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Lunedì 29 agosto

Sciopero vigilanza e servizi fiduciari: a Como presidio davanti alla Prefettura

"Chiediamo salari dignitosi, adeguati alle responsabilità e al rischio che i dipendenti corrono", chiedono i sindacati.

Sciopero vigilanza e servizi fiduciari: a Como presidio davanti alla Prefettura
Attualità Como città, 26 Agosto 2022 ore 15:48

Lunedì 29 agosto 2022 si terrà lo sciopero regionale del comparto della vigilanza armata e dei servizi fiduciari. La decisione è stata presa in seguito alla rottura del tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto ormai dal 2015, e dopo il riuscito sciopero nazionale del 2 maggio. A Como, in quel giorno, si terrà un presidio in via Volta, di fronte alla Prefettura, dalle 10 alle 12.

Sciopero vigilanza e servizi fiduciari: a Como presidio davanti alla Prefettura

Filmcas Cgil di Como, Fisascat Cisl dei Laghi e Uiltucs di Como spiegano:

"Si tratta di un settore che conta oltre 100mila lavoratori, di cui oltre 20mila in Lombardia, e che vede Como al centro del panorama nazionale: due delle aziende più grandi hanno sede nella nostra città, Vedetta 2 Mondialpol e Sicuritalia. Considerato anche le altre aziende più piccole, il comparto occupa in provincia oltre 2mila lavoratori. I lavoratori si occupano di sicurezza, servizi di sorveglianza, trasporto valori e servizi fiduciari di portierato e guardiania. Inoltre, hanno retribuzioni basse e inadeguate alla responsabilità e al rischio che corrono tutti i giorni. Le basse retribuzioni stanno avendo un effetto anche sulle condizioni di lavoro, poiché c’è carenza di personale mentre i servizi sono in espansione, quindi il personale è costretto a turni massacranti con straordinari che ormai fanno parte della quotidianità. Lo stress è molto elevato, con pericolose conseguenze anche sul tema della salute e la sicurezza dei lavoratori.

Nonostante il buon esito dello sciopero del 2 maggio, le compagini datoriali non hanno dato sufficienti segnali di apertura per il buon esito del rinnovo del contratto nazionale. Chiediamo salari dignitosi, adeguati alle responsabilità e al rischio che i dipendenti corrono, e condizioni di lavoro migliori con orari che consentano riposo e tempo per la famiglia. Inoltre, come per tutti i servizi in appalto, vogliamo la definizione di norme adeguate per la tutela delle professionalità e dell’occupazione, così da non lasciare migliaia di persone in balia della logica del risparmio e del massimo ribasso.

Denunciamo, infine, il silenzio delle istituzioni, che dovrebbero avere un’attenzione particolare per il settore della vigilanza. Si tratta di lavoratori che quotidianamente garantiscono la sicurezza privata e pubblica come ampiamente dimostrato durante la fase emergenziale sanitaria, spesso facendosi carico di compiti impropri in nome dell’interesse generale".

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