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Progetti del cuore: un nuovo mezzo per la Croce Azzurra di Como

Alla Croce Azzurra un Fiat Doblò destinato al trasporto delle persone diversamente abili, bambini e anziani in stato di necessità.

Progetti del cuore: un nuovo mezzo per la Croce Azzurra di Como
Attualità Como città, 28 Gennaio 2022 ore 15:26

Si è tenuta venerdì 28 gennaio la consegna ufficiale delle chiavi del mezzo di trasporto per i cittadini di Como destinato alla Croce Azzurra e ha visto la presenza del presidente della Croce Azzurra di Como, Francesco Cattaneo, tutto lo staff di volontari e le attività che hanno preso parte attivamente al progetto rendendolo concreto.

Progetti del cuore: un nuovo mezzo per la Croce Azzurra di Como

La cerimonia si è svolta presso la sede di Croce Azzurra, in via Colonna, 3 a Como e in questa occasione “Progetti del Cuore”, davanti a cittadini e istituzioni, ha provveduto a consegnare ufficialmente il mezzo di trasporto messo a disposizione per le persone anziane e per i diversamente abili che la Croce Azzurra utilizza da qualche mese: si tratta di un servizio garantito e gestito in maniera integrale dall’allestimento del mezzo per il trasporto disabili, alla gestione delle spese (come, ad esempio, l’assicurazione compresa di copertura kasko).

La Croce Azzurra di Como è in prima linea dal 2000 e in ventidue anni si è distinta per l’aiuto e il sostegno fornito alle persone con disabilità, siano esse giovani o anziani, che tuttora possono contare su questo genere di servizio. La sede legale è a Rovellasca in provincia di Como, dove la Croce Azzurra è in attività da 40 anni. In questo periodo di emergenza sanitaria, l’associazione si è rivelata parecchio attiva, grazie a due macchine schierate in prima linea per fornire servizi di prima urgenza durante l’emergenza Covid sul territorio. “All’inizio del 2021 - spiega il Presidente Francesco Cattaneo - ci siamo impegnati anche nei territori di Bergamo e Brescia mandando un’autolettiga per i soccorsi”.

La Croce Azzurra di Como poggia su una base solida, sul lavoro di 150 volontari e dieci dipendenti. In un anno si contano ben 12.000 uscite.

“Abbiamo fatto 6.000 servizi di urgenze con servizi di 118 - spiega Cattaneo - e altre 6.000 uscite per privati e centri di cura. Gestiamo l’Ospedale Valduce, la struttura per anziani Ca’ D’Industria e seguiamo gli sport come il rally e le gare ciclistiche. Avere a disposizione un mezzo del genere significa per noi essere più presenti sul territorio e decisamente più efficienti. Serve anche per accompagnare anziani con disabilità presso le case di riposo, può essere un aiuto per i soggetti fragili di ogni età e alle loro famiglie. Per mesi abbiamo costruito con un nostro mezzo una specie di postazione per tamponi drive through, grazie a un nostro infermiere specializzato e grazie all’aiuto dei volontari, muovendoci per conto e in nome di Ats, chiaramente. Nel periodo più buio della pandemia abbiamo consegnato pacchi a famiglie in difficoltà, spese ad anziani e farmaci, dispositivi di sicurezza e tutto il necessario”.

A sostenere il progetto anche Annalisa Minetti, testimonial de “I progetti del cuore” che ha presentato l’iniziativa.

"La mia esperienza personale mi ha resa particolarmente sensibile verso chi ha bisogno. Con questa iniziativa si cerca di migliorare la vita dei cittadini diversamente abili. Quello che mi ha spinto verso “I Progetti del Cuore” è senz’altro la vocazione di iniziative come questa. Voler contribuire a risolvere il problema, sempre più stringente per l’Amministrazione pubblica e per le associazioni di volontariato, della destinazione di fondi per l’acquisto di mezzi da trasformare e adibire al trasporto dei cittadini con disabilità o ridotta capacità motoria".

Ed è stato proprio grazie alla partecipazione delle attività locali che si è potuta garantire l’esistenza di questo un servizio, che corrisponde ad una necessità imprescindibile sul territorio. Le aziende che hanno aderito, oltre a trasferire sul proprio marchio il valore aggiunto di questo nobile servizio, hanno potuto sostenere e aiutare i membri più fragili della comunità.

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