L’associazione ProTin Odv ha donato alla Neonatologia un sistema di transilluminazione, modello Astodia DIA 100: un gesto rivolto ai neonati prematuri, pazienti più piccoli.
Cura dei neonati prematuri
Un gesto di grande valore, rivolto ai più piccoli pazienti dell’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia: l’associazione ProTin Odv ha donato alla Neonatologia un sistema di transilluminazione, modello Astodia DIA 100, per un valore complessivo di 1.680 euro. Il dispositivo è uno strumento utile per il lavoro clinico quotidiano in Terapia Intensiva Neonatale: consente la visualizzazione non invasiva dei vasi sanguigni nei neonati, attraverso un sistema di illuminazione a led con lunghezze d’onda specifiche. Questo permette al personale medico e infermieristico di individuare vene periferiche e strutture sottocutanee con maggiore precisione, facilitando l’inserimento sicuro e rapido di cateteri o accessi venosi, operazioni particolarmente delicate nei neonati prematuri o critici.

“Ennesimo gesto di supporto”

Il sistema
Tutti i piccoli pazienti della TIN necessitano di accessi venosi attraverso i quali ricevere i farmaci, le infusioni e, spesso, anche la nutrizione parenterale. Posizionare un accesso venoso, sia che si tratti di una cannula periferica, sia che si tratti di un catetere centrale, è spesso difficile poiché le vene non sono né visibili, né palpabili, come avviene invece per i pazienti più grandi e per gli adulti. La puntura con l’ago è dolorosa ed è fonte di stress per il neonato, pertanto è importante che la manovra vada a buon fine rapidamente, evitando così più tentativi. Una metodica di supporto agli operatori è proprio la transilluminazione: una fonte di luce fredda ad alta intensità (gialla o rossa in base alla tipologia del paziente) posta sotto l’arto del neonato che permette di identificare con maggiore sicurezza la vena da pungere e di seguirne il decorso, rendendo quindi la manovra non solo più semplice ma, soprattutto, meno stressante per i neonati. Questa modalità operativa può essere utilizzata anche durante i prelievi ematici, procedura che, vista la complessità dei pazienti, viene eseguita quasi quotidianamente. Si tratta di uno strumento semplice da usare, in quanto richiede un addestramento minimo, le dimensioni sono piccole e quindi è possibile portarlo anche durante gli STEN (servizi di trasporto di emergenza neonatale), agevolando gli operatori nell’assistenza e nella stabilizzazione dei pazienti outborn, prima di trasferirli in Terapia Intensiva Neonatale.