Sanità

Sindacati: “Non solo Maternità. La situazione è critica per tutta la struttura”

In più occasioni posti interrogativi sul destino del nosocomio e dei singoli reparti, ma dalla direzione sempre smentite.

Sindacati: “Non solo Maternità. La situazione è critica per tutta la struttura”

Le segreterie territoriali di Fp Cigil, Cisl Fp e Uil Fp lanciano l’allarme sulla situazione dell’ospedale erbese: “Oggi chiude il punto nascita. Domani, chi può dire cosa sarà considerato ‘inevitabile’?

“Attendiamo la convocazione di un incontro ufficiale”

Sul futuro dell’Ospedale di Erba Srl le sigle sindacali hanno chiesto chiarimenti alla Direzione generale fin dal primo giorno dell’insediamento della nuova proprietà. In più occasioni sono stati posti interrogativi sul destino della struttura e dei singoli reparti.
La risposta è stata sempre la stessa:

“Smentite secche e infastidite, finalizzate a sminuire le nostre preoccupazioni e il nostro ruolo, rinviando a Regione Lombardia ogni valutazione sul futuro dei servizi. Come se fosse possibile per una società per azioni come Lifenet, il cui socio di maggioranza è Reale Group con una partecipazione dell’80%, non avere una propria visione strategica e un piano industriale capace di delineare prospettive e obiettivi.
Oggi arrivano rassicurazioni sul ricollocamento del personale coinvolto dalla chiusura del punto nascita. Si tratta di un atto dovuto e doveroso, ma attendiamo la convocazione di un incontro ufficiale per discutere modalità, tempistiche e garanzie per le lavoratrici e i lavoratori. Ciò che fa rabbrividire è l’assenza di una progettualità di lungo periodo per la sanità della provincia, costruita attraverso il confronto con la cittadinanza e con chi, ogni giorno, garantisce il funzionamento delle strutture sanitarie del territorio”.

Criticità lasciate stratificare e affrontate quando ormai è troppo tardi

Secondo i sindacati lo schema è sempre lo stesso: creare le condizioni e attendere che l’unica soluzione sia la chiusura. Si ignorano le criticità emergenti, le si lascia stratificare e le si affrontano quando ormai è troppo tardi. A quel punto ci si affanna a trovare soluzioni, si negano in ogni sede eventuali ipotesi di chiusura, fino alla comunicazione ufficiale. Una scelta presentata come inevitabile e appresa, ancora una volta, dalla stampa:

“Oppure, ed è uno scenario ancora peggiore, una progettualità esiste, ma viene annunciata soltanto al momento ritenuto opportuno, come una verità assoluta, già definita e senza possibilità di appello. Nelle comunicazioni ufficiali si afferma: “Il primo obiettivo condiviso da Ospedale di Erba, Ats Insubria e Regione Lombardia è garantire continuità e sicurezza alle donne e alle famiglie del territorio”. Ci “conforta” sapere che questo obiettivo sia in linea con quanto previsto dalla Costituzione: nient’altro che ciò che dovrebbe essere normalmente garantito. Inserirlo nello stesso comunicato con cui si annuncia la chiusura del punto nascita, però, appare soprattutto un modo per addolcire la notizia e distogliere l’attenzione dalla decisione assunta”.

“Servono confronto e trasparenza, anche con i rappresentanti politici”

“Il primo obiettivo della politica dovrebbe essere sicuramente più coraggioso: fare ciò che serve davvero per garantire servizi sanitari di qualità, anziché limitarsi a rassicurare e promettere. Troppo spesso assistiamo a grandi dichiarazioni quando si tratta di sostenere la vendita di asset fondamentali per la salute dei cittadini o di partecipare alle inaugurazioni, salvo poi assistere a una rapida eclissi fino al successivo bagno di folla.
Per questo ci rivolgiamo a Regione Lombardia, a Lifenet Spa, a Ospedale di Erba Srl e a tutti i rappresentanti politici e istituzionali del territorio che hanno promosso questa operazione e rassicurato cittadini e lavoratori sulla sua bontà.
Il futuro della sanità non può essere deciso nel silenzio: servono confronto, trasparenza e responsabilità”.

Gravosi carichi di lavoro, assenza di chiarezza, difficoltà nella gestione dei turni

La domanda posta dalle rappresentanze sindacali è semplice: quale sarà il futuro dell’Ospedale di Erba? Oggi si parla del punto nascita, ma la situazione del resto dell’ospedale non è certamente più rosea. Restano criticità evidenti:

  • un clima lavorativo deteriorato, carichi di lavoro gravosi ed elevato turnover;
  • l’assenza di una comunicazione interna chiara sulle prospettive aziendali;
  • la crescente difficoltà nella gestione dei turni, con pesanti ricadute sull’organizzazione personale e familiare;
  • il ricorso sempre maggiore a personale libero professionista, con conseguenze sul lavoro di équipe e sulla
    programmazione dei turni.

“Tutto questo è stato segnalato più volte. Anche in questo caso, però, secondo la Direzione Generale sarebbero le lavoratrici e i lavoratori a non comprendere quanto sta accadendo e a concentrarsi sulle criticità, perdendo di vista quanto di buono sarebbe stato fatto. Quale sarà il prossimo passo? La chiusura di altri servizi? L’esternalizzazione di ulteriori attvità? Il ridimensionamento di qualche altro reparto?”.

La sanità va difesa, programmata e costruita

La posizione di Cgil, Cisl e Uil è chiara: la sanità non si chiude. Si difende, si programma e si costruisce.

“Il territorio merita servizi, non incertezze. Chi lavora in sanità merita rispetto, garanzie e futuro. Le lavoratrici e i lavoratori, così come le cittadine e i cittadini, hanno il diritto di essere informati e coinvolti nelle scelte che riguardano un presidio sanitario fondamentale per il territorio”.