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“Ottobre Rosa”: in Consiglio regionale la cerimonia di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al seno

Presenti Alessandro Fermi, Letizia Moratti, Daniela Giangreco, Rosanna D'Antona, Anna Maria Mancuso, Emanuele Monti e Attilio Fontana.

“Ottobre Rosa”: in Consiglio regionale la cerimonia di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al seno
Attualità Como città, 19 Ottobre 2022 ore 10:18

"Il lavoro delle organizzazioni di volontariato che si prefiggono l’obiettivo di rispondere ai molteplici bisogni delle donne è davvero prezioso. Come è di straordinaria importanza diffondere una sempre maggiore cultura della prevenzione, parlare di cancro al seno coinvolgendo istituzioni, mondo scientifico, mondo del volontariato e pazienti. La parola d’ordine è: vincere la paura! Con delicatezza e coraggio, non dobbiamo lasciare solo nessuno".

Con queste parole il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi ha introdotto la cerimonia di sensibilizzazione per la prevenzione del tumore al seno che si è svolta nell’Aula consiliare alla ripresa dei lavori pomeridiani.

"Ottobre Rosa": i presenti alla cerimonia

All’intervento del Presidente Fermi, ha fatto seguito quello della Vice Presidente di Regione Lombardia e Assessore al Welfare Letizia Moratti: sono poi intervenute Daniela Giangreco, responsabile della prevenzione primaria della Lega Italiana per la lotta contro i Tumori; Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna; Anna Maria Mancuso, Presidente di Salute Donna; Emanuele Monti, Presidente della Commissione regionale Sanità e Politiche sociali. Le conclusioni sono state affidate al Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

I commenti di Monti e Giangreco

"Ogni anno in Italia 55mila donne si ammalano di tumore al seno. La ricerca scientifica ha compiuto passi da gigante: oggi, infatti, se il tumore è diagnosticato in fase iniziale, le possibilità di guarire superano il 90%. Sono anni che il mese di ottobre rappresenta un momento unico di informazione, condivisione e prevenzione grazie anche all’impegno e alle iniziative messe in campo da Regione Lombardia, da sempre molto sensibile su questi temi e molto attenta a recepire i contributi e le indicazioni delle associazioni che operano direttamente sul campo e mettendo ogni volta il paziente al centro dei propri interventi legislativi e finanziari" ha sottolineato il Presidente della Commissione regionale Sanità e Politiche sociali Emanuele Monti.

"Grazie alle undici associazioni provinciali distribuite sul territorio lombardo, il mese rosa di LILT rende la prevenzione capillare e accessibile a tutte le donne. Oltre 5mila visite gratuite offerte negli ambulatori e a bordo di due nuove unità mobili sono il nostro contributo concreto alla ripartenza della diagnosi precoce dopo la pandemia e alla promozione della cultura della salute delle donne" ha ricordato Daniela Giangreco della LILT Lombardia.

Le parole di D'Antona e Mancuso

"Questo appuntamento annuale dove la società civile, il volontariato e gli advocates incontrano le istituzioni è un segno di come il dialogo, all'interno del sistema sanitario, sia sempre più intenso e completo. Le istanze delle due parti sono esposte, comprese ed integrate con il fine ultimo di essere sempre più rispondenti ai bisogni delle pazienti. Segno che tutto si muove in un'ottica di comprensione reciproca ed efficienza" ha aggiunto Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia.

"C'è un detto che dice: 'prevenire è meglio che curare', cosa c'è di più vero? La prevenzione salva la vita e lo testimoniano le migliaia di donne che a seguito di un tumore della mammella sono guarite: tra queste anch'io. Ecco perché Salute Donna è in prima linea per diffondere stili di vita corretti, come la sana alimentazione, la lotta al fumo e l'adesione agli screening mammografici. In questo mese di sensibilizzazione del tumore al seno molte piazze della Lombardia vedono la presenza del nostro camper della salute e dei volontari medici impegnati a fare visite gratuite alla popolazione: se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna” ha concluso Anna Maria Mancuso, Presidente di Salute Donna.

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