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STORIE SOTTO L'ALBERO

Rina Barcaro spegne cento candeline

Il Giornale di Erba regala ai lettori di Primacomo.it le più belle storie raccontate nel corso del 2021 sulle pagine del nostro settimanale.

Rina Barcaro spegne cento candeline
Attualità Erba, 02 Gennaio 2022 ore 12:00

Cento anni per Rina Barcaro: la donna ha festeggiato il suo meraviglioso traguardo il 18 settembre. Nata a Vicenza nel 1921, si è sposata con Aurelio Belleni, Comandante di Marina Mercantile.

Rina Barcaro spegne cento candeline

«Dopo avere attraversato indenne gli anni della guerra, mi sono sposata nel 1952 - racconta - Mio marito Aurelio, Comandante di Marina Mercantile, viveva in Africa già da anni per cui, prima di sposarmi, mi ha proposto di seguirlo lasciando l'Italia per affrontare insieme una vita avventurosa. Non mi sono tirata indietro: era quello che aspettavo!». Un’esperienza che le ha permesso di conoscere luoghi meravigliosi. «Per oltre 10 anni ho vissuto in posti bellissimi sulla costa dell'Africa orientale, specialmente in Kenia e Tanzania, diventate ora mete turistiche per le stupende spiagge e il mare cristallino - prosegue - Ho gestito con successo il Sea View Hotel a Dar Es Salam. A volte seguivo mio marito nei suoi viaggi per mare, affrontando pericoli legati ai monsoni; parlavo inglese e molto bene il swahili, una delle lingue ufficiali dell'Africa. Abbiamo intrapreso safari e viaggi nell'entroterra, con tutti i rischi legati all'incontro di animali feroci e non solo, dato che era il tempo dei Mau Mau, un movimento politico che si opponeva al dominio inglese: viaggiavamo sempre con la pistola al fianco, che per fortuna non abbiamo mai dovuto usare. Ho visto la natura selvaggia e incontaminata, non ancora deturpata dalla mano dell'uomo, ho dovuto convivere con insetti e serpenti velenosi percorrendo piste nella foresta, che si trasformavano in acquitrini dopo le grandi piogge, siamo rimasti impantanati e abbiamo messo a dura prova la nostra Land Rover. Se raccontassi tutte le mie avventure non basterebbe un libro!». Proprio in Africa, la Belleni ha concepito la figlia Cinzia. «In Africa ho concepito mia figlia e al settimo mese di gravidanza sono tornata da sola, senza mio marito, in Italia in aereo - racconta - Avete presenti i viaggi in aereo nel 1955? Cinzia è nata a Milano e quando aveva 3 mesi siamo tornate a casa dal papà, in Africa».

La famiglia è poi ritornata in Italia negli anni Sessanta. «Si è trasferita definitivamente in patria nei primi anni Sessanta, così siamo andati a vivere a Casnedo, una frazione sopra Cernobbio. Ci siamo trasferiti nel 1995 ad Albavilla per stare più vicini a mia figlia e alle due nipotine, Elisa ed Erika, nate dal suo matrimonio».

Nel 1997 Rina Barcaro è rimasta vedova, ma circondata dall’amore della figlia e dei famigliari. «Da quell’anno la mia vita è trascorsa tra alti e bassi fino al febbraio 2013, alla mia residenza attuale, la Rsa Opera Pia Roscio. Qui ho conosciuto persone disponibili e gentili che ogni giorno lavorano per renderci la vita meno difficile. La direzione, i medici dottor Rondanini e Colombo, che vegliano con competenza sul mio stato di salute e hanno trovato le cure adeguate per mantenere la mia mente e il mio corpo in equilibrio perfetto, gli infermieri, gli Oss, le animatrici e il personale, ringrazio tutti affettuosamente. Ma sento tanto, e con me altri ospiti, la mancanza delle suore e dei sacerdoti, che ci hanno donato il loro tempo per assisterci con amore, attenzione e parole gentili. Grazie a suor Cecilia, richiamata in Casa Madre a Chieti, a Suor Letizia, Suor Agostina e Padre Celeste che ci proteggono da lassù».

Sono stati giorni di grande festa all’Opera Pia Roscio per i cento anni di Rina Barcaro. Tantissimi i parenti e gli amici che le hanno recapitato fiori, regali e auguri. Il meraviglioso compleanno di «nonna» Rina è stato festeggiato con la figlia e la nipote, che hanno scartato con lei i regali in un salotto adibito alle visite con i parenti. Un’occasione, per Rina, di ricordare con loro i momenti della sua vita.

A portare alla centenaria gli auguri con una telefonata è stata anche suor Cecilia, la Suora Superiora cui è molto legata. La festa è proseguita con operatori e ospiti della struttura, con torta e candeline in un clima di allegria per il meraviglioso traguardo di Rina.

(Giornale di Erba, sabato 25 settembre 2021)

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