Iniziativa

Monte San Primo: il 6 marzo presentazione del libro di Nunzia Rondanini

A organizzare l'evento è la Biblioteca comunale, con la collaborazione del coordinamento "Salviamo il Monte San Primo" e del Circolo Ambiente "Ilaria Alpi".

Monte San Primo: il 6 marzo presentazione del libro di Nunzia Rondanini

L’evento sarà un’occasione per riflettere sui modelli turistici da adottare per un territorio montano, in cui è necessario coniugare il rispetto della natura con la fruibilità dei luoghi e con le attività economiche delle comunità locali

Il punto sullo stato di avanzamento del progetto

Si terrà venerdì, 6 marzo, alle 21, presso la sala consiliare di Rezzago, la presentazione del libro di Nunzia Rondanini “San Primo. Una montagna straordinaria. Un progetto da riconsiderare”. Interverrà anche Roberto Fumagalli, presidente del Circolo ambiente “Ilaria Alpi”, che farà il punto della situazione sullo stato di avanzamento del contestato progetto che prevede di riportare lo sci sul monte San Primo. L’incontro sarà arricchito dalla proiezione del docufilm sul San Primo “The Last Skiers”, diretto dalla regista erbese Veronica Ciceri.

“Un’analisi critica degli interventi previsti”

Il libro “San Primo. Una montagna straordinaria. Un progetto da riconsiderare” nasce a seguito del vivace dibattito a livello locale, ripreso anche a livello nazionale e perfino internazionale, legato al contestato progetto voluto dalla Comunità montana del Triangolo lariano e dal Comune di Bellagio per “rilanciare il turismo” nel territorio del Monte San Primo:

“Il libro vuole essere, innanzitutto, un omaggio al San Primo e alla sua storia, che l’architetto Rondanini conosce molto bene, avendolo frequentato assiduamente fin da bambina. Proprio a partire da questa esperienza personale, nel libro si sviluppa poi un’analisi critica degli interventi previsti dal contestato progetto di rilancio turistico “OltreLario”, che prevede di riportare nuovi impianti sciistici e di innevamento artificiale presso la località Alpe del Borgo, posta ad un’altitudine di circa 1.200 metri, dove si prevede che nevicherà sempre meno e in modo sempre più frammentario, a causa degli effetti del riscaldamento globale. Non è un caso che tali interventi abbiano suscitato forti perplessità presso l’opinione pubblica, che li giudica alquanto miopi e anacronistici, e che essi abbiano condotto a una mobilitazione crescente da parte di cittadini, associazioni civiche e amanti della montagna”.