Settecento chilometri in sella alla sua bicicletta per sostenere la Lilt. Godere le bellezze del territorio, le prime giornate d’autunno, il fascino selvaggio della Sardegna e, nel contempo, promuovere uno stile di vita sano facendo conoscere il valore della prevenzione nella lotta contro i tumori.
In bici al sostegno della Lilt
L’appianese Enzo Tettamanzi, 60 anni, titolare del negozio di biciclette “ET Bike” è salito in sella alla sua due ruote partecipando al progetto “L’isola diversa”, promosso dall’associazione La Storia in Bici. Non la prima volta: Tettamanzi, infatti, è un aficionado delle cicloturistiche a fin di bene. Quella andata in scena dal 26 settembre al 3 ottobre è stata da incorniciare, con una novantina di partecipanti e dieci tappe toccate, da Cagliari a Sassari, passando per Nora, Sant’Antioco, Buggerru, Oristano, Macomer, Nuoro, Bitti, Pattada, Castelsardo e Laerru. “Per 20 anni ho lavorato per una multinazionale – racconta Tettamanzi – La biciclette, però, l’ho sempre avuta nel cuore e, da giovane, ho corso per l’Us Cassina Rizzardi”. Dieci anni fa, grazie anche all’amicizia con Ernesto Colnago, la decisione di aprire un negozio di vendita di biciclette.
Pedalando si fa del bene
“Quattro anni fa, invece, tramite la famiglia Briccola, ho conosciuto l’ideatore dell’associazione La Storia in Bici. Mi ha colpito subito la voglia di unire la scoperta del territorio italiano, alla cultura, e alla sensibilizzazione nella lotta contro i tumori”. Partner delle cicloturistiche, infatti, è proprio la Lilt che, grazie a questa idea è riuscita ad avere ancora più risonanza nel promuovere stili di vita sani. “A maggio ho partecipato anche al tour “Da L’Aquila ad Assisi”, nel segno di San Francesco – prosegue Tettamanzi – A settembre, invece, c’è stato il giro della Sicilia: otto giorni fantastici. Anche quello in Sardegna si è svolto con le stesse caratteristiche: si pedala a una velocità costante di un trentina di chilometri all’ora. Insieme a me c’erano 12 comaschi, tra cui alcuni del gruppo Spina Verde”. Due giorni prima della partenza, la trasferta verso Cagliari, le bici e le valigie spedite il giorno successivo. Poi, l’inizio della pedalata. “Il benessere della persona è centrale in queste iniziative: alla base, il desiderio di far a capire come uno stile di vita sano sia in grado di aiutare la prevenzione”. Un altro traguardo raggiunto, quindi, che si unisce alle altre imprese compiute, tra cui la cicloturistica legata alla storia dell’industria italiana o a quella pensata in occasione del centenario della fine della Prima guerra mondiale.