Mezzo milione di euro per il restauro della chiesa di Caccivio: appello ai fedeli.
Il progetto di riqualificazione della chiesa
“Pietre vive”, come lo sono le persone che compongono una comunità. E’ questo il nome del progetto che mira a ridare nuovo lustro al luogo di culto. Nel concreto, l’iniziativa prevede la motorizzazione delle finestre, la ritinteggiatura delle superfici, un nuovo impianto di diffusione audio, la collocazione di schermi visivi nelle cappelle laterali, integrazione e ottimizzazione dei corpi luminosi e degli scenari nel rispetto del progetto illuminotecnico concordato con la Sovrintendenza, collocazione più ordinata delle tele e la predisposizione per un nuovo organo a canne. “All’esterno, il rifacimento del sagrato eliminando le barriere architettoniche e l’utilizzo del giardino della casa parrocchiale come parcheggio – specifica il parroco, don Flavio Riva – Tre anni fa, durante la notte, si è staccato da un cornicione uno spezzone di gesso, caduto sul pavimento. Questo ci ha fatto pensare che una revisione delle decorazioni, dei colori, delle aperture per arieggiare, asciugare, far circolare l’aria siano importanti per l’integrità dell’edificio e la sua conservazione”.
Appello ai fedeli
Le basi su cui poggia il progetto “Pietre vive” sono solide. “Il nome ha un suo significato specifico – prosegue il sacerdote – Perché al di là dei muri, dei colori e delle luci, sono le persone che contribuiscono con la fede, la preghiera, il volontariato e il denaro, alla vita della comunità e alla conservazione dei beni necessari per la vita pastorale. La campagna di raccolta straordinaria vuole raggiungere ogni persona e coinvolgerla in un’operazione corale che, in definitiva, risponde a queste due domande: che cosa ho ricevuto da questa chiesa? Che cosa posso fare per questa chiesa? Intesa sia come edificio, ma anche comunità”.
L’operazione di restauro è ancora in fase embrionale e dovrà superare numerosi passaggi. L’idea c’è, ma sarà necessario avere l’avvallo della Sovrintendenza. Nel frattempo, ci si sta già muovendo per la questione fondi. Una parte dovrebbero arrivare da eventuali contributi mentre, una quota, dal buon cuore dei fedeli.
“Serve l’aiuto di tutti”
“Diciamolo chiaramente: non abbiamo tutti i soldi per completare il progetto e non li abbiamo in questo momento. Dopo la vendita del terreno edificabile di via Cagnola, in base alle offerte della prima ora (settembre 2026, Ndr) e l’impegno dei prossimi anni si potrà organizzare meglio il cantiere e i diversi interventi. Il Consiglio dei beni economici si impegnerà anche a intercettare l’intervento di aziende del territorio, fondazioni e bandi pubblici. Ogni donazione, da privati, enti o aziende, sarà deducibile ai fini fiscali. Credo fortemente nel valore educativo di questa impresa: il lavoro verrà fatto a lotti”.
Per la buona riuscita c’è quindi necessità dell’aiuto di tutti. Ed è anche per questo che è in atto una capillare campagna di coinvolgimento. “Il primo passo è suscitare interesse, curiosità. Potremo immaginare di partire nella prossima primavera. In questo tempo estivo tutte le famiglie di Caccivio saranno raggiunte da una lettera e da un depliant che illustra l’operazione. Il sabato precedente la prima domenica di settembre inviteremo a fare un pellegrinaggio dentro la chiesa dell’Annunciata: dal battistero fino al presbiterio, per poi tornare verso l’altare di San Carlo. Il progetto mira a dare bellezza e qualità al centro della nostra vita cristiana”.