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Nel filmato "Fino alla vetta" la nipote Marta racconta un Jack Canali inedito

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Nel filmato "Fino alla vetta" la nipote Marta racconta un Jack Canali inedito
Attualità Erba, 04 Gennaio 2023 ore 09:00

La giovane di Buccinigo ha realizzato una tesi per la laurea in Nuove Tecnologie dell’Arte all’ l’Accademia di Belle Arti di Brera.

Nel filmato "Fino alla vetta" la nipote Marta racconta un Jack Canali inedito

L’eredità dell’esperienza umana e alpinistica di Giancarlo Canali, detto Jack (1928-1972) figura storica dell’alpinismo erbese, protagonista di importanti imprese sulle Alpi e sulle montagne del mondo, è raccolta nel filmato "Fino alla vetta" realizzato dalla nipote dello scalatore, Marta Zara, di Buccinigo d’Erba. Il video è stato realizzato nell’ambito della tesi presentata giorni fa dall’autrice in occasione della sua laurea in Nuove Tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.

La ricerca della giovane erbese ha origine dal desiderio di "conoscere la propria storia e riscoprire concetti e valori come la determinazione, la sicurezza di sé e il sapersi ascoltare", focalizzando l’attenzione sugli aspetti emotivi e psicologici e sulle risonanze interiori che accompagnano la pratica dell’alpinismo, indagate attraverso concrete vicende vissute.

La storia di Jack Canali e il suo percorso

Riferimento fondamentale di questo percorso è la storia di Jack Canali, guida alpina, istruttore di alpinismo e maestro di sci di Albavilla, "che ha fatto molte spedizioni e ha raggiunto tanti obiettivi", rimanendo sempre fedele alla sua passione per la montagna nonostante gli ostacoli e le difficoltà incontrate sul suo cammino. Il filmato è frutto di una vera e propria immersione nelle fonti documentarie che ripercorrono la carriera dell’alpinista di Albavilla: in primis, le pellicole di filmati amatoriali girati in super 8 e 16 mm, testimonianze d’altri tempi e di differenti contesti geografici, dall’America all’Alaska all’Africa, e specchio della "personale visione del mondo di chi le ha girate".

Molte delle immagini si riferiscono alla spedizione del 1961 che portò un piccolo drappello di alpinisti italiani, guidati dal lecchese Riccardo Cassin , alla prima scalata della parete sud del Monte McKinley, in Alaska: a commentarla nel video è la voce di Luigino Airoldi, amico e compagno di avventure di Jack, che con lui partecipò all’impresa. Recentemente celebrata a Lecco e rievocata con una mostra, la salita al McKinley ricevette il personale encomio del presidente John F. Kennedy. Jack Canali vi riportò la perdita delle dita dei piedi per congelamento. Fra i suoi appunti inediti si legge: "Gli alpinisti devono essere un po’ folli. Non so dirvi il perché, ma la gioia che mi dà la montagna, mi faceva superare ogni dolore e pena".

I ricordi inediti annotati da Jack per un libro che stava scrivendo

Di particolare interesse, nel filmato di Marta Zara, sono i ricordi inediti annotati da Jack per un libro che stava scrivendo, destinato a rimanere incompiuto dopo la sua scomparsa nel 1972, a 43 anni, travolto da una slavina. Agli esordi della sua attività, Jack Canali andò a scalare il Cervino partendo da Albavilla in bicicletta. Le prime opportunità di viaggiare lo portarono sulle Ande, in Colombia, con una spedizione che conquistò ben 21 cime vergini. Accanto all’impresa della parete sud del McKinley, si ricordano molte sue importanti salite sulle Alpi, fra cui la parete Nord delle Grandes Jorasses e un intervento di salvataggio estremo sulla parete nord-est del Badile. In terra africana accompagnò due alpiniste sui monti Kenya e Ruwenzori.

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