Tavolo di confronto

Punto nascita: chiedere la deroga alla chiusura spetta alla proprietà. Che sceglie il silenzio

Lifenet ha scelto di non rispondere alla domanda diretta sull'intenzione di valutare la prosecuzione della Maternità.

Punto nascita: chiedere la deroga alla chiusura spetta alla proprietà. Che sceglie il silenzio
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Si è svolto ieri, lunedì 12 ottobre, l’incontro tra l’Amministrazione comunale di Erba, Ats e l’Ospedale. Su invito del sindaco, Mauro Caprani, erano presenti rappresentanti istituzionali, sia regionali che dei comuni del territorio, ma anche le rappresentanze sindacali: sul piatto la possibilità di dare un futuro al Punto nascita cittadino come richiesto da una mozione di Fratelli d’Italia sottoscritta dall’intero Consiglio comunale

La proprietà punta il dito sulla mancanza di sicurezza per mamme e bambini

Al tavolo di confronto erano presenti per l’Ospedale di Erba il direttore generale Vincenzo Trovato e il direttore sanitario Riccardo Bertoletti. E’ chiara la posizione di Lifenet circa il futuro del Punto nascita:  da 5 anni la Maternità erbese è al di sotto del numero minimo di parti previsto –  500 – e il rischio è quello di non riuscire a mantenere le competenze professionali dei medici che fanno nascere i bambini, con la conseguenza di avere un Punto nascita che non possa più garantire la sicurezza necessaria a mamme e neonati. Insomma, verrebbe meno la capacità dell’équipe di affrontare i problemi che potrebbero sopraggiungere.
Questo nonostante l’onorevole Eugenio Zoffili, che è stato tra i primi a schierarsi a favore della salvezza dell’importante servizio, abbia dichiarato che “senza peli sulla lingua, questa sera, siamo qui per convincervi ad attuare la deroga“. L’esponente leghista ha promesso di  contattare per un incontro in giornata il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, a cui aveva già posto un’interrogazione parlamentare e scritto una missiva per metterlo a parte della vicenda.

Secondo Fermi la priorità è investire sui servizi per la collettività

Una deroga – quella per il numero minimo di 500 parti annui in una struttura ospedaliera affinché possa esistere un Punto nascita – che può essere richiesta a Regione Lombardia soltanto dalla proprietà. Lo ha spiegato l’assessore regionale Alessandro Fermi, presente al tavolo insieme al consigliere regionale Angelo Orsenigo:

“Il tema della deroga può essere preso in considerazione da Regione solo a seguito di una richiesta, che può essere presentata soltanto dalla proprietà. Proprio con quest’ultima abbiamo parlato nei giorni scorsi e abbiamo programmato di vederci settimana prossima in Regione per fare il punto rispetto al presidio ospedaliero di Erba: in un momento storico difficile per la sanità, anche per carenza di personale, il nostro obiettivo è quello di avere le massime garanzie che la proprietà continui a investire nell’Ospedale. Rispetto al Punto nascita e sull’effettiva necessità del suo mantenimento, faccio fatica a sostenerlo: credo che si debba chiarire quale sia la priorità per il territorio, se questo Punto nascita oppure i servizi per la collettività. Questa è la mia posizione in maniera sincera, poiché la realtà attuale non è più quella di dieci anni fa. A prescindere però dalle mie opinioni personali, raccoglierò le istanze che usciranno da questo tavolo di confronto, anche se quello che chiederò sarà sicuramente un continuo investimento sull’Ospedale per garantire servizi alla popolazione”.

“Dovete mantenere le promesse fatte sul futuro”

La domanda diretta alla proprietà sulla possibilità di richiedere la deroga per tenere in vita il Punto nascita di Erba è arrivata per prima da Claudio Ghislanzoni, presidente del Consiglio comunale erbese e consigliere provinciale di FdI:

“Mi piacerebbe sapere che effetto vi ha fatto la reazione compatta del territorio contro la chiusura della Maternità: dovrebbe far riflettere, perché significa che è un’esigenza. Ma emerge che da parte vostra non ci sia il presupposto per tenere aperto il Punto nascita. Poco più di due anni fa abbiamo avuto un incontro con l’Amministratore delegato Nicola Bedin che ci aveva assicurato che nessun servizio sarebbe stato dismesso: cosa è successo in questi due anni? Vi preghiamo di mantenere le promesse fatte sul futuro: siete disponibili a presentare una richiesta di proroga perché ci credete come ci crediamo noi?”.

Nessuna risposta sulla volontà di ricorrere al Decreto ministeriale

Dalla proprietà non è arrivata nessuna risposta – seppur incalzata da altri interventi sia da parte dei consiglieri di opposizione che dai rappresentanti sindacali – sulla possibilità che venga verificata la sussistenza delle condizioni per l’attivazione della procedura prevista dal Decreto ministeriale del 2015 per il mantenimento in attività dei Punti nascita con meno di 500 parti annui.
Secche le parole del direttore generale Vincenzo Trovato in chiusura di serata:

“Non sono in grado di rispondere questa sera”.