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In provincia di Monza e Brianza

Tamponi e prelievi falsificati: sequestrata farmacia in Brianza

Indagati i due fratelli titolari.

Tamponi e prelievi falsificati: sequestrata farmacia in Brianza
Attualità Brianza, 26 Gennaio 2022 ore 11:21

Sono stati denunciati i farmacisti, fratello e sorella, titolari della farmacia in via Roma a Renate. Tra i casi scoperti dai carabinieri non solo i prelievi molecolari Covid ma anche finalizzati alla ricerca di marcatori tumorali. A riportare la notizia sono i colleghi di Primamonza.it.

Tamponi e prelievi falsificati: sequestrata farmacia in Brianza

I carabinieri della Stazione di Besana in Brianza hanno eseguito il sequestro preventivo della farmacia di Renate , già nota alle cronache poiché nell’ultimo mese era stata chiusa per mancanza dei requisiti sanitari della titolare 42enne e del fratello-collaboratore 44enne i quali, non avendo assolto l’obbligo vaccinale, erano stati sospesi dall’ordine dei farmacisti.
In particolare, tra la fine dello scorso mese di dicembre e l’inizio di questo mese a più riprese la farmacia aveva ricevuto le visite dell’Arma – Arma territoriale e NAS di Milano – e della Commissione Ispettiva delle Farmacie ATS Brianza che, non solo avevano accertato il mancato assolvimento dell’obbligo vaccinale da parte dei due fratelli ma avevano anche appurato che, nonostante la sospensione, gli stessi continuavano a esercitare l’attività. Attualmente però la farmacia era in procinto di essere riaperta in quanto, a carico dei due fratelli, non risultavano più in essere i provvedimenti di sospensione benché per l’uomo la situazione risulti tuttora da approfondire alla luce del fatto che non è possibile ricevere la somministrazione di una dose vaccinale appena undici giorni dopo essersi negativizzati dalla malattia.L’Arma però su quella farmacia aveva già puntato gli occhi sin dal mese di agosto quando, in seguito a una denuncia sporta da una mamma preoccupata per delle anomalie sul referto del tampone molecolare eseguito dal figlio, si era rivolta ai carabinieri. Gli immediati accertamenti avevano subito permesso di far emergere che quel tampone era falso poiché né il laboratorio di Monza inizialmente indicato, né quello di Carate Brianza, successivamente comunicato nel tentativo di aggiustare la faccenda, avevano mai ricevuto e analizzato detto tampone.

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