intervento provvidenziale

Malore improvviso in montagna: 54enne salvato col massaggio cardiaco

La prontezza degli erbesi Simone Pozzoli e Barbara Carta ha permesso di salvare la vita dell'uomo

Malore improvviso in montagna: 54enne salvato col massaggio cardiaco

«Il mio collega è stato salvato da un intervento sceso dal cielo». E si può definire un intervento provvidenziale, quello di Simone Pozzoli e Barbara Carta, Guide di Media Montagna, quello che domenica scorsa, 23 novembre, ha permesso di salvare la vita a I.D., 54 anni, di Tavernerio, colto da un improvviso malore nei pressi della Capanna Boletto, sul sentiero numero 1 che da Brunate porta al Monte Boletto.

“Fondamentale il defibrillatore: tutti dovrebbero poter frequentare corsi per usarlo”

Una storia a lieto fine, che racconta l’importanza di saper intervenire nel modo corretto per soccorrere una persona in arresto cardiaco.
Tutto è successo in mattinata. A raccontare i fatti è Pozzoli: «Io e Barbara ci stavamo godendo la prima uscita di stagione con una pedalata sulla neve, quando ci siamo trovati davanti una scena inquietante: una di quelle a cui non si vorrebbe mai assistere. C’era un uomo sdraiato a terra, privo di conoscenza, una donna al suo fianco, che lo chiamava disperatamente e un ciclista che si era fermato per prestare soccorso, cercando di fare quello che poteva».

Senza esitare e comprendendo subito la gravità della situazione, Pozzoli si è fermato ed è intervenuto in soccorso dell’uomo. «Ho compreso che la situazione era grave – aggiunge Pozzoli – Eravamo in un punto in cui il telefono non prendeva, ma vicini a un rifugio. Come prima cosa ho individuato le nostre coordinate e passato il telefono a Barbara che si è messa in contatto con il 112, chiedendo un intervento urgente. Poi ho iniziato a praticare il massaggio cardiaco all’uomo».

Sia Pozzoli che Carta avevano seguito i corsi necessari per il primo soccorso per diventare guide accompagnatori. «Credo siano corsi da fare anche nelle scuole, dovrebbero essere sponsorizzati da tutti i Comuni – sottolinea – La manovra di massaggio cardiaco è continuata per quasi venti minuti: ci siamo dati il cambio con altri escursionisti, circa due-tre minuti a testa. Intanto siamo riusciti a ottenere il defibrillatore dalla vicina baita e aiutati dalla voce registrata abbiamo posizionato gli elettrodi e continuato nel massaggio».

L’intervento è poi continuato con l’ausilio dell’apparecchio Dae, recuperato dalla vicina Baita Fabrizio. «Dopo un’analisi del paziente, il Dae ha autorizzato l’invio della scarica: succede solo in caso di bisogno, altrimenti non parte – aggiunge – I soccorritori sono rimasti in linea con noi dandoci supporto. Siamo riusciti a tenere in vita questa persona per quasi venti minuti: il cuore e il respiro sono ripartiti».

Nel frattempo il 118 è sopraggiunto con l’elisoccorso. «I soccorritori ci hanno fatto i complimenti: la coincidenza che avessimo le nozioni di primo soccorso è stata favorevole. Non mi era mai successo di farlo dal vivo, ma sul momento ho saputo esattamente cosa fare – continua – Ho realizzato cosa fosse successo quando il medico dell’elisoccorso, giovane ma competente, ci ha detto che gli avevamo dato una chance».

L’uomo è stato poi verricellato e trasportato in elisoccorso all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia. Il codice indicato è rosso. «Il medico, decretata la diagnosi, ci ha ringraziato: se non avessimo da subito iniziato con le manovre di rianimazione, quell’uomo sarebbe stato un codice nero – racconta – Non appena è ripartito l’elicottero, ho realizzato: abbiamo soccorso un uomo mettendo in pratica ciò che ci è stato insegnato anni prima, il Blsd (Basic Life Support and Defibrillation) è importante. Permette di salvare una vita o quantomeno di dargli una chance».

“Un intervento sceso dal cielo”

Nei giorni scorsi la splendida notizia: l’uomo si è ripreso ed è ritornato a parlare. E’ tuttora ricoverato in ospedale ma le sue condizioni sono in miglioramento. «Siamo rimasti in contatto con la ragazza che era con lui, che ci ha ringraziato – chiude Pozzoli – Voglio sottolineare che il defibrillatore è fondamentale: saperlo usare è importantissimo e i corsi di primo soccorso dovrebbero essere erogati a tutti. Questa situazione ha dimostrato come possano salvare una persona».
La testimonianza di quei momenti è arrivata anche da Anna, che in quella mattinata accompagnava il collega 54enne in montagna. «Si è ripreso nei giorni scorsi, è tornato a parlare e a muoversi – afferma – Sono rimasta in contatto con Simone e Barbara, che ho ringraziato di cuore. Non sono un medico, ma quello che è successo è sceso dal cielo al momento giusto». La donna ha assistito a tutta la scena: momenti concitati e difficili. «Stavamo camminando insieme, quando ha avuto quel malore – racconta – Io e lui lavoriamo insieme da quasi 24 anni ed è stato difficile vederlo così. Ma quel massaggio cardiaco gli ha salvato la vita: nel momento terribile abbiamo trovato due persone che sapevano cosa fare, io ero nella disperazione più totale ma loro sono stati bravissimi. Siamo rimasti in contatto: appena sarà possibile, vorremmo incontrarli personalmente».