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l'appello

Più di venti realtà dicono "no" alla Canturina Bis: "Pensiamo a una mobilità alternativa"

Utilizzare i fondi per incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici.

Più di venti realtà dicono "no" alla Canturina Bis: "Pensiamo a una mobilità alternativa"
Attualità Canturino, 20 Novembre 2021 ore 17:45

Più di venti realtà dicono "no" alla Canturina Bis: "Pensiamo a una mobilità alternativa".

Più di venti realtà dicono "no" alla Canturina Bis: "Pensiamo a una mobilità alternativa"

Mentre si discutono percorsi e progetti, c'è chi è categoricamente contrario alla Canturina Bis perché diluire il traffico su più strade non è l'alternativa. Ecco il comunicato di più di 20 realtà associative che chiedono alle amministrazioni comunali di ripensarci.

"Da più parti si leva un coro di richieste di nuove strade senza le quali, sembra, non sia più possibile far funzionare il territorio e le nostre economie. E’ la totale incapacità di immaginare una differente mobilità che porta inevitabilmente a riproporre un modello consolidato: diluire il traffico costruendo una nuova strada. Noi gruppi ambientalisti proponiamo invece una valutazione complessiva: dei flussi di traffico, degli elementi attrattivi sul territorio, della distribuzione delle infrastrutture sociali e della presenza delle alternative date dai mezzi pubblici e dalla mobilità dolce.

Dal basso, noi chiediamo un cambiamento sulle politiche di mobilità, certi che sia il momento giusto. E' infatti possibile, per noi, costruire, adottare e veicolare sul territorio una mobilità diversa basata sui trasporti pubblici, in modo che le persone siano spinte dalle scelte politiche a cambiare il proprio modo di muoversi. Se non ora, quando?

Gli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici e la necessità di agire per contrastare l'aumento delle emissioni di gas serra ci impongono di prendere una direzione. Dobbiamo scegliere se continuare ad abusare di una natura ormai devastata oppure ridurre drasticamente le emissioni inquinanti dovute al traffico veicolare. Oggi abbiamo a disposizione tutti gli strumenti possibili per decongestionare il traffico cittadino. Abbiamo la possibilità di applicare sul nostro territorio scelte che sono già state prese in altre città e che mirano a ridurre le emissioni del settore dei trasporti.

Oggi le amministrazioni di Cantù e Mariano - con la supervisione della provincia di Como e con i finanziamenti della regione - hanno la possibilità di costruire un piano dei trasporti che sia davvero sostenibile e che contempli il potenziamento dell'offerta del trasporto pubblico per alleggerire il carico veicolare dalle strade, l'efficientamento dell'integrazione ferro-gomma nei pressi delle stazioni, il miglioramento del servizio ferroviario sulla Como-Lecco e la gratuità dei mezzi collettivi.

Per noi serve studiare una mobilità sostenibile nei fatti, una mobilità che punti sull’utilizzo dei treni e bus, la cui efficienza garantisca un miglioramento del servizio attraverso orari coerenti e compatibili, con l’obiettivo di renderli competitivi. Anche le politiche di governo del territorio vanno riviste. Non si può continuare a collocare strutture commerciali della distribuzione e della logistica senza nemmeno porsi il problema del traffico supplementare, sia privato sia delle merci, che esse ingenerano. La pianificazione urbanistica deve considerare questo impatto ponendo dei limiti decisi a questa tipologia d’insediamenti.

Allo stesso tempo, seguendo le iniziative prese da numerose altre città italiane, sull'esistente, le nostre amministrazioni potrebbero adottare piani urbani della logistica sostenibile per risolvere i problemi legati al traffico merci. Analizzando quindi i flussi, origine e destinazione del traffico pesante e individuando poi soluzioni puntuali al problema. Secondo noi non esiste una Canturina Bis sostenibile. Qualsiasi tracciato che viene proposto dai vari gruppi politici è pensato comunque per una mobilità privata su gomma. Non saranno né le compensazioni ambientali né le gallerie a rendere l'opera “green”.

Quello che chiediamo è che si finisca di incentivare le persone a muoversi in auto, perché dobbiamo essere consapevoli che anche quando ci sarà un rinnovamento delle auto verso l'alimentazione elettrica, le criticità ambientali non saranno risolte. Facciamo in modo che almeno gli spostamenti quotidiani possano avvenire con i mezzi pubblici. Cogliamo l'occasione data dall'ultima delibera dell'amministrazione provinciale che "frena" sulla Canturina Bis per chiedere alle amministrazioni di fermarsi un attimo e cercare di capire se sia possibile costruire delle alternative a quest'opera stradale impattante sul parco regionale delle Groane e della Brughiera.

Siamo disponibili fin da subito al confronto con tutte quelle forze politiche e istituzioni che credono che un cambiamento sia possibile. La sfida globale dei cambiamenti climatici va risolta anche a partire dalle questioni ecologiche locali. Fermiamo gli insensati progetti della Canturina Bis e della tangenzialina ovest di Mariano Comense. Facciamolo per il nostro pianeta!"

I gruppi firmatari:
Amici della Brughiera – Mariano
Associazione Calnach Cremnago di Inverigo
Associazione ChiaraBib
Associazione Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera
Associazione Demas Da Fa
Associazione Il Gambero
Associazione L'Ontano
Associazione Le Contrade Inverigo
Circolo Ambiente Ilaria Alpi
Collettivo l'84
Comitato No alla Strada nel Parco
Comitato pendolari Como-Lecco
Comitato Sentiero Pedemonte Como-Lecco
Fridays For Future Como
Gruppo Naturalistico della Brianza
Impulsi, Sostenibilità e Solidarietà – Meda
Legambiente Cantù
Legambiente Seregno
Legambiente Seveso
Unione degli Studenti Como
We For The Planet
WWF Insubria
WWF Lombardia
Sinistra e Ambiente – Meda

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