Sedici edizioni, dieci anni di lavoro e una storia che continua a crescere mantenendo salde le proprie radici lariane.
Presentata la nuova edizione di “Cucinare al fresco”, il ricettario del carcere Bassone
È stata presentata venerdì 19 giugno, all’interno di uno dei giardini della Casa Circondariale del Bassone di Como, la nuova edizione del ricettario Cucinare al Fresco, progetto editoriale e formativo nato quasi in sordina tra le mura dell’istituto comasco e diventato nel tempo un modello replicato anche in altre realtà penitenziarie italiane.
Il sostegno e il valore territoriale
La nuova uscita rappresenta un ulteriore tassello di un percorso che negli anni ha saputo trasformarsi e consolidarsi grazie alla partecipazione di detenuti e sostenitori del territorio. A rendere possibile questa sedicesima edizione è il sostegno di Inner Wheel Club Erba e Laghi, che ha scelto di accompagnare il progetto non soltanto attraverso un contributo economico, ma con una presenza concreta e continuativa.
Il cuore del progetto al Bassone
Se il format ha trovato spazio anche oltre Como, il cuore del progetto continua a battere al Bassone, dove nel corso degli anni si sono alternati numerosi redattori alle scrivanie della redazione. Un avvicendamento che non è stato segnato dall’abbandono, ma dal compimento di percorsi personali e dal ritorno alla vita fuori dall’istituto.
Un laboratorio di cucina e narrazione
Alla base di Cucinare al Fresco c’è un lavoro di redazione che nasce dall’esperienza quotidiana delle persone detenute. Le ricette raccolte nel ricettario vengono infatti ideate, sperimentate e raccontate direttamente dai redattori all’interno delle proprie stanze di detenzione, utilizzando esclusivamente strumenti consentiti e ingredienti disponibili nella quotidianità dell’istituto. Un esercizio che va oltre l’aspetto gastronomico: ogni preparazione diventa occasione di confronto, organizzazione, creatività e narrazione di sé, trasformando un gesto ordinario in uno spazio di espressione personale e condivisione.
La redazione e il coordinamento
Oggi il volto della redazione è cambiato rispetto a quello degli esordi. Tra computer, appunti scritti a mano e pagine da costruire giorno dopo giorno, a dare forma a questo nuovo numero sono stati Ardit, Jimmy, Denis, Luigi, Michele, Gian Piero, insieme a Cristian e Max: una squadra che continua a dimostrare come la creatività, la formazione e il lavoro condiviso possano diventare strumenti concreti di crescita personale. Il tutto coordinato da Arianna Augustoni che è anche direttore della rivista, insieme ad Alessandro Tommasi e a Giuseppe Bevilacqua.
Il sostegno di Inner Wheel
“Il nostro impegno – sottolinea Elena Azzali Fossati, presidente di Inner Wheel Club Erba e Laghi – va oltre il sostegno economico e si traduce in presenza, ascolto e partecipazione. Con ancora negli occhi, ma soprattutto nel cuore, le emozioni vissute durante l’incontro in carcere con i ragazzi impegnati nel progetto, abbiamo scelto di dare continuità al nostro supporto affinché la finalità formativa, educativa e soprattutto sociale e umana di questo percorso possa proseguire e rafforzarsi. Sentire i ragazzi raccontare il loro lavoro, la passione con cui si prendono cura degli orti, l’attenzione dedicata alla parte didattica e percepire nella loro voce l’orgoglio di aver costruito qualcosa di bello, utile e gratificante è stata una gioia autentica. Il loro entusiasmo ha dato un significato concreto al gesto del donare e ci ha permesso di comprendere più profondamente una realtà spesso poco conosciuta e sottovalutata”.
Il commento istituzionale
Un plauso anche dall’Assessore Regionale con delega all’Università, Ricerca, Innovazione, Alessandro Fermi:
“Sono felice ogni anno di essere invitato alla presentazione del ricettario, perché ne apprezzo il valore sociale e anche, lasciatemelo dire, i contenuti. Credo che progetti come questo debbano essere portati ad esempio, perché sanno essere importanti sotto vari aspetti. Regalano infatti una nuova possibilità in modo concreto. È un messaggio semplice ma allo stesso tempo forte: queste persone tornano a condividere momenti di vita quotidiana, imparano cose nuove e costruiscono legami di amicizia importanti”.
Il punto di vista della direzione
Dello stesso avviso anche la direttrice della Casa Circondariale di Como, Roberta Galati, che ha sottolineato:
“Il valore di iniziative capaci di costruire relazioni con il territorio e di offrire alle persone detenute occasioni reali di responsabilizzazione, crescita e preparazione al rientro nella società. Progetti come Cucinare al Fresco, ha evidenziato, dimostrano come il carcere possa diventare uno spazio in cui sviluppare competenze, recuperare fiducia e dare continuità a percorsi di cambiamento”.
A sedici numeri dalla prima uscita, Cucinare al Fresco continua così il proprio cammino: nato con discrezione dentro il Bassone, cresciuto grazie alle persone che ne hanno condiviso la visione e oggi ancora capace di raccontare, attraverso il cibo e il lavoro di redazione, storie di possibilità.
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