Mercoledì alle 11, al cimitero di Cantù, si svolgerà la cerimonia che porterà all’installazione di “Rubate a noi, non ai defunti” contro il furto di fiori nei cimiteri
L’iniziativa
Un fiore su una tomba non è un semplice ornamento: è un ponte invisibile, un filo di memoria, un puro gesto d’amore. Eppure, troppo spesso, quel filo viene spezzato da mani insensibili. Nasce da questa indignazione profonda l’installazione temporanea sociale e attiva che prenderà vita questo mercoledì mattina al cimitero di Cantù.
L’idea, nata dalla mente artistica dell’insegnante e nota artista Angiola Tremonti, ha trovato braccia e cuore nelle allieve dell’Università della Terza Età di Como. Durante i laboratori artistici, le frequentatrici del corso hanno dipinto e disegnato splendidi fiori su carta e tela, trasformando la propria creatività in uno strumento di protesta e sensibilizzazione.
Il messaggio: una provocazione per far vergognare i ladri
L’azione artistica lancia una provocazione frontale e senza filtri a chi compie questi piccoli, grandi sciacallaggi quotidiani. Il messaggio delle autrici è chiaro, ironico e durissimo al tempo stesso: “Se proprio dovete rubare dei fiori, rubateli a noi ‘nonnette’ che siamo qui vive, piuttosto che strapparli a chi non c’è più. Dovete vergognarvi: rubare un ricordo a un defunto vi rende solo dei ladri schifosi e insensibili.”
L’installazione
I fiori cartacei e le opere realizzate per l’occasione saranno posizionati temporaneamente all’interno del cimitero. Non si tratta solo di una mostra, ma di un’installazione socio-artistica attiva: un presidio di dignità che mira a toccare le corde della coscienza di chi commette questi atti, mettendolo davanti alla meschinità del proprio comportamento.
La cittadinanza è invitata a partecipare mercoledì mattina per sostenere questa importante battaglia di civiltà, rispetto e amore per la memoria.