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Roberta e Mino "sposi selvaggi": 20 anni di nozze a picco sul mare

Il Giornale di Erba regala ai lettori di Primacomo.it le più belle storie raccontate nel corso del 2021 sulle pagine del nostro settimanale.

Roberta e Mino "sposi selvaggi":  20 anni di nozze a picco sul mare
Attualità Erba, 01 Gennaio 2022 ore 10:17

I canzesi Massimiliano «Mino» Bassi e Roberta Prandini hanno deciso di festeggiare il loro ventesimo anniversario di matrimonio in un modo davvero fuori dal comune. Hanno infatti affrontato il difficile trekking «Selvaggio blu» in Sardegna, lungo la costa dell’Ogliastra. E proprio lì, lungo quel percorso impegnativo, a picco sul mare e dagli scorci meravigliosi sospesi tra cielo e terra, hanno rinnovato la promessa nuziale. Vent’anni dopo quel 29 settembre del 2001.
Con loro un gruppo di amici. Quattordici persone tra cui i due accompagnatori di media montagna erbesi Simone Pozzoli e Barbara Carta di Unpassoavanti.green.

Roberta e Mino "sposi selvaggi": 20 anni di nozze a picco sul mare

«Ci siamo sposati il 29 settembre del 2001 in provincia di Milano. Non avevamo fatto il viaggio di nozze perché era appena successo il disastro delle Torri gemelle e avevamo deciso di rimandare. E alla fine non se ne era fatto più nulla – racconta Mino – Così abbiamo deciso di sfruttare il grande desiderio di affrontare uno dei percorsi più estremi e impegnativi di trekking d’Italia, se non d’Europa, agganciandolo al nostro ventesimo anniversario di matrimonio».

E a rendere realtà questo loro sogno sono stati appunto Simone e Barbara, che con la loro agenzia dal 2016 organizzano uscite sul territorio e non solo: «Roberta e Mino ci tenevano a fare il “Selvaggio blu”. Un percorso difficile, che parte da Pedra Longa e porta a Cala Sisine. E’ nato dall’unione di tanti piccoli tratti utilizzati dai pastori sardi che sono stati poi collegati con difficoltosi passaggi su roccia. Un terreno complesso che necessita di allenamento – racconta Simone – C’è stata una lunga preparazione e alla fine è stata una grande conquista, capitata in occasione del loro anniversario. Abbiamo così coinvolto un gruppo di clienti che ci seguono da anni e che sono ormai amici. Spontaneamente si sono aggregati, proprio per festeggiarli perché ci tenevano a essere presenti».

Nel corso delle cinque tappe - a cui poi se ne è aggiunta ad hoc una sesta con la discesa in corda fino alla Grotta del Fico per un totale di circa 50 chilometri per un dislivello di 5mila metri - si sono dunque svolte varie fasi di quella che è stata una grande festa: «Il tema dell’esperienza è stato “Sposi selvaggi” e ci sono state tante sorprese durante il viaggio. Iniziando dall’andata in nave, dove abbiamo distribuito le bomboniere: a ognuno dei partecipanti abbiamo donato un moschettone con inciso il proprio nome e che hanno poi utilizzato durante il trekking – prosegue Mino – Alla fine della seconda tappa, la più lunga, abbiamo festeggiato a picco sul mare in mezzo alla natura una sorta di addio al nubilato e al celibato. Dopo una terza tappa più corta e meno tecnica, il quarto giorno ci ha visti impegnati nelle prime calate a corda doppia per un tratto molto tecnico dal punto di vista alpinistico. Proprio in quella giornata, il 29 settembre, cadeva il nostro anniversario e perciò la sera, nonostante la stanchezza per il duro percorso affrontato, abbiamo rinnovato la promessa».

Per dare solennità all’emozionante circostanza tutti indossavano un indumento bianco. Roberta un abito lungo di pizzo. A officiare la «celebrazione» lo stesso Simone che ha introdotto il momento clou parlando del legame con gli sposi. «Roberta ha poi letto una bellissima promessa, mentre io le ho regalato una nuova fede, visto che la sua l’aveva persa anni fa. Abbiamo proprio scelto di essere lì, in quel luogo, forse il più angusto di tutti quelli visti, ma che non ha snaturato l’essenza del viaggio. Un momento indimenticabile. Che è stato proprio come lo immaginavamo».

Laura Renzi

(Giornale di Erba, sabato 9 ottobre 2021)

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