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Medico in pensione dopo 40 anni in camice: "Ora aiuterò a vaccinare"

Il Giornale di Cantù regala ai lettori di Primacomo.it le più belle storie raccontate nel corso del 2021 sulle pagine del nostro settimanale.

Medico in pensione dopo 40 anni in camice: "Ora aiuterò a vaccinare"
Attualità Canturino, 01 Gennaio 2022 ore 17:04

Medico curante storico di Cermenate è andato in pensione: «Dopo quarant’anni di servizio ora mi sono messo a disposizione per fare il medico vaccinatore». Massimo Perfetti, conosciutissimo medico di medicina generale, è andato in pensione, lasciandosi alle spalle quarant’anni di professione. Classe ’51, milanese di nascita, da pochi mesi ha compiuto 70 anni.

Medico in pensione dopo 40 anni in camice: "Ora aiuterò a vaccinare"

Si è trasferito a Cermenate da piccolissimo, nel 1956, a seguito della vincita da parte del padre veterinario della «Condotta di Cermenate», e proprio a Cermenate ha sempre vissuto ed esercitato la sua professione, presso l’ambulatorio di via Scalabrini 24: «Ho fatto il medico di medicina generale per una grande fetta della mia vita – afferma il dottor Perfetti – Sono stati anni intensi nei quali ho avuto degli ottimi rapporti con i miei pazienti. Gli ultimi due anni, con la pandemia da Covid-19, sono stati molto pesanti sia per la burocrazia a cui siamo stati sottoposti, sia per la quantità di persone che hanno contratto il virus che avevano bisogno del mio aiuto. Ho avuto tante soddisfazioni dai miei pazienti e mi è dispiaciuto molto andare in pensione. Se avessi potuto avrei continuato a svolgere il lavoro che amo, ma per ragioni di limiti di età non ho potuto continuare. In quarant’anni di servizio ho curato almeno tre o quattro generazioni di ogni famiglia. Pertanto è inevitabile che si vengano a stabilire dei legami affettivi e di reciproca stima che vanno al di là della professione e del rapporto medico-paziente. Senza dubbio è stata un’esperienza positiva della mia vita».

Durante gli anni di servizio sono state molteplici le soddisfazioni personali: «Per me rappresentava una soddisfazione il ringraziamento da parte dei familiari dei pazienti deceduti per l’assistenza data fino all’ultimo. Invece quella che considero una grandissima soddisfazione sono le reazioni dei miei pazienti quando hanno scoperto che sarei andato in pensione. Molte persone mi hanno detto che sono stato un punto di riferimento importante in questi anni e sentirmi dire queste parole mi ha commosso non poco. Questa vicinanza da parte dei miei pazienti mi fa capire che probabilmente ho lasciato il segno, e non c’è cosa più gratificante per un medico di questo. Mi hanno commosso anche le manifestazioni d’affetto da parte di gente da cui non me lo sarei mai aspettato».

Il medico ricorda con nostalgia e genuina malinconia quella che era la sua passione: «Certe sensazioni e certi ricordi sono indelebili. Mi dispiace aver lasciato il mio mestiere, anche se alla fine ero stanco non tanto del mio lavoro quanto del carico burocratico. Spero di aver lasciato un bel ricordo nei miei pazienti. Mi sono sempre trovato bene anche con i colleghi di Cermenate, con cui sono in ottimi rapporti e ci siamo sempre sostenuti a vicenda. Avrei potuto andare in pensione prima ma ho continuato finché ho potuto perché io amo il mio lavoro».

Massimo Perfetti spiega come la passione per la medicina sia di famiglia: «Ho la passione per la medicina da sempre. Mio padre era un veterinario e mi ha trasmesso un po’ la passione. Da quando ero alle medie il mio sogno era quello di diventare un dottore e alla fine sono riuscito a realizzarlo. Penso che sia nel dna della famiglia: mio padre veterinario, mia sorella medico e ora mia figlia si è laureata in medicina. Ho sempre voluto fare il dottore, da giovane non mi ero posto nessun piano b. Non mi sarei mai visto in altra veste e sono contento della mia scelta».

Lo storico medico di base si è espresso chiaramente anche sui vaccini: «Io penso che fare il vaccino sia fondamentale. Per riempire il mio tempo mi sono messo a disposizione per fare il medico vaccinatore. Se vogliamo tornare alla normalità è indispensabile vaccinarsi. Sono assolutamente pro al vaccino e ho sempre spinto i miei pazienti a farlo. La vaccinazione impedisce di finire in ospedale o in terapia intensiva».

Sergio Barberi

(Giornale di Cantù, sabato 21 agosto 2021)

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