Inverigo, l’istituto comprensivo intitolato al partigiano Carlo Bianchi. La cerimonia alla scuola secondaria Filippo Meda alla presenza di studenti, docenti, genitori, autorità civili e militari.
Chi era Carlo Bianchi
L’istituto comprensivo di Inverigo ha un nuovo nome: dalla mattinata di venerdì 28 novembre è stato ufficialmente intitolato a Carlo Bianchi, soprannominato “partigiano senza fucile”, medaglia di bronzo al valore militare e medaglia d’oro del Comune di Milano, ucciso a colpi di fucile a 32 anni nel luglio 1944, mentre era prigioniero nel campo di concentramento di Fossoli. A Bianchi in paese è dedicata anche una via. Suo padre Mario, era titolare di una cartotecnica con annessa tipografia a Milano e ne avevano una anche a Villa Romanò, da qui i legami con Inverigo. Esponente del mondo cattolico, ha salvato numerosi ebrei negli anni della resistenza, fornendo loro documenti falsi per fare in modo che potessero fuggire in Svizzera.

Tutte le scuole rappresentate
Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti degli studenti di tutte le sette scuole del comprensivo: le primarie Don Gnocchi, Cagnola, Piermarini e Casati, le secondarie Baj di Arosio e Filippo Meda e le docenti dell’infanzia di Villa Romanò. Tutti gli studenti hanno aperto la mattinata con il Canto degli Italiani. Poi la parola è passata alle autorità. Presenti il sindaco di Inverigo Francesco Vincenzi con la Giunta e numerosi consiglieri, il sindaco di Arosio Alessandra Pozzoli, la dirigente scolastica Clotilde Esposito, Cristiano Fusi in rappresentanza della Provincia di Como e, in rappresentanza di Regione Lombardia, i consiglieri Angelo Orsenigo e Marisa Cesana. Oltre a loro presenti anche rappresentanti dei Carabinieri e degli Alpini.

Le parole dei sindaci
“Bianchi è stato un uomo che ha dedicato la propria vita ad aiutare gli altri. Durante la resistenza scelse di non imbracciare le armi, ma usando parole e azioni concrete a favore del prossimo – le parole del sindaco Vincenzi – Il suo esempio ci consegna un messaggio attuale: la solidarietà non è astratta, ma si pratica. Richiede ascolto e attenzione e il coraggio di schierarsi dalla parte di chi ha più bisogno. Intitolare l’istituto a Carlo Bianchi significa richiamare i valori che hanno guidato le sue scelte: il senso del dovere, l’attenzione per gli altri, la capacità di prendere decisioni difficili in modo responsabile”.
Aggiunge Pozzoli:
“Quest’intitolazione è un segnale profondo e concreto. Una persona che si è calata nell’aiutare chi stava attraversando momenti difficili. Questo è l’auspicio che lui ci lascia: uno sguardo aperto su chi ci circonda, capire chi ha bisogno di aiuto e agire”.
Il commento della dirigente
“Si tratta di un momento finale di un percorso già intrapreso dalla vecchia dirigente Sabrina Amato – afferma la preside Esposito – Gli studenti stanno approfondendo la figura di Bianchi, giovane martire, eroe dei valori della resistenza, la cui azione è stata educativa e culturale”.
Assente alla cerimonia la figlia Carla, che ha voluto però portare i suoi saluti e che ha assicurato che visiterà l’istituto che porta ora il nome di suo padre.
“Bianchi è stato un protagonista per la storia dell’intera Regione – il commento del consigliere Orsenigo – Mentre era in carcere si diceva fiero di essere lì, perché significava libertà e giustizia futura per i suoi figli. Non diamo per scontata la libertà, va preservata ogni giorno”.
Aggiunge la consigliera Cesana:
“Carlo Bianchi è stato esempio per tutti noi, ha fatto capire una cosa chiave: scegliere e decidere. Per questo bisogna scegliere con la propria testa e non permettere che gli altri decidano per voi”.
A concludere l’assessore alla Pubblica Istruzione Barbara Magni:
“Questo istituto porta ora come nome un simbolo di coraggio. Ai ragazzi dico, fatene buon uso. Siate portatori di questi valori”.

Scoperchiata la targa
Dopo gli interventi e l’esecuzione dell’Inno alla Gioia cantato dagli studenti, alunni e autorità sono uscite nel cortile per scoperchiare la targa posta all’esterno della scuola Filippo Meda, sede del comprensivo, realizzata, così come il palco allestito in palestra, dalla ditta Valsecchi di Cantù e affissa dai signori Melito. “Li ringraziamo di cuore”, il commento della docente referente, Maria Rosaria Cannatà. Dopo la benedizione di don Eugenio Carminati, la targa è stata scoperchiata davanti a tutti i presenti.