l'insegnamento della studentessa

Olha racconta con l’arte gli orrori della guerra e porta una tesi da lode

La giovane ucraina, studentessa al Comprensivo di Tavernerio, ha rivisitato il Guernica

Olha racconta con l’arte gli orrori della guerra e porta una tesi da lode

Fuggita dalla guerra in Ucraina Olha, 13 anni, porta agli Esami di Stato l’arte per raccontare gli orrori della guerra nel suo paese.

“Il mio modo per gridare che ogni umano ha il diritto di vivere in pace”

A seguito degli esami di Stato che si sono concluse a giugno, una prova è spiccata tra tutte per la sua eccellenza al Comprensivo «Don Milani» di Tavernerio: quella di Olha Diduck, studentessa ucraina della 3B. «Olha è giunta in Italia con l’inizio della guerra in Ucraina – dice la professoressa Laura Tettamanti, docente di lettere della 3B, coordinatrice della classe, che ha fatto dell‘inclusione il suo motore propulsivo – ed è stata inserita nella scuola primaria di Tavernerio in quinta elementare.  Il suo percorso di studio è sempre stato distinto dall’impegno e dalla volontà di imparare una nuova lingua, un nuovo alfabeto e adattarsi a una scuola nuova. Ha affrontato l’esame di terza media dimostrando un’eccellenza per studio umile e serio, nonché capacità espressiva. Ha presentato alla commissione una sua personale rivisitazione di Guernica in una tavola 70X100: un inno alla Pace e all’art.11 della nostra Costituzione».
Così la studentessa ha raccontato il capolavoro che le è valso il 10 e lode agli esami. «Ho scelto di fare questo progetto perché l’arte, per me, è un mezzo per esprimere ciò che a volte le parole non riescono. Volevo unire il quadro Guernica di Pablo Picasso, con la realtà che il mio popolo sta vivendo oggi per raccontare la sofferenza, ma anche la grande forza, dell’Ucraina».
E poi la parte connessa allo studio dell’inglese, in cui, tradotto, ha sottolineato «L’arte è una arma potente contro la violenza: questo lavoro è il mio modo per gridare che ogni essere umano ha il diritto di vivere in pace e libertà». Poi la spiegazione: «Per realizzare questa opera ho lavorato molto sulla scomposizione geometrica tipica del Cubismo. Ho studiato i simboli originali e li ho riadattati alla mia guerra, inserendo elementi e fatti reali che hanno avuto per me un grande valore e sono rimasti nel mio cuore fin dall’inizio: il bambino da solo che i genitori mandarono ad attraversare la dogana per salvarsi, l’aereo più grande del mondo costruito in Ucraina chiamato “ Mriya” ovvero “Sogno” che fu distrutto nei primi giorni della guerra, oppure la foto del cuore pulsante di Kyiv, la piazza Maidan Nezalezhnosti che oggi è riempita totalmente di foto dei ragazzi uccisi, grazie ai quali possiamo credere in un futuro per l’Ucraina. Sul mio disegno troviamo anche altri simboli come una mamma che tiene il suo bambino in mano in un rifugio, due occhi tristi che chiedono “ perchè questa guerra ?” e “ quando finirà?». In matematica la studentessa ha applicato le formule delle figure piane e dei solidi «per strutturare al meglio la composizione e dividerla in forme geometriche e così da dare il giusto senso di profondità al disegno. Come si può notare, la maggior parte dei dettagli è costruita proprio su forme geometriche. Per svolgere questo compito autentico ho impiegato circa due settimane di lavoro intenso, soprattutto perché rappresentare in un foglio una guerra, che vivi sulla tua pelle, è molto difficile perché bisogna fare parità tra quello che ti dice il cuore e il cervello. Ho diviso il tempo in tre fasi precise: nei primi giorni mi sono dedicata alla ricerca delle immagini reali della guerra e a capire come sostituire i simboli di Picasso; poi ho cercato di mettere sul foglio tutti i miei pensieri, e infine, ho unito tutto con i colori acrilici scuri e cupi come quelli dell’opera originale. Questo disegno però non è nato dal nulla, ma rappresenta il punto di arrivo di un percorso annuale custodito nel mio Portfolio, incentrato sui diritti umani e sulla dignità della persona. Per unire il mio compito autentico con la gita a Napoli, fatta con la scuola, ho scelto due articoli della Costituzione italiana: l’articolo 11 e 1. La guerra in Ucraina rappresenta la violazione più brutale dell’Articolo 11 della Costituzione, che afferma che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”. Anche se l’Articolo 1 della Costituzione afferma che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, in contesti difficili come quello di Napoli questa regola viene spesso violata dal lavoro in nero e dallo sfruttamento della criminalità organizzata. Concludo dicendo che questo compito autentico mi ha aiutato a capire che l’arte non appartiene solo al passato: Guernica è viva ancora oggi ogni volta che un popolo soffre, e spero che il mio disegno possa essere un piccolo contributo per non dimenticare e per continuare a desiderare la pace».
Dalla professoressa Tettamanti sono arrivate le lodi per il lavoro svolto. «Questa tredicenne con serietà e abnegazione ha imparato in quattro anni l’italiano, ha studiato, ha letto e fatto sua la nostra Costituzione, la più bella del mondo, dimostrando eccellenti doti di maturità e di capacità interdisciplinare».
I complimenti per l’eccellente lavoro sono stati espressi anche dal dirigente scolastico Flavio Pavoni: «Quella di Olha è una bellissima storia di inclusione e successo scolastico di un’alunna ucraina, fuggita dalla guerra, che ha concluso il percorso scolastico con l’esame di terza media brillantemente con un dieci e lode meritatissimo – ha commentato – presentando un lavoro che dimostra una grandissima maturità, rivisitando il famoso quadro di Guernica con cura dei particolari incredibile».