La prima tappa del dottore di Canzo è stata a Marituba, dove ha visitato il lebbrosario fondato da monsignor Aristide Pirovano.
Insieme a lui, in questa parte di viaggio, ci sono stati il professor Villas Boas dell’Università di Belém e l’antropologa Isaura De Aguiar, già conosciuta lo scorso luglio durante una sua visita all’esposizione etnica permanente a Villa Meda
Ha adottato a distanza un bambino di 5 anni
Il medico ha proseguito il viaggio, effettuando controlli medici e distribuzione di giocattoli nella comunità Cacau di discendenti di schiavi africani.
A Belém ha poi portato aiuto alla Casa da Criança, che ospita 35 bambini con handicap fisici o psichici. Lì ha incontrato tra gli altri Bento, che ha 5 anni ed è muto dalla nascita: è nato infatti con un restringimento della trachea che rischia di soffocarlo con la crescita e per cui è necessaria una tracheostomia periodica che gli permetta di respirare normalmente. Lo Curto ha chiesto di poterlo adottare a distanza in attesa di una vera e propria richiesta di adozione legale da parte di una famiglia brasiliana o straniera.

In visita alla popolazioni indigene
Il medico canzese ha anche risalito il fiume per incontrare le popolazioni dei villaggi indios per poi fermarsi ad Altamira, dove ha consegnato cinque sedie a rotelle, due per bambini e tre per adulti. Lo Curto ha raggiunto pure l’isola fluviale di Marajo, la più grande al mondo per estensione, dove ha proseguito con visite e incontri di prevenzione per ipertensione e diabete. Dopo una serie di visite mediche e piccola chirurgia nei dintorni di Santa Luzia, Lo Curto ha fatto ritorno in questi giorni a Belem.
Il suo rientro in Italia è previsto per il 25 di gennaio.
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