Incontro

Ospedale, assemblea dei sindacati con il personale del Punto nascita

E' stato avviato un confronto per definire percorsi di ricollocazione per le lavoratrici e i lavoratori interessati dalla riorganizzazione.

Ospedale, assemblea dei sindacati con il personale del Punto nascita

Domani, mercoledì 7 ottobre, le organizzazioni sindacali incontreranno i lavoratori e, parallelamente, proseguiranno il confronto con la direzione aziendale per garantire la tutela occupazionale di tutte le persone coinvolte e la massima trasparenza sull’evoluzione del percorso

Sono 24 i dipendenti coinvolti tra ostetriche, infermieri, Oss, puericultrici e coordinatrice

La chiusura del Punto nascita dell’Ospedale di Erba è una decisione ormai concreta: le organizzazioni sindacali – Fp Cgil Como, Cisl Fp dei Laghi e Uil Fpl Como –  sostengono a gran voce che lavoratrici e lavoratori hanno diritto a risposte chiare, tempi certi e garanzie reali. Il personale coinvolto, esclusa la dirigenza medica, comprende 24 lavoratrici e lavoratori: nove ostetriche, una coordinatrice, cinque infermieri pediatrici, sette Oss e due puericultrici.

Il percorso ricostruito in un incontro con la direzione

L’assemblea di domani arriva a seguito di un incontro avuto tra la direzione dell’Ospedale e le organizzazioni sindacali la scorsa settimana. Al centro del confronto, la chiusura del Punto nascita e le conseguenze organizzative per il personale. La direzione ha ricostruito il percorso che ha condotto alla chiusura, richiamando il Decreto ministeriale che fissa in 500 parti annui la soglia minima per il mantenimento di un Punto nascita. Per il 2026, a Erba sono previsti circa 250 parti, appena la metà della soglia stabilita; inoltre, sia il comitato Percorso Nascita di Ats Insubria sia quello regionale hanno espresso parere favorevole alla cessazione del servizio.

“Perché si discute solo ora dei dati, quando da anni si conoscono le criticità?”

Dati che fanno riflettere, ma che non sono emersi all’improvviso. Lo dichiarano i sindacati:

“Come organizzazioni sindacali abbiamo espresso forte preoccupazione. Non soltanto per il progressivo ridimensionamento dell’offerta sanitaria nel territorio erbese, ma anche per le ricadute sulle lavoratrici e sui lavoratori coinvolti. Il mancato raggiungimento dei volumi previsti dalla normativa è infatti noto da anni. Perché, allora, si arriva a discuterne soltanto quando i margini di intervento sono ormai ridotti? La vicenda del Punto nascita dovrebbe indurre tutti a una riflessione. Oggi si moltiplicano appelli, prese di posizione e richieste di intervento. E’ positivo che il futuro dell’Ospedale di Erba torni al centro dell’attenzione pubblica, ma questa attenzione avrebbe dovuto tradursi per tempo in un monitoraggio costante, in una visione complessiva e in una reale capacità di programmazione. Quando si parla di sanità non basta prendere atto degli standard o intervenire quando i margini di scelta sono ormai ridotti: occorre promuovere un confronto continuo tra tutti i soggetti coinvolti, affrontare le criticità prima che diventino irreversibili e costruire risposte coerenti con i bisogni della popolazione”.

L’impegno deve partire da sindaci e politici regionali e parlamentari

Governare significa programmare, intervenire per tempo e assumersi la responsabilità delle scelte:

“Vale anzitutto per l’assemblea dei sindaci del distretto erbese, chiamata a concorrere alla lettura dei bisogni del territorio e al confronto sulla programmazione dell’offerta sociosanitaria, e vale allo stesso modo per i rappresentanti politici impegnati a livello regionale e parlamentare. Informare e coinvolgere costantemente cittadine e cittadini significa esercitare fino in fondo il mandato di rappresentanza e consentire alla popolazione di essere parte attiva delle scelte, non soltanto destinataria delle decisioni”.