Gennaio è il “Mese della pace”, a Como un percorso promosso dalla Caritas diocesana: stasera il primo appuntamento sul tema delle guerre dimenticate.
La prima serata
Oggi, giovedì 15 gennaio, alle 20.45, al Centro pastorale Cardinal Ferrari di Como, prende il via “Guerre Dimenticate”, un ciclo di incontri promosso dalla Caritas diocesana in collaborazione con uffici pastorali, associazioni e organizzazioni del territorio. L’iniziativa si inserisce nel “Mese della Pace” e rappresenta un’occasione importante per accendere i riflettori su conflitti che troppo spesso restano nell’ombra dei media internazionali. Il primo appuntamento, dedicato a Sudan e Sud Sudan, inaugura un percorso che la Caritas diocesana di Como, nelle prossime settimane, intende sviluppare per sensibilizzare la comunità locali sulle guerre dimenticate.
Le testimonianze
A portare la propria testimonianza diretta, sarà Matteo Perotti, missionario laico appena rientrato dai Monti Nuba, regione sudanese al confine con il Sud Sudan (dove risiede da più di dieci anni). Condividerà col pubblico la sua esperienza sul campo e la realtà di popolazioni che sopravvivono a orrori che il resto del mondo raramente vede, ma che rimangono determinate a mantenere in vita le proprie famiglie. Interverrà inoltre Chiara Giaccardi, dell’Università Cattolica, che presenterà il messaggio di Papa Leone XIV per la LIX Giornata mondiale della Pace, offrendo una riflessione più ampia sul tema della pace e della riconciliazione. La serata, inserita nel ciclo “Incontri per una pace disarmata e disarmante”, sarà trasmessa in streaming sul canale YouTube della Caritas diocesana, permettendo una partecipazione più ampia.
Il Sudan, la più grande emergenza umanitaria del mondo
L’incontro del 15 gennaio è dedicato alla drammatica situazione di Sudan e Sud Sudan, due nazioni dell’Africa orientale lacerate da anni di violenze e instabilità. Il conflitto in Sudan, scoppiato nel 2023 come lotta di potere tra le Forze Armate Sudanesi (Saf) e le Forze di Supporto Rapido (Rsf), si è trasformato in quello che le agenzie dell’Onu definiscono la più grande emergenza umanitaria al mondo. I numeri sono devastanti: circa 33,7 milioni di persone – quasi due terzi della popolazione – necessiteranno di assistenza umanitaria nel 2026. Più di 20 milioni hanno bisogno di cure mediche, mentre 21 milioni affrontano un’insicurezza alimentare acuta. Il Sudan è anche teatro della più grande crisi di sfollati al mondo, con circa 13,6 milioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case: 9,3 milioni sfollati interni e altri 4,3 milioni rifugiati nei Paesi limitrofi. Le condizioni di vita sovraffollate, i sistemi sanitari collassati e la distruzione delle infrastrutture idriche hanno favorito epidemie di colera, malaria, dengue e morbillo in gran parte del Paese. A El Fasher, città che ospitava più di un milione di persone, chi è riuscito a fuggire racconta storie di violenze, esecuzioni, reclutamenti forzati e bambini separati dalle famiglie durante la fuga.