: «E’ come se fossimo una grande famiglia, ormai ci conosciamo tutti. Credo che non bisogna girare le spalle di fronte a una campagna vaccinale di questa portata». Un sentito ringraziamento arriva dalla responsabile dell’hub Simona Clerici («Medici Insubria»): «Trovo che siano gesti bellissimi e, in queste settimane, siamo stati testimoni di tanto affetto. Oltre a Luigi e Giuliana ci sono persone che ci hanno portato pasticcini o che hanno lasciato il caffè pagato al bar». Il frutto di una rete che ha unito medici di medicina generale, Comuni e associazioni. «E’ davvero gratificante quando ci ringraziano per la gentilezza e la disponibilità».

Massimo Montorfano

(Giornale di Olgiate, 1 maggio 2021)

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